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Il Giro

1700 miglia lungo le coste italiane e risalendo il Po fino a Pavia.
Dodici staffettisti in navigazione e uno alla tastiera.
Oltre seimila visualizzazionii giornaliere
Decine di associazioni, amici e appassionati incontrati nel corso di questa nuova avventura
Molti soci fedelissimi che ci hanno incoraggiato e sostenuto
Un gruppo di "sponsor" tecnici di eccellenza.
Con il patrocinio di Regione Lombardia, Ucina Confindustria Nautica e Federazione Italiana Motonautica.

Gli staffettisti:

Emilio Galli: Genova - Porto Ercole
Alessandro Di Lelio: Porto Ercole - Napoli
Marco Galli: Napoli - Cetraro
Alberto Bagagli: Cetraro - Messina - Roccella Ionica
Virginio Gandini: Roccella Ionica - Taranto
Michele Armiento: Taranto - Mola di Bari
Marco Mosca: Mola di Bari - Tremiti - Pescara
Angelo Villani: Pescara - Riccione
Franco De Gradi, Fabio Peschiera: Riccione - Venezia - Porto Viro
Mauro e Marina Seguso: Porto Viro - Pavia


IL COMUNICATO STAMPA

STAFFETTA IN GOMMONE DA GENOVA MESSINA VENEZIA PAVIA

#italiaingommone

Salperà il prossimo 1° aprile da Genova la circumnavigazione d'Italia a bordo di un battello pneumatico ZARmini motorizzato con un fuoribordo Suzuki, promosso e organizzato dal Club del Gommone.

Prima tappa, dopo la partenza dalla Darsena del Salone Nautico di Genova sarà Portovenere, circa 45 miglia. In seguito il gommone proseguirà costeggiando la costa Tirrenica (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria) fino allo Stretto di Messina (con una breve escursione in Sicilia) e poi risalirà lo Stivale lungo l'Adriatico fino a raggiungere Venezia. Da qui il gommone partirà alla volta del Delta del Po per poi risalirlo fino a Pavia (Ponte della Becca), dove è prevista - ai primi di maggio - la conclusione del giro d'Italia.

La scelta di utilizzare un battello pneumatico relativamente piccolo con un motore "senza patente" non è casuale; il Club del Gommone intende, infatti, promuovere l'andar per mare e il diporto a motore per tutti e lo dimostrerà attraverso un affidabile battello dalle straordinarie peculiarità, capace di affrontare anche lunghe crociere sempre con la massima sicurezza, grazie a una carena robusta e a tubolari di generoso diametro (utili a rendere ancora più stabile il battello) suddivisi in ben sei compartimenti stagni - un record per un mezzo di queste dimensioni - e un tecnologico motore fuoribordo da 40 hp leggero e affidabile. Un package alla portata di tutti che costa come una citycar e può essere guidato anche senza patente nautica. Una proposta allettante per esperti e neofiti, per risvegliare la voglia di abbandonare le spiagge affollate e partire alla scoperta di baie tranquille.

Lo stesso spirito del Club del Gommone, guida anche i Partner tecnici - il cantiere ZarFormenti e Suzuki Marine - che hanno sposato appieno l'iniziativa e gli obiettivi dell'avventuroso giro d'Italia e metteranno a disposizione dei soci il battello - uno ZARmini 16 Rib (5,00 x 2,24 metri f.t., 320 kg) con carena e coperta in alluminio - e il fuoribordo, un DF40A 4 tempi (3 cilindri, 941 cc). Il Suzuki DF40A è un fuoribordo di ultima generazione, dotato delle più moderne tecnologie: dalla distribuzione bialbero con 4 valvole per cilindro comandata da una catena (esente da manutenzione), al sistema di alimentazione a iniezione Lean Burn, cioè a combustione magra, che permette di contenere al massimo i consumi, fino al potente alternatore da 19 A che consente di alimentare tutte le utenze elettriche di bordo. Il DF40A, inoltre, grazie alla cilindrata di quasi 1 litro, assicura un'elevata coppia anche ai regimi più bassi.

La particolarità più interessante di questo giro d'Italia, che si snoderà lungo un percorso di circa 1.700 miglia, sarà la staffetta alla guida del battello da parte di alcuni soci dello storico sodalizio milanese (dieci in tutto i piloti pre-selezionati), in pratica uno diverso ogni quattro tappe. L'evento ha il patrocinio di Regione Lombardia, Ucina-Confindustria Nautica e Federazione Italiana Motonautica.

L'impresa sarà raccontata quotidianamente attraverso i canali Social di:

Club del Gommone, website: www.clubdelgommone.it, www.clubdelgommone.com/forum; facebook: club del gommone, club del gommone (gruppo), Nautica Report; youtube: club del gommone; hashtag: #italiaingommone, #clubdelgommone

ZarFormenti, website: www.zar-formenti.com ; facebook: Zar Formenti, TuttoBarche; youtube: Zar Formenti;

Suzuki Marine - website: marine.suzuki.it; facebook: Suzuki italia marine; youtube: suzukimarineitalia; twitter: Suzuki italia

Rivista Il Gommone www.ilgommone.net

Ucina - Confindustria Nautica www.ucina.net

Assistenza meteo a cura di Navimeteo: www.navimeteo.com


L'idea:

Settembre 2016, ultima giornata al Salone Nautico di Genova, finalmente trovo il tempo per lasciare lo stand del Club e farmi un giro fra i gommoni esposti. Cerco la novità. E ce ne sono, i cantieri presenti esibiscono le loro creazioni migliori. Tutti cercano di recuperare il mercato italiano, molti vendono all'estero ma da noi sono fermi. Sull'onda di questa esigenza espongono, insieme ai maxi rib, gommoni sotto i cinque metri. Chi in veste di tender di lusso chi in veste di battelli dedicati all'utenza più giovane, con motorizzazione senza patente. Ecco, questi ultimi mi interessano particolarmente. Anche perchè i maxi rib vanno all'estero, i tender di lusso vanno in un altro mondo. I senza patente, vuoi per le dimensioni vuoi per il costo relativamente alla portata di molti mi sono più simpatici e rimangono in Italia. Eppoi, che diamine, con gommoni anche più piccoli qualche decina di anni fa, abbiamo fatto cose egrege: Corsica, Sardegna, Croazia, Grecia Ionica, Grecia Egea, Turchia...per non parlare del Po e del Danubio. Mi domando: perchè non ripercorrere quelle rotte e con gommoni di quelle dimensioni? E poi, perchè non dimostrare ancora una volta quanto é affidabile un gommone, ad esempio in un "giro" d'Italia? Magari in una sorta di staffetta così da coinvolgere alcuni dei nostri soci? Detto fatto. Lo propongo a Piero Formenti, visto che esponeva una gamma di battelli con carena in alluminio dai quattro ai cinque metri ad un prezzo particolarmente contenuto. Accetta subito! "Era da un po'che ci pensavo" dice! Mette a disposizione uno Zar Mini 16, cinque metri giusti. Perfetto! Ho sfondato una porta aperta!
Passo direttamente alla Suzuki partner tecnico in molte iniziative con Zar Formenti. L'idea piace, ci sono anche loro. Da Il Gommone, nostra rivista di riferimento, il Pier ci seguirà per tutto il tempo convolgendo web, social e pagine della stessa rivista. Modestamente siamo organizzati pure noi con pagine sui social e sul sito www.clubdelgommone.it. Alla fine, grazie al lavoro di tutti conteremo almeno sei/settemila contatti al giorno... e per tutto il mese di Aprile.
Il lunedì successivo espongo l'iniziativa in Consiglio Direttivo, piace a tutti ... o quasi. Dalle pagine del Forum coinvolgiamo i Soci facendo appello a chi se la sentiva di navigare in solitario per almeno 200 miglia. Rispondono in parecchi, alcuni decisi altri con riserva causa lavoro. Impossibilitati ad allungare il "percorso" ci fermiamo a dieci staffettisti. Quasi tutte "pellacce". Molti di loro hanno un curriculum niente male. Ci sono anche le riserve che alla fine coinvolgeremo comunque. L'ultima tappa la concluderà Mauro socio fondatore del Club.
Otteniamo il patrocinio di Regione Lombardia, della Federazione Italiana Motonautica, di Ucina Confindustria Nautica. Coinvolgiamo Navimeteo per le previsioni meteo, Sportoutdoor.tv per i passaggi in tivù, Garmin Italia, Nautica Report, Nautysport e Mokinba Hotel. Il tracciatore satellitare Spot ci seguirà tappa per tappa. Passiamo l'Inverno a progettare, contattare, organizzare. Come ogni evento servirà un logo, all'unanimità viene approvato il progetto presentato dalla vulcanica Noemi. Il percorso definitivo sarà Genova Messina Venezia con risalita del Po fino a Pavia. La parte più difficile é la logistica per il cambio delle staffette. Poi a Febbraio arriva lo Zar Mini, arriva anche il motore, un affidabilissimo Suzuki DF 40A. Nautysport inizia l'allestimento. A Marzo le prove in acqua. Fine Marzo l'annuncio sulle reti Sportoutdoor.tv. Sui social, grazie ai nostri partner, da molti giorni se ne sta già parlando. Qualche riunione in più per puntualizzare come saranno le comunicazioni giornaliere con i media e siamo pronti. Partenza 1° Aprile. Sulla data una miriade di battute, qualcuno fino all'ultimo pensava fosse il classico pesce d'Aprile. Invece no!
Il Primo Aprile lo Zar Mini é in acqua ai pontili dei Saloni Nautici di Genova. Ci sono anche tutti gli staffettisti del giro e i rappresentanti dei partner tecnici e istituzionali. Tivù locali e molti amici. Alza bandiera e stappo dello spumante. La giornata è magnifica, così anche per i giorni a venire. Tutti a salutare Emilio, il primo staffettista. Ma vi lascio ai loro diari di bordo, sicuro che vi contageranno con il loro entusiasmo. Grazie a tutti.
Virginio Gandini

Il Diario di bordo:

Emilio Galli 1° Equipaggio

Venerdì 31 marzo arrivo a Genova di in tarda serata … una corsa al marina del salone nautico a dare una sbirciata a "Italo" il gommone con cui darò inizio alla circumnavigazione d'Italia in gommone 2017.
Eccolo, spicca lì ormeggiato, bianco nel buio e nella calma del porto. Poi via in albergo, ultimi preparativi alle borse, attrezzatura nella sacca e un po' di riposo.
Sabato mattina 1 aprile - Genova - Porto Venere 51 miglia
Ore 10 ritrovo sulla banchina del marina della fiera per la presentazione e festeggiamenti pre partenza. Intorno alle ore 12:00, dopo aver stappato la bottiglia di rito prendo il largo verso il promontorio di Portofino. Il mare è lievemente mosso. Entro velocemente nel porto per una foto di rito e via. Doppiato il capo, il mare si spiana, e si comincia a navigare di poppa. Il gommone naviga molto bene. Il motore è montato alto ma gestibile. Dopo aver navigato a fianco delle Cinque Terre arrivo a Porto Venere. Speciale accoglienza all'ingresso del porto: Il vice sindaco, il presidente del club del gommone, cameramen di Sportoutdoor.tv e tantissimi soci del club a festeggiare l'arrivo della prima tappa. Effettivamente ci si sente un po' importanti. Dopo un bell'aperitivo tutti insieme, faccio rifornimento e vado all'ormeggio a Le Grazie.
Domenica 2 aprile -Porto Venere - San Vincenzo 71 miglia
La seconda tappa inizia sotto un temporale. Dopo pochissime miglia il cielo si apre e spunta un po' di sole. Le previsioni sono confermate: c'è un po' di grecale ma navigo ridossato e abbastanza sotto costa. In mattinata ricevo per SMS il numero di cellulare da contattare per un incontro. Fuori dal porto di Marina di Massa appuntamento con Matteo Zanza presidente del Circolo Velico che mi aspetta in mare per un saluto e per toccare con mano in anteprima questo piccolo grande mezzo. Dopo lo scambio di adesivi e gagliardetti si riparte. Il cielo si è aperto e io viaggio spedito. Il gommone fila tranquillo a oltre 25 nodi...ma poi "tiro un po' indietro" perchè il suzukino è ancora in rodaggio… Sento Sasha di EmergenSea e mi dice che a Piombino piove forte e ci accordiamo per incontrarci la mattina seguente. Intanto mi porto a San Vincenzo poi deciderò. Arrivato al porto trovo l'amico Fabio che mi aspetta con cui faccio quattro chiacchere e saluti. Decido di passare la notte qui.
Lunedì 3 aprile - San Vincenzo - Porto Ercole 64 miglia
Arrivo in banchina presto e ad attendermi a fianco dello Zar Mini trovo il maxi gommone di EmergenSea con il suo comandante Sasha Cosimi. Scambio di Bandiere ed adesivi. Ci andiamo a prendere un caffè insieme e togliamo gli ormeggi direzione Porto Ercole. Il gommone di EmergenSea mi scorta fino a Piombino, dove dopo esserci fatti qualche foto e video ci congediamo. Prima del promontorio dell'Argentario l'avvistamento di un branco di delfini interrompe la tranquilla navigazione. L'arrivo a Porto Ercole nel primo pomeriggio mi lascia con un po' di stupore. Trovo tutto completamente chiuso, benzinaio compreso. Dopo un pranzo frugale esco dal porto e mi sposto a Cala Galera per vedere se trovo benzina in modo da lasciare il gommone con il pieno al prossimo staffettista. E' il giorno di chiusura! Con l'aiuto del Circolo Nautico della Vela Argentario telefoniamo al benzinaio che aprirà la mattina seguente alle 8.00. Il presidente del circolo mi offre l'ormeggio al pontile a Porto Ercole. Sistemo il gommone, ormeggio, pulisco, copro e lo preparo per la consegna al prossimo staffettista. Attendo Alessandro che in tarda serata raggiunge Porto Ercole, ci passiamo il testimone fotografie di rito e riparto per Milano.
Dopo tre giorni di navigazione stavo iniziando ad abituarmi a comitati d'accoglienza all'ingresso dei porti, aperitivi, fotografie, curiosi e benefici da "Raid Man"...quasi quasi cambio vita!

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Alessandro Di Lelio 2° Equipaggio

Martedì 4 Aprile - Porto Ercole - Fiumicino 63 miglia
La mia è la quarta tappa di questo bellissimo Giro d'Italia in gommone e già comincia con uno dei segni che caratterizzeranno i vari passaggi dei piloti. Sto alludendo ai vari artifici logistici escogitati per ottimizzare i cambi di piloti che partono da un porto, ma ritornano a casa partendo da un altro porto. Il nostro sistema, quello studiato da Emilio e me, è stato che io sono andato a vederlo alla partenza della sua prima tappa, lui mi ha lasciato la sua auto con la quale sono arrivato al suo porto di destinazione. Così lui tornerà con la sua auto e io mi arrangerò facilmente con il treno quando arriverò a Napoli. Purtroppo questo cambio, in un Porto Ercole che non ha ancora assaggiato i primi turisti della stagione a venire, avviene di sera con un caffè bevuto insieme in fretta, il tempo di scambiare il testimone, le consegne e poi mentre io comincio la mia avventura Emilio la finisce con un bel viaggione di 5 ore e la prospettiva di ricominciare il lavoro, probabilmente un po' stanco, la mattina dopo. Ha lavorato bene però il ragazzo mentre mi aspettava, mi ha prenotato un albergo proprio davanti al gommone e si è messo d'accordo con il benzinaio che domattina mi farà il pieno venendo apposta per me perché lì quel giorno il distributore di regola sarebbe chiuso. E così la mattina puntuale alle 8 mi piazzo davanti al distributore sconsolatamente vuoto chiedendo a tutti i pochi passanti se fossero il gestore. Beh sì il dubbio del bidone si è fatto strada nella mia mente, ma sono fortunatamente stato smentito dall'arrivo del titolare, un tipo un po' brusco, ma infondo dovevo fare solo il pieno. Mi dice che mi spedirà la fattura, bah, invece 3 mesi dopo arriva puntuale al club. Poi dicono che…Un mare calmo accoglie sornione i solchi sicuri del piccolo Zar e così i desideri di affrontare venti e mari più maschi, se non altro per aver qualcosa di eroico da raccontare, si infrangono pigramente come la prua fa sulle trasparenti acque dell'alto Tirreno. Viaggio senza storia questo e allora diamo un po' di gas e così tagliando l'ampio golfo fra Orbetello e Santa Marinella a 25-27 nodi guadagno rapidamente miglia su miglia, ma ad un certo punto, senza nessun segno premonitore d'improvviso si accende stabilmente la spia dell'olio. Penso subito accidenti ho tirato il collo al 40 e sono stato punito. Don't panic mi dico, cala il gas, lascia al minimo e poi spegni, controlla l'olio, c'è ed è già qualcosa, poi a motore spento nel silenzio, con la costa visibile dietro una foschia calda e soprattutto in presenza di campo del cellulare penso subito di dare una comunicazione al gruppo WhatsApp con una foto drammatica. E così tolgo la calandra, snudo il motore e assumo una faccia preoccupata, ma mi rendo conto che non funzionerà prima perché non sono preoccupato, secondo perché il mare è piatto e c'è una meraviglia di sole. Però piovono subito una ridda di incoraggiamenti (Il migliore: Azz…) e consigli fra cui quello più ovvio visto che nel frattempo avevo riacceso il motore e la spia ora lampeggiava e cioè bisogna fare il tagliando. Disattivo il lampeggio secondo il noto modo segreto dei Suzuki e ricomincio la navigazione, più piano però, intorno ai 20 nodi….non si sa mai.
Navigando, specie se il percorso non è particolarmente impegnativo, c'è un sacco di tempo per pensare e fra le cose che ho cominciato a pensare c'è stato: ma cosa corri a fare, hai poco più di 60 miglia da fare, sei partito alle 9, vai a 20 nodi, beh non volevo arrivare troppo tardi alla destinazione del giorno e cioè la nautica Giada di Fiumicino perché c'era il tagliando delle 10 ore da fare. Nautica Giada è uno dei tanti cantieri che costellano il ramo del Tevere di Fiumicino. Vengo accolto con una cordialità veramente squisita dal paron Mario, dai suoi figli e dal personale. In breve mi tirano su lo Zarino, anche per controllare gli eventuali danni di un varo movimentato a Genova e mi fanno il tagliando in un lampo. Nel frattempo ad accogliermi c'era Marco Simoncini area manager Suzuki per il centro sud che con professionalità e cortesia si è letteralmente preso cura di me organizzando il tagliando del motore di cui si è accollato le spese e pensando anche al pranzo. Mi avanza un po' di tempo per sostituire le cime d'ormeggio. Erano veramente schifose e stonavano decisamente con il decoro di un grande club come il nostro. Mi sono ripromesso di riprendermele a fine giro, ma poi la memoria non è più quella di una volta, me ne sono dimenticato o forse non ne ho avuto il coraggio chissà. Su suggerimento del cantiere passo la notte in una carinissima stanza a poche decine di metri dal cantiere stesso. I proprietari, anch'essi deliziosi, si entusiasmano al sapere della nostra circumnavigazione e mi raccontano un sacco di cose della storia di Fiumicino. Serata normale, ma vista la zona non mi posso esimere dal farmi i carciofi alla romana e i bucatini alla amatriciana, si possono mangiare anche in Brianza, ma qui hanno un altro sapore. Una ultima occhiata allo Zar Mini che dorme dolcemente accarezzato dalla pigra corrente del Tevere e difeso da tre feroci molossi presso il cantiere Giada e poi me ne vado a letto.

Mercoledì 5 Aprile Fiumicino - S. Felice Circeo 58,6 miglia
A svegliarmi la mattina dopo non è il tiepido sole di Aprile o i ricchi cornetti della colazione, ma quello che sarà il leit motiv dell'intero giro, l'incubo costante di ogni mattina e ogni crepuscolo di ogni giorno: Bellina e i suoi cortesi, ma fermi memento a scattare fotografie, con tanto di dettagli sul come, scrivere commenti e fare quanto servirà alla rappresentazione mediatica dell'evento. E' uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo avrebbe detto Sergio Leone in per un pugno di dollari e Bellina quel lavoro, più divertente che sporco, l'ha fatto con costanza e determinazione oltre a una encomiabile dose di garbo e cortesia e grazie a questo sono rimaste indelebili le tracce della nostra avventura che altrimenti sarebbero andate disperse nell'oblio. Ma torniamo a noi, ossessionato quindi dalla immanenza di Bellina, all'uscita da Fiumicino, ancora lungo il Tevere, fermo un giovane pescatore intento a lavorare su un peschereccio e gli chiedo di farmi delle foto, poi, finalmente prendo il largo alla volta di San Felice al Circeo 5a tappa del giro. Mare sconsolatamente piatto, sole cocente, dal punto di vista sportivo poche emozioni e allora, mi piglio un po' di tempo per godermi le bellezze della costa, qui molto legate alla storia più che alla natura e così mi fermo davanti alla imponente villa di Nerone sulla spiaggia di Anzio e non resisto ad avvicinarmi almeno ad una fra le più belle delle numerose torri di avvistamento del Lazio messe in atto dal papato in funzione anti saracena più o meno nel quattro-cinquecento. Scelgo la Torre Astura, già torre romana e villa di Cicerone, naturalmente difesa da una rete di scogli arcigni che mi impediscono di avvicinarmi troppo. Luogo comunque suggestivo, ora circondato da un poligono di tiro dell'esercito, ma che ha visto le pellicole di molti film, fra cui l'Armata Brancaleone cui nel mio viaggio cercherò di non ispirarmi. Poco prima di doppiare capo Circeo per scendere a San Felice, per almeno un'ora un gradevole vento fresco di prua solleva qualche onda, niente di eccezionale, meno di un metro, ma abbastanza per sentirsi navigatore e apprezzare le formidabili doti di tenuta del piccolo Zar, piccolo di dimensioni, ma non per doti marine, il battello solca le onde che è un piacere ed un piacere è navigare questo tratto. Superato Capo Circeo tutto ritorna tranquillo ed entro a San Felice dove mi aspetta Pino Lombardi di GB nautico concessionario Zar di zona accompagnato dal suo meccanico. Anche questi due personaggi sono stati di una carineria straordinaria, non solo perché mi hanno invitato a pranzo, ma perché si sono fatti in quattro per potermi fare delle fotografie che l'implacabile Bellina mi avrebbe chieste di li a poco, al punto di requisire ad un loro amico una barca per poter fare delle riprese in mare. E' uno degli aspetti più simpatici di questo Giro d'Italia, il fatto di potersi trovare in contatto con tanti operatori del settore nautico e da una posizione assolutamente privilegiata che come per magia fa risultare tutto estremamente simpatico e gradevole. Passo la notte in un albergo dedicato alla maga Circe che da queste parti si aggirava un tempo e la paura di finire trasformato in maiale come nella leggenda di Ulisse dopo aver mangiato, non mi sfiora neanche visto che sono stanco, satollo e vado a dormire presto, senza cena non senza aver rendicontato l'inflessibile Bellina sull'andamento del giorno.
Giovedì 6 Aprile San Felice Circeo - Napoli 68 miglia
Anticipando i garbati diktat dell'inesorabile Bellina la mattina dopo di buon ora mi faccio fare delle foto dal personale dell'albergo intento a controllare il meteo che anche oggi sarà totalmente tranquillo. Uscito senza che il responsabile del porto mi chieda alcunché per l'ormeggio inizio la sesta e, per me, ultima tappa, avviandomi tranquillamente verso Napoli. Tranquillamente fino ad un certo punto perché la giornata è ricca di impegni di rappresentanza a Napoli e così le visite lungo costa sono state limitate al castello angioino-aragonese di Gaeta così legato alla nautica visto che ospita la scuola nautica della Guardia di Finanza e l'Università di Cassino ha una sede dedicata a studi nautici. L'entrata al golfo di Napoli è imponente e ci sarebbero stati una quantità di luoghi che mi sarebbe piaciuto andare a visitare, primo fra tutti Porto Miseno protetto dall'omonimo Capo, sede della flotta romana del Tirreno dove riecheggiano i tuffi nell'acqua dei remi delle triremi e delle liburne romane e mi viene subito da pensare chissà cosa avrebbero fatto se avessero potuto avere dei Suzuki 40 al posto dei remi, ma non c'è tempo, un contatto con il cortesissimo Giovanni Di Meglio, nostra antica conoscenza ed amico del club del Gommone, mi comunica che l'accoglienza, la straordinaria e ospitalissima accoglienza napoletana di cui abbiamo in passato avuto tante prove, è pronta e quindi mi affretto a raggiungere la Canottieri Napoli con un nostromo pronto ad accogliere lo Zarino e lo staff della canottieri al completo che mi ha aspettato per poter desinare con me nel bel ristorante del circolo. Confesso che ne sono rimasto molto colpito. Compagnia assolutamente deliziosa ed amabile con tanto di trasmissione live di saluto al nostro presidente. Poco dopo, preceduto su facebook da foto con eccitante star della tv, mi raggiunge alla Canottieri chi mi sostituirà nel Giro, cioè Marco con il quale facciamo subito il passaggio del testimone precedendo, ma di poco l'ineffabile Bellina. Più tranquillo questo passaggio di consegne tanto che abbiamo tempo di procurarci una stanza per la notte, un biglietto del treno per il ritorno e una cena deliziosa per la sera. Da adesso in poi il comandante è Marco e a lui buona Fortuna.


 

Marco Galli 3° Equipaggio

Venerdì 7 aprile - Napoli a Marina d'Arechi (SA) - 55 miglia
Nel tardo pomeriggio di ieri al Circolo Canottieri di Napoli, ho ricevuto in consegna da Alessandro di Lelio lo ZarMini con il motore Suzuki DF40 con cui prevedo di raggiungere, in tre giorni di navigazione, Cetraro Marina in Calabria, dove cederò il timone ad Alberto Bagagli per le successive tappe.
Alle ore 8:30, dopo la lunga camminata dall'albergo alla banchina dove è ormeggiato il gommone, salgo a bordo, stivo gli effetti personali nel gavone di poppa, monto ed accendo il GPS, il tracciatore satellitare, indosso la cerata, il salvagente autogonfiabile, metto in moto il Suzuki e controllo che tutto sia in ordine ed in funzione.
E' tutto a posto, lascio l'ormeggio e lentamente esco dal porto, seguo la traccia del plotter cartografico verso il vicino distributore di benzina per il rifornimento e dopo una decina di minuti sono già ormeggiato nel Porticciolo di Santa Lucia pronto ad effettuare il pieno; imbarco 37,43 litri di benzina.
Inizio a navigare, mi tengo a circa un miglio di distanza dalla costa con il Vesuvio sempre presente nel panorama, supero Portici, Ercolano, Torre del Greco, il mare è calmo, solo una leggera brezza che increspa la superfice del mare, lo ZarMini scivola leggero sull'acqua. Sono di fronte a Torre Annunziata e dalla valle tra il Vesuvio ed il Monte Faito, un fastidioso vento ed alcuni schizzi d'acqua a bordo, fanno la loro comparsa, man mano che avanzo il vento rinforza, a metà golfo circa cambio rotta e tengo onde e vento al giardinetto di sinistra. Nei pressi di Castellamare di Stabia aggiusto ulteriormente la rotta, ho il mare di poppa, un metro e mezzo d'onda circa che mi accompagna fino a Sorrento, navigo a 13/14 nodi con lo ZarMini che plana dolcemente senza mai accennare ad ingavonare ed il Suzuki che non cavita mai, indicatori dell'ottimo setup di gommone e motore; l'unico inconveniente che riscontro, è dato dal tientibene della consolle che con le vibrazioni delle navigazioni dei giorni precedenti, ha i bulloni allentati e traballa tutto. Giungo all'altezza della punta dopo Sorrento, il vento scompare ed il mare si spiana completamente, un cambiamento di condizioni che apprezzo a tal punto di decidere di deviare la rotta verso Capri per andare a scattare qualche foto presso i famosi Faraglioni. Dopo avere raccolto un po' di immagini, riparto per punta Campanella, costeggio lasciando le isole de li Galli, mie omonime, alla mia destra e raggiungo uno degli scenari più belli d'Italia, la Costiera Amalfitana; supero le località di Positano, Praiano, Cala di Furore, Amalfi, Minori, Maiori, Cetara e Vietri sul Mare, luoghi incantevoli. Purtroppo la Costiera termina, sono davanti a Salerno ed il panorama cambia drasticamente, il grande porto, le grandi navi, i molteplici edifici. Nel frattempo si è completamente svitato e sfilato un bullone di fissaggio del tientibene della consolle e gli altri sono prossimi a seguirlo, dovrò assolutamente sistemare il tutto prima di domani. Giungo a Marina d'Arechi, mi annuncio più volte sul canale VHF 74 come indicato all'ingresso, ma non ottengo risposta, entro lo stesso nel porto, raggiungo una banchina dove vedo barche di piccole dimensioni e mi ormeggio provvisoriamente all'inglese. Trovo gli incaricati degli ormeggi del porto che mi dicono di avere risposto alle mie chiamate ma evidentemente ho un problema al VHF in ricezione. Racconto loro del nostro giro d'Italia e tra la curiosità e lo stupore suscitato, mi indicano dove ormeggiare per la notte. La tappa odierna si conclude dopo 4 e 26 minuti con 55 miglia di navigazione ed un consumo stimato di 27 litri. Il pomeriggio lo trascorro a sistemare il corrimano della consolle, a cui ho rimediato alla perdita della ranella di gomma siliconica che ha funzione di isolante tra i differenti metalli (tientibene in acciaio inox e consolle in alluminio), utilizzando un tappo di plastica di una bottiglietta d'acqua, forato al centro, riavvitando tutti i bulloni di fissaggio del tientibene alla consolle e della consolle al piano di calpestio.

Sabato 8 aprile - Marina d'Arechi (SA) a Marina di Camerota (SA) - 58 miglia
Anche oggi dopo una lunga camminata dall'albergo al porto, salgo in gommone e ripeto le operazioni di stivaggio delle borse, di vestizione, di installazione e verifica del corretto funzionamento degli strumenti elettronici. Alle ore 9:40 sciolgo le cime, lascio l'ormeggio e mi avvio verso l'uscita del Marina; dalla banchina di varo ed alaggio un gruppetto di persone mi saluta calorosamente e mi augura buona navigazione, deduco che la notizia del nostro passaggio deve avere creato un certo interesse a coloro che ne sono venuti a conoscenza, perché non si tratta delle persone che ho incontrato ieri, ma di altri addetti del cantiere nautico. La giornata è soleggiata, il mare è calmo, esco dal porto e volgo lo sguardo a 360 gradi, nessuna barca in mare, traccio la rotta sul GPS fino a Marina di Camerota, mia destinazione odierna e via, motore a 4300 giri, 19 nodi di velocità. E' la prima volta che navigo da Salerno in poi, non conosco il litorale, vedo lunghi spiaggioni e poco altro, con l'aiuto del GPS cartografico vedo scorrere i paesi di Spineta, Paestum, Agropoli, fino a giungere a Castellabate, località resa famosa dal film di successo "Benvenuti al Sud". Mi fermo per scattare qualche fotografia, costeggio a poca distanza da riva ed ammiro i colori e la trasparenza dell'acqua, sono sempre solo, nessuna imbarcazione in circolazione nonostante sia sabato e sia una bella giornata di sole. Proseguo la navigazione, sono nel tratto di mare che bagna il Parco Nazionale del Cilento, percorro alcune miglia di costa selvaggia, nessuna edificazione, si alternano tratti di vegetazione, rocce, spiagge di sabbia, raggiungo e supero Ogliastro Marina, San Nicola a Mare, Acciaroli, tanti luoghi interessanti che andrebbero esplorati con il giusto tempo a disposizione. Il mare è una tavola, la navigazione scorre senza intoppi, le lunghe spiagge stanno per finire, sono in vista di Capo Palinuro, è imponente, si avvicina con le sue alte pareti verticali, scorgo delle grotte, le supero, incontro l'isola del Coniglio, riprendono le spiagge ed in breve tempo mi trovo a Marina di Camerota.
Entro in porto ed attracco difronte ad un gazebo del Porto Turistico, chiedo informazioni, mi fanno ormeggiare al pontile, ma dovrò attendere fino alle 17 l'apertura dell'ufficio per la registrazione.
La tappa odierna si conclude dopo 4 ore e 4 minuti con 58 miglia di navigazione ed un consumo stimato di 29 litri.
Mi fermo in gommone per consumare un improvvisato pasto con una scatoletta e dei taralli, è la settimana precedente Pasqua, non è ancora stagione, è tutto chiuso. Mi rilasso un po' al calore del sole in attesa dell'apertura pomeridiana del distributore di carburante per il rifornimento ed intanto faccio qualche telefonata in cerca di un albergo per la notte, ma sono ancora tutti chiusi, con un po' di fortuna uno di questi, chiuso, mi concede una stanza ma niente di più, niente cena e niente colazione. E' giunta l'ora del rifornimento, imbarco 50,05 litri e posso quindi constatare di avere percorso 113 miglia con 50 litri di benzina, ben 2,26 miglia con un litro, parsimonioso questo Suzuki DF 40!

Domenica 9 aprile - Marina di Camerota (SA) a Cetraro Marina (CS) - 53 miglia.
Questa mattina navigherò per la mia ultima tappa del giro d'Italia fino a Cetraro Marina in Calabria. Il rituale è lo stesso dei giorni precedenti fino alla partenza che avviene intorno alle ore 9:20; il tempo è di nuovo soleggiato, esco dal porto, il mare è calmo, mi dirigo allo scoglio del Marchese, un sasso bianco e piatto, così chiamato per via del Marchese del luogo che nei suoi viaggi marittimi, usava espletare i suoi bisogni corporali proprio su di esso. Proseguo fino a Cala Bianca, una piccola insenatura con una spiaggia di sassi bianchi e l'acqua azzurra, scatto qualche foto e riparto per raggiungere Baia Infreschi, la più rinomata della zona. Devo tenermi al largo delle boe gialle che delimitano la zona vietata alla navigazione, sono all'interno dell'Area Marina Protetta di Costa degli Infreschi, allungo di molto la rotta, ma viste le ottime condizioni del mare è solo un piacere.
Baia Infreschi è un'insenatura che forma un porto naturale, dominata all'ingresso dai resti dell'antica tonnara del Marchese (quello famoso dello scoglio) e caratterizzata da un'acqua cristallina che cambia colore a seconda del fondale, ne apprezzo ogni angolo, ogni declivio, sono solo nell'insenatura, scorgo dei ruderi di un vecchio villaggio, ma noto anche molte boe di ormeggio ai lati della baia, immagino facilmente come sarà affollata di barconi di turisti e di barche da diporto in piena stagione. Riparto costeggiando le ultime propaggini del Parco Nazionale del Cilento, una costa selvaggia senza costruzioni che alterna tratti rocciosi a tratti di spiagge, giungo all'abitato di Scario, piacevole paese all'inizio del Golfo di Policastro, proseguo ed arrivo a Sapri ultima rinomata località turistica della Campania, procedendo verso sud. Navigo lungo la costa della Basilicata fino a Maratea dove scorgo in cima al monte San Biagio la grande statua del Cristo Redentore, la seconda al mondo come dimensione dopo quella di Rio de Janeiro.
Nei pressi di Praia a Mare noto sulle alte vette delle montagne la presenza di ampi nevai, a conferma che non è solo una mia sensazione che da Camerota in poi la temperatura è in costante discesa.
Scalea e Diamante sono le località che ho appena superato, ma il mio sguardo è rivolto al Castello Aragonese di Belvedere Marittimo, arroccato su una rupe con verdi montagne alle spalle, un'altra cartolina di questo meraviglioso giro d'Italia in gommone. Appena superato Belvedere, un venticello teso da ovest/nordovest si insinua sulla mia rotta, le onde aumentano, ormai non sono molte le miglia che mi separano da Cetraro Marina, riduco un po' la velocità, ma in breve tempo arrivo nei pressi del porto di Cetraro, immediatamente realizzo che ho terminato le mie tappe e questa bellissima esperienza, una sensazione di dispiacere da un lato ed una di piacere e di soddisfazione dall'altro.
Entro nel porto turistico di Cetraro Marina e dopo avere parlato con diverse persone che mi volevano fare ormeggiare lungo il molo di cemento tra alcune barche da pesca, fuori dalle accoglienti banchine (semivuote), riesco con l'ultima persona interpellata ad ottenere un posto adeguato all'interno. La tappa odierna si conclude dopo 4 ore e 24 minuti, con 53 miglia di navigazione ed un consumo stimato di 25 litri. Dopo avere mangiato la solita scatoletta con i soliti taralli e sistemato il gommone, mi avvio all'albergo dove dovrò incontrarmi con l'amico Alberto Bagagli per il passaggio del testimone. Alberto è arrivato dopo un lungo viaggio in auto da Milano, ceniamo insieme parlando dell'ottimo ZarMini, dell'affidabilità del Suzuki DF40 e del suo consumo irrisorio di carburante, delle rotte passate e di quelle future, in un attimo si fa tardi ed è ora di andare a dormire, domattina andremo insieme al porto per le foto del passaggio del testimone e delle attrezzature.


 

 

Alberto Bagagli 4° Equipaggio

Lunedì 10 Aprile - Cetraro - Tropea 69 miglia
E' una bellissima serata quando arrivo a Cetraro dopo quasi 10 ore di auto da Milano. Mi attende Marco Galli staffetta della tappa precedente. Ci accomodiamo in un bar con vista del porticciolo di dove, lo Zar Mini, ed il Suzuki, riposeranno per la notte. Ci attende una serata di chiacchiere sulla navigazione, impressioni e passaggio di consegne davanti ad uno spaghettino allo scoglio da far invidia allo chef stellato Antonino Canavacciuolo ed un vino bianco fresco locale. Al mattino concludiamo le operazioni del passaggio di consegne e senza troppa fretta, con una leggera brezza ed il sole già abbastanza alto nel cielo: facciamo le foto di rito e parto per la mia prima tappa. Il mare è calmo e il profumo della salsedine in un Aprile soleggiato e caldo, mi stimola la navigazione in solitaria e quella costiera ha sempre un fascino particolare. Scovare le insenature di una costa meravigliosa come quella Calabrese mi inorgoglisce di aver avuto la fortuna di essere nato in un paese meraviglioso, pieno di bellezze e gente fantastica.
La costa alterna spiagge ospitali a rocce frastagliate dove in estate ci si può ridossare per momenti di relax con la propria famiglia, ed il mezzo con il quale la sto percorrendo è veramente ideale nella sua semplicità e affidabilità. Per l'ora di pranzo raggiungo il porto di Vibo Marina che mi accoglie con la sua calma primaverile, attracco ad un moletto galleggiante chiedendo il permesso al gestore che mi ospita volentieri e mi consiglia una trattoria locale gestita da amici e con i quali scambio due chiacchiere sull'iniziativa del Club del Gommone che trovano entusiasmante e coinvolgente. Ci seguiranno di sicuro anche loro sui social, orami sono in migliaia !!!
Riprendo la mia navigazione sempre con un mare che mi consente di effettuare anche qualche video e fotografie "al volo" in quanto la costa merita veramente qualche momento di navigazione al minimo per gustarsi i suoi angolini di pace e bellezza. Giungo nel porto turistico di Tropea dove mi fanno ormeggiare il mezzo in un punto ben protetto, e, dopo aver adempiuto alle pratiche portuali, mi aspetta una salita di un centinaio di gradini per raggiungere la città vecchia con le sue viuzze ed una vista spettacolare sullo Stromboli che al tramonto, sembra mi voglia dare il benvenuto col suo pennacchio di fumo. Non ero mai stato a Tropea e rimango colpito dalla sua bellezza. Il tempo ne ha solo valorizzato il suo aspetto e la sua bellezza, unita alle tradizioni dei ristorantini, ed al passaggio lento dei pochi turisti, mi da l'impressione di essere in un set di un film dove tutto scorre lento e dove finalmente, da Milanese stressato, riesco a vivere in pace con il tempo. Il B&B che mi ospita è una piccola perla incastonata tra le mura della città e dopo una cena a base di prodotti locali, ovviamente a base di pesce e cipolle sott'olio, mi ritaglio qualche istante nel rivedere le foto ed i video fatti, prima che Morfeo mi rapisca per le ore a venire.

Martedì 11 Aprile - Tropea a Reggio Calabria 48 miglia
Il mattino mi attende con l'entusiasmo di intraprendere una nuova tappa, e mi devo anche sbrigare in quanto due amici Alberto Cancelliere e Umberto Trapani mi attendono a Messina. Dopo le prime miglia tranquille con un mare calmo e quasi in assenza di vento, ecco che un onda fastidiosa di oltre 50 cm comincia ad alzarsi a prua. Probabilmente un leggero Libeccio mi fa capire che sono quasi alla fine della penisola, ma la chiglia dello Zar Mini, non batte ciglio e spinta da un generoso Suzuki, taglia le onde senza farmi "sbattere" e facendomi raggiungere Scilla in un paio di ore per ammirarne dal mare la sua bellezza: oramai manca davvero poco allo stretto e alla Sicilia. Il mare si è placato ma è impressionante vedere come la corrente nello stretto crei continui mulinelli e mi faccia scarrocciare di continuo. Raggiungo finalmente la marina del Nettuno da Alberto e Umberto e dopo le foto di rito, mi accingo a raccontare in dettaglio la mia esperienza e qualche dettaglio di navigazione. Ovviamente Alberto e Umberto sono gommonauti provetti e le ore successive trascorrono piacevolmente in un ottimo ristorante della zona davanti a dei piatti a base di pesce buonissimo, tra un racconto e l'altro delle rispettive esperienze passate. Alle 16.00 circa riparto con una certa amarezza di non aver potuto circumnavigare anche la nostra bellissima Sicilia, direzione Reggio Calabria, dove poco dopo attracco facilmente, ospitato da persone meravigliose, i gestori del porto ormeggiatori, che gentilmente mi accompagnano in auto fino all'Hotel che dista oltre 1 km.
La sera è meravigliosa e mi ritaglio un pochino di Jogging sul lungo mare di Reggio, pieno di persone sorridenti e molti sportivi che mi accompagnano nella corsa. E' proprio vero che una città che affaccia sul mare offre qualche cosa in più!

Mercoledì 12 Aprile - Reggio Calabria- Roccella Ionica 63 miglia
Al mattino il vento è teso e alza un onda di oltre 1 metro fuori dal porto. Tuttavia ho il mare in poppa e dunque mi faccio cullare dall' "andamento lento" fino a punta Pellaro, dove inizia a calmarsi. Volgo lo sguardo a destra ed eccoli li, maestoso, imponente, dominante, l'Etna innevato col suo pennacchio sembra voglia darmi un arrivederci, e un'emozione enorme mi pervade al pensiero che in Italia abbiamo veramente delle bellezze naturali che ci inorgogliscono…che fortuna !!! Il mare è diventato una tavola ed il mio viaggio prosegue veloce, oramai nel mar Ionio. Gli spiaggioni si susseguono e la trasparenza del mare mi fa quasi aver voglia di un tuffetto, ma devo raggiungere Roccella e Virginio al quale passerò il testimone. La navigazione è rapida e verso le 14.00 sono in porto dove ormeggio di fronte agli uffici dell'ospitale marina. Il paese non è vicinissimo, ma ho voglia di camminare e godermi i profumi mediterranei che la leggera brezza porta con se. Attendo Virginio che verso l'ora di cena mi raggiunge in Hotel con il quale condivido alcuni racconti dei giorni precedenti. La mia "mission" è terminata, passo il testimone e la mattina successiva, dopo uno scambio di gagliardetti con i gestori del porto che ci hanno ospitato, saluto Virginio e riprendo l'auto per tornare a casa pieno di emozioni e foto impresse negli occhi.


 

Virginio Gandini 5° Equipaggio

Giovedì 13 Aprile - Roccella Ionica - Crotone 75 miglia
Galvanizzato dall'entusiasmo degli amici "staffettisti" che mi avevano preceduto, arrivo a Roccella Ionica in serata giusto in tempo per prendere in consegna dall'amico Alberto lo Zar Mini motorizzato Suzuki D40A . Entusiasmo dovuto sia all'affidabilità dei mezzi in prova sia per un meteo estremamente generoso che li ha accompagnati fin dalla partenza da Genova. Sono ormai il quinto "pilota" a cimentarmi in questa singolare iniziativa promossa dal Club del Gommone per la stagione 2017 - in totale alla fine del giro a Pavia dopo aver risalito il Po ci conteremo in dieci staffettisti. La tratta assegnatami, circa 200 miglia da Roccella Ionica a Taranto, inizialmente era prevista in quattro tappe, ma poi viste le prestazioni della combinata ZarMini- Suzuki D40A e le ottime condizioni meteo le abbiamo ridotte a tre tappe singole di 60/70 miglia. Lascio gli ormeggi non proprio prestissimo come converrebbe in queste occasioni, ma dovevo ricambiare l'ospitalità del Marina con foto ricordo e scambio di guidoni. Al distributore del carburante, a sorpresa mi raggiunge un opeartore della tv locale per un intervista "al volo": io in gommone lui in banchina. Fuori dal Marina, mare calmo e sole. Ottimo! Navigo per dodici miglia lungo costa su un mare piatto e poi mi affaccio al Golfo di Squillace. Qui decido di tenermi sottocosta e puntare decisamente verso nord costeggiando almeno fino a Soverato. Intanto arriva vento da nord che rinforza e alza creste su tutto il golfo. Da Soverato mi metto con vento e onde al traverso e così mi accompagneranno fino in prossimità di Le Castella. A un paio di miglia dal capo le onde si dispongono decisamente di poppa. Frangenti e alte intorno ai due metri. In gommone, l'andatura con mare alto di poppa richiede molta attenzione, il rischio di un'ingavonata è sempre in agguato. Gommone e motore si comportano benissimo e riesco a tenere un'andatura intorno ai 15/18 nodi. Trovo anche l'attimo per qualche foto con il cellulare. Superata la punta con il Castello Aragonese, sono a ridosso. Mi fermo controllo strumenti e attrezzature. Il poggiareni del sedile si è sbullonato. Poco male, riavvito il tutto recuperando dadi e bulloni sparsi nel pozzetto. A Crotone li fisserò meglio con del mastice per filettature. Da Capo Rizzuto e Capo Colonna per Crotone non c'é storia, mare piatto. Ormeggio alla Lega, dove avevo già preannunciato l'arrivo fin da Milano ovviamente con "data aperta". Anche qui, come in quasi tutti i marina toccati dagli amici che mi hanno preceduto, accoglienza e molto interesse per l'iniziativa. In questa mia prima tappa ho percorso circa 75 miglia e consumato 35 litri. Fantastico. Ristorante e notte in hotel con un pensiero alla tappa di domani.

Venerdì 14 Aprile - Crotone - Marina di Policoro 81 miglia

Mattino presto sono davanti al distributore, ma l'addetto arriva con un ora di ritardo. Oggi, la sosta prevista per la notte è presso il Marina ai Laghi di Sibari a 60 miglia, ma quando avevo chiamato per preannunciarmi, dal Marina non mi avevano assicurato la possibilità di risalire il canale d'ingresso, una recente mareggiata aveva mandato a monte il dragaggio già effettuato qualche tempo prima.
Aggiungo altre 30 miglia e punto sul Marina di Policoro. Sulla carta é una tappa da 90 miglia, in effetti tagliando qualche golfo il Garmin all'arrivo ne conterà 81. Da Crotone supero Cirò Marina, scapolo Punta Alice ed entro ufficialmente nel Golfo di Taranto. A dire il vero mi aspettavo un mare un po' più robusto, mah meglio così!
Costeggio per qualche miglio, mi preparo a una navigazione "noiosa". Armeggio con la macchina fotografica per controllare le foto della partenza…all'improvviso un tonfo a qualche metro dalla prua mi fa ritornare concentrato alla guida: due delfini saltano ancora una volta e poi spariscono. Impossibile riprenderli. Proseguo. Fatte un paio di miglia ed eccone altri. Sono sei. Dalle dimensioni sono Stenelle. Fantastico mi stanno sotto la prua, si spostano di lato e ritornano a prua. Giocano. Naturalmente condivido immediatamente filmati e foto sulla chat di WhatsApp dedicata alla circumnavigazione a cui so collegati tutti gli staffettisti. Qualche minuto dopo i filmati girano anche su Facebook. Dopo una buona mezz'ora, come si dice, la compagnia è bella ma devo proseguire. E vi assicuro non senza difficoltà. Accellero, ma anche loro accellerano stando sotto la prua. Ho paura di "arrotarli" . Mi fermo, spengo il motore e loro si allontanano. Rimetto in moto e …fuggo! Entro nel Marina di Policoro. Mi assegnano il posto barca: 5 euro iva compresa, la fattura via mail direttamente a casa. Mi cadono tutti i luoghi comuni sulle fatturazioni da queste parti.
Taxi dal Marina a Policoro città. In serata, seduto al ristorante che da' su Piazza Eraclea assisto, non senza un po' di imbarazzo, alla Via Crucis. E' il Venerdì Santo.

Sabato 15 Aprile - Marina di Policoro - Taranto 30 miglia
Mattino, al distributore del Marina rabbocco con trentasei litri il serbatoio carburante. I consumi sono ampiamente rispettati. Lascio il Marina. La tappa è relativamente corta, trenta miglia a Taranto dove sarò ospite della Lega Navale. Dieci miglia ed eccoli! Delfini! Mi corrono incontro, giuro ho i filmati che lo dimostrano, sono una decina. Uno ha la pinna mozzata. Anche questi giocano davanti alla prua. Mi fermo, spengo il motore. Niente, mi stanno intorno. Mi siedo sul tubolare, volendo posso toccarli con mano. Rimetto in moto e piano piano riesco ad allontanarmi. Ancora dieci miglia, ed ecco un altro gruppo …speriamo non mi vedano. Mi sento un po' come quando vai a trovare dei parenti e non sai più come lasciarli. Insomma prima di arrivare a Taranto incontro altri due gruppi che evito accuratamente. Taranto, entro nel Mare Grande, sfilo davanti alla Lega Navale, ma non voglio perdere l'occasione di percorrere il canale sotto il ponte girevole dove molte volte ho visto navigare navi e sommergibili della nostra Marina. Entro in Mare Piccolo, giro la prua e ripercorro il canale. Alla Lega sono atteso. Ormeggio. Rivedo bulloni e attrezzature. Tutto in ordine. Avrò consumato si e no tredici litri per trenta miglia. Sono sempre più meravigliato, forse perché abituato ad altre motorizzazioni.
Domenica 16 Aprlie S. Pasqua - La sedicesima tappa non tocca a me. Aspetto Michele, il prossimo staffettista, alle otto del mattino davanti alla Lega. Ha viaggiato tutta la notte in pullman da Milano a Taranto. E' intenzionato a prendere subito il mare, tappa prevista Otranto. Cento miglia. D'altronde il meteo sta cambiando, una forte depressione si sta affacciando in alto adriatico e fra qualche giorno arriverà da queste parti. Meglio anticipare.
Scambio del testimone. Consegna del Guidone al presidente della Lega di Taranto. Foto e filmati.
Saluto Michele dal molo, non senza una certa invidia, vai Michele!
Nel primo pomeriggio prendo il primo dei treni che per mezzanotte mi "sbarcheranno" alla Centrale di Milano. Insomma una Pasqua che non dimenticherò mai.


 

Michele Armiento 6° Equipaggio

Domenica 16 Aprile - Taranto - Otranto 104 miglia
Dopo una lunga notte di viaggio, mi ritrovo con Virginio davanti allo Zar Mini ormeggiato alla Lega Navale. Virginio mi passa tutte le consegne e alle 9.00 mi metto in navigazione. Il mare è una tavola con una leggera foschia che con l'aumentare della temperatura scompare . Fino a Gallipoli cosi. Verso Ugento si alza una leggera brezza con mezzometro d'onda che Italo manco se ne accorge. A proposito devo confermare tutto quello che hanno detto i miei colleghi di navigazione, guidare questo mezzo è un divertimento unico, sempre in assetto scorre via che è una bellezza, anche quando le condizioni meteo hanno cominciato a peggiorare lui i suoi 17/19 nodi se li fa lo stesso. Il Suzuchino spinge sempre senza un singhiozzo. Ringrazio Virginio che me lo ha consegnato quasi con il pieno, anche perche benzinai aperti oggi che è Pasqua non ne troverò. In compenso domattina a Otranto mi dicono che il benzinaio aprirà alle sette. Dopo Leuca il mare si alza ancora un po', ma non infastidisce più di tanto, mi arriva al giardinetto destro, scendo a 15 nodi e viaggiamo che è una bellezza. Dopo Castro Marina fino ad Otranto aumenta superando di poco i due metri di onda invigorite da un bel vento teso. Incontro un paio di tartarughe che si sono subito inabissate appena mi sono avvicinato. A Otranto sono ospitato dalla Lega Navale. Domani danno vento da nord, pertanto io esco se vedo che la cosa è possibile farla in sicurezza vado avanti altrimenti mi riposo un giorno e martedi recupero. Ps Marco Mosca preparati.
Lunedì 17 Aprile Otranto - Brindisi 46 miglia
Oggi giornata un po' anomala. Partito da Otranto alle 7.15 dopo aver fatto rifornimento. Nelle prime miglia il mare non é stato malaccio: onde da 80 cm a 1.50 massimo. Davanti a San Foca comincia a piovere e il mare comincia a montare, di tornare indietro manco morto. Penso: vedo di arrivare fino a San Foca e se peggiora entro in porto. Invece aumenta la pioggia e cala il mare con massimo 50 cm di onda, aumento l'andatura e dopo una decina di miglia intravedo la ciminiera del centro siderurgico di Brindisi coperta da nuvoloni neri, ho pensato "oggi prenderò ancora acqua". Aumento l'andatura per anticiparla, non ce la faccio, a sei miglia dal porto comincia ha venire giù il diluvio universale, faccio fatica a tenere gli occhi aperti, davanti all'imboccatura del porto quasi smette, penso anche di proseguire, tanto ormai sono già bagnato fino ai piedi, ma visto che sono solo le dieci del mattino penso di fermarmi per cambiarmi almeno le calze e fare colazione. Ormeggio, mi presento all'ufficio del marina ( molto bello) gli spiego la rava e la fava ma comunque mi chiedono tutti i documenti di bordo. Intanto mi dicono che non è saggio ripartire per Ostuni perche sta montando un po di tramontana. Decido di fermarmi a Brindisi. Per arrivare in hotel, oggi purtroppo non ci sono mezzi, l'ormeggiatore si offre di accompagnarmi in macchina. Detto fatto, torno in banchina prendo le mie borse, copro il cucciolo e mi metto in macchina con lui con ancora la cerata al completo piu giubbotto salvagente e Spot a penzoloni. Dicevo, a parte la pioggia il mare non é mai stato pericoloso, il mezzo continua a stupirmi per come naviga, è sempre in assetto, mai preso una insaccata, non ho parole. Domani ottimo mare per arrivare a Mola di Bari. Mercoledì giovedì venerdì venti fino a 30 nodi (specialmente giovedì ).

Martedì 18 Aprile - Brindisi - Mola di Bari 50 miglia

Parto presto questa mattina, ovviamente senza colazione, aspetto il pulmann che mi porta in marina, preparo il tutto e comincio ad uscire dal porto. L'aria è un po' freschina ma non c'è vento e non c'è mare, dicono che dovrebbe mettersi a scirocco e nel pomeriggio dovrebbe aumentare intensità, fino a 20/22nodi. Ne mare ne vento fino al Marina di Polignano che dista 4 miglia da Mola di Bari.
Nessun incontro in mare, l'Adriatico è avaro in queste cose, a parte sgombri cannocchie vongole e cozze, per altre cose bisogna andare altrove. È stata una passeggiata, ho bordesato per vedere un po' la costa. Gommone e motore senza nessun problema. Arrivato al marina di Mola di Bari non mi hanno fatto neanche aprire bocca . - Lei qui non puo stare.....ma io....lei qui non puo stare i posti sono tutti occupati -. Se lo avessi saputo sarei rimasto a Polignano che ha un marina bellissimo, molto gentili, il benzinaio mi ha portato in ufficio con la macchina elettrica per pagare, mi ha presentato il direttore che ha sua volta mi ha fatto gli auguri di buon proseguimento della missione. Per fortuna, grazie al Pier e al supporto da Milano, vengo ospitato al cantiere Peter Nautica. Unica pecca: il gommone non puo stare in acqua, non hanno pontili, poco male lo mettono su un carrello provvisorio in attesa finisca la perturbazione in arrivo. Mercoledì pioggia e raffiche a 30 nodi, Venerdì scendono a 20 sempre da nord est. Navimeteo conferma che Sabato c'è un netto miglioramento, al massimo 15 nodi di vento.
Concludo: Ci sarebbe molto da dire, ma lo spazio è tiranno! E stata un'emozione infinita, lunga un mese e negli anni di Club non credo di averne mai vissute. I preparativi, le riunioni, l'organizzazione, i pensieri che ti assillano la sera e non ti fanno prendere sonno. Non abbiamo fatto niente di speciale, 180/200 miglia a testa; al Club siamo arrivati a tappe molto più lunghe durante le nostre crociere ma questa è diversa, solo 200 miglia in tre giorni, ma per la prima volta in solitario, solo tu e lui e il mare. Attorno una moltitudine di gente che ti segue, ti consiglia ti dà le previsioni metereologiche ma quando accendi il motore sei solo tu e i tuoi pensieri. I cambi di programma improvvisi, il mutare delle condizioni meteo, le prenotazioni, i trasferimenti.. alla fine è passato tutto in un lampo! Troppo veloce, troppo breve vorresti fare anche la tappa successiva, egoisticamente parlando! Quando torni a casa e racconti tutto alla tua famiglia la prima cosa che ti viene in mente è quella di rifarla al completo, in privato con il tuo mezzo ma sai già che non sarà più emozionante come questa. Il tuo mezzo è più grande, più comodo, lo conosci meglio ma la cosa unica che hai fatto con quel "battellino" (mi piace chiamarlo CUCCIOLO) rimarrà comunque unico, alla fine ci scambiamo i pareri, le opinioni con i miei colleghi di avventura e scopri che a tutti è rimasto qualcosa nel cuore di quel battellino, ne provi quasi gelosia proprio come una donna amata. Auguro a tutti di provare un 'emozione cosi!!!


 

Marco Mosca 7° Equipaggio

Adrenalina, emozioni, euforia e malinconia sono sensazioni che io ho vissuto in questi 5 giorni, fuori dagli schemi quotidiani, cavalcando le onde di un'esperienza unica!
Mercoledì 19 Aprile Inizia l'avventura, mia moglie Sonia e mia figlia Matilde mi accompagnano in stazione a Milano e dopo una notte di viaggio giungo a Mola di Bari. Tutto come previsto dal meteo: temporali, vento gelido che raggiunge i 30 nodi, qualche fiocco di neve e per non farmi mancare nulla vedo al largo una tromba d'aria. Sono in puglia o sulle Alpi?
Alle 7.30 scendo dal autobus, a pochi metri c'è una tettoia che mi permette di ripararmi dalla pioggia così riesco ad indossare la cerata e infilare gli stivali, avevo pensato a tutto ma non ad un ombrello.
Mi incammino e incontro Michele, il sesto staffettista che mi racconta la sua esperienza. Dopo un buon pranzo facciamo il passaggio delle consegne e della staffetta con tutte le foto di rito. Verso sera lui tornerà a casa.
Eolo e Nettuno decidono per me, prima di due giorni non mi faranno partire. Misuro la velocità del vento con l'anemometro che mi indica 30 nodi e la temperatura è di 4 gradi, secondo la scala Beaufort le onde si aggirano dai 4 ai 5,5 metri, mi devo organizzare. Il primo giorno lo dedico a studiare ogni angolo del Minizar e stivo la mia attrezzatura, nel pomeriggio il cantiere Peter Nautica, che ci sta ospitando, organizza un check al motore, il Suzukino ha già macinato più di mille miglia nautiche e non presenta nessuna anomalia.
Il secondo giorno di stop forzato lo dedico alla visita "da terra" della bellissima Polignano a Mare, viaggiando treno.
Giovedì 22 Aprile - Mola di Bari-Vieste. 86 miglia
L'emozione è al settimo cielo, le previsioni hanno indovinato! Il vento è sceso a 18 nodi e il mare si è ammorbidito. Il responsabile del varo e alaggio mi sconsiglia di partire ma sono molto determinato e alle 9.45 lo Zar Mini torna in acqua a galleggiare.
Ore 10.00 sono pronto! Indosso tutta la mia attrezzatura (cerata stivali giubbetto autogonfiabile guanti e mascherina ) perché avrò vento e mare di prua e fa freddo, il cielo è tutto scuro, devo restare caldo e asciutto. Infilo la chiave e accendo il 40 cavalli, lo scaldo per qualche minuto, metto lo stacco di sicurezza innesto la marcia e parto.
Il primo mezzo miglio è tranquillo perché sono ridossato dal porto di Mola, ma subito dopo la navigazione diventa più impegnativa. Le onde spaziano dai 2 a 3 metri con parecchi frangenti, devo ridurre la velocità. Regolo il trim quasi tutto negativo e procedo a 5/7 nodi: ho trovato l'assetto giusto che mi permette di sbattere poco e prendere pochi spruzzi. Dopo un'ora e sei miglia di navigazione arrivo in prossimità dell'ingresso del porto di Bari dove incontro la prima imbarcazione, è un gommone della Guardia Costiera che inizialmente mi punta ma poi se ne va.
Il peggio è passato, il mare ed il vento iniziano a ridurre la propria forza e io do forza al Suzuki perché l'obiettivo è Vieste e mancano ancora 80 miglia nautiche. Costeggio Giovinazzo, Molfetta, Bisceglie, decido di fare una pausa all'interno del porto di Trani, non ormeggio e inizio a spogliarmi perché è uscito il sole! Mangio qualcosa e dopo 20 minuti riprendo i comandi del gommone, ebbene lo ammetto ne sentivo già la mancanza!
Punto il gps su Mattinata e da qui scopro una costa incantevole, grotte, archi, spiagge. Decido di godermi le ultime miglia con tutta la calma di un turista in vacanza. Verso le 18.00 entro nel porto di Vieste dove mi sta aspettando Carmine il Presidente della Lega Navale che mi offrirà ormeggio e assistenza. Ci salutiamo come se fossimo amici di vecchia data ma in realtà non ci siamo mai visti prima d'ora!
Venerdì 23 Aprile - Vieste -Rodi Garganico-Isole Tremiti - 48 miglia
Ore 6.30, il buongiorno me lo dà una forte scossa di terremoto. Eolo e Nettuno hanno già sfogato le loro ire, oggi sarà una navigazione con mare calmo, venti assenti e un bel sole. Finalmente! Mollo gli ormeggi ed esco dal porto, costeggio ed arrivo a Rodi Garganico, foto di rito e proseguo verso le Isole Tremiti. L'arcipelago era un sogno nel cassetto perché ci sarei potuto passare solo se le condimeteo fossero state favorevoli, non potevo rischiare uno stop forzato di qualche giorno, avrei compromesso la tabella di navigazione degli altri miei soci. Invece eccomi ad intercettare quella rotta ideale che unisce Torre Mileto a San Domino e che mi permette di restare nei limiti e nello scopo di questa manifestazione che è quella del senza patente.
Lo scenario che mi si apre tra queste isole è qualcosa di meraviglioso, devo trovare un alloggio per la notte per poi navigare qui attorno. Velocemente raggiungo il piccolo approdo dell'isola di San Domino, il Sottocapo della Guardia Costiera mi mette a disposizione un loro ormeggio ed è così gentile che mi aiuta a cercare una camera. L'isola è piccola e si conoscono tutti.
Sabato 24 Aprile - Isole Tremiti-Pescara 77 miglia
Il pensiero di salutare questo arcipelago paradisiaco con i suoi profumi, sapori e con i suoi calorosi abitanti mi fa salire una buona dose di malinconia. Serve una scarica di sana adrenalina quindi chiedo al Suzukino di darmi quasi il massimo della sua potenza per le 80 miglia che mi separano dal porto di Pescara e che navigherò a 27/28 nodi. In zona Termoli incontro un bellissimo branco di delfini che giocano attorno al gommone. Pescara è vicinissima, la malinconia della mattina si ripresenta. Manca il mio ultimo miglio all'arrivo e non vorrei che finisse, la mia avventura è giunta al termine! La voglia di proseguire c'è, eccome! Entro in porto, riempio il serbatoio di benzina e mi presento alla Fiera Nautica Sottocosta dove trovo un gruppo di followers (di Facebook) che mi aspetta. Mentre riordino il gommone e preparo i miei bagagli ecco che arriva Angelo, l'ottavo staffettista, solito passaggio delle consegne e della staffetta. Mentre sono sul treno che mi riporta a casa penso di aver avuto una gran fortuna, ho fatto parte dei piloti che hanno fatto il giro d'Italia su un gommone di 5 metri motorizzato 40 cavalli senza patente, per dimostrare che la piccola nautica può raggiungere tanti obiettivi. Questa ne è la dimostrazione.


Angelo Villani 8° Equipaggio

L'idea della navigazione in "solitaria" mi allettava già da tempo, ma per tanti motivi non si era mai concretizzata; la "chiamata" al giro d'Italia quindi è stata la classica manna dal cielo.
Il primo giorno, quello dell'entusiasmante scambio del testimone a Pescara con l'amico Marco Mosca arriva in fretta e scorre tra i convenevoli di rito, le foto e le risposte alle tante domande fatte dai curiosi che al momento erano presenti complice la fiera nautica pescarese "Sottocosta".
Domenica 25 Aprile - Pescara - Numana 72 miglia
Partenza da Pescara alle 8:00 ca. Da subito, l'impressione era quella di guidare un mezzo particolare, che trasmette "good sensations", lo zar 16 infatti, scivola via che è un piacere.
All'uscita del porto le onde di 1 mt non scalfiscono minimamente l'assetto del gommone e altrettanta sicurezza trasmette il fuoribordo che, con un elica calibrata appositamente, "gioca" a fare il grande.
Prua verso nord, quindi, mare di poppa e giù manetta per toccare i 20 nodi ed ecco, la prima sorpresa non si fa attendere: quello che inizialmente avevo scambiato per uno squalo si rivela invece un rarissimo pesce luna di circa 1,5 mt. Ripresa la navigazione, una famiglia di delfini fa capolino tra le onde e mi consente addirittura un breve filmato e con rinnovata gioia decido di effettuare una "volata" fino a Numana, saltando la tappa intermedia di San Benedetto, anche perché bisognava recuperare il tempo perduto nelle precedenti tappe a causa del mare impraticabile.
La tappa del giorno prevede circa 70 miglia da Pescara a Numana, percorse in modo del tutto tranquillo, sia per l'affidabilità del "suzukino" che per le doti dello Zar Mini che mi consentono di avere una velocità media di 15 nodi e di consumare oltre due miglia con un litro!!!
Giunto nel porto di Numana, nella bellissima cornice marchigiana, vengo calorosamente accolto da Roberto Lorenzini (titolare del concessionario Zar Punto Mare), che con i suoi modi gentili mi fa sentire subito in famiglia.
Lunedì 26 Aprile - Numana - Riccione 57 miglia
Un'altra "sorpresa" mi attende all'uscita dal porto: il mare mi sorprende con la sua irrequietezza, un'onda lunga di 1,5 mt di poppa fa planare lo Zarino in maniera molto dolce. Le previsioni, però, non sbagliano; la situazione va via via peggiorando, raggiungendo onde di circa 2,5 mt.
Per niente intimoriti, né il gommone né il motore hanno dato il meglio, facendo surfare Italo …nemmeno fossi alle Hawaii…. Le condizioni del mare mi fanno apprezzare ancora di più le già decantate doti di navigazione dello "Zarino", tanto che ad un certo punto inverto di 180° la rotta per avere la soddisfazione di poter affrontare per un po' "quel" mare di prua e nonostante tutto la sensazione che regala il connubio Zar/Suzuki è quella di essere al comando di un battello di ben più generose dimensioni. Rimessomi in rotta, mi dirigo verso Riccione e nonostante la tappa del giorno preveda ulteriori 57 miglia e nonostante proceda ad una media di 13/14 nodi, raggiungo la meta dopo quattro ore.
L'ingresso nel porto riccionese è reso difficoltoso dalla tipologia del porto stesso, uno stretto canale che a mio avviso amplificava l'effetto delle già generose e movimentate onde.
L'accoglienza degli uomini della Capitaneria di Porto che mi indicano un ormeggio sicuro fa già dimenticare le (piacevoli) fatiche fatte per raggiungere l'ultima tappa e nel pomeriggio posso già passare il testimone a quelli che avrebbero concluso (almeno in mare) la navigazione dello Zar.
Essere stato uno dei protagonisti di questa manifestazione è stata per me un'emozione impagabile e ancora porto con nostalgia ed orgoglio il ricordo di quei fantastici momenti. Passo il testimone a Franco e Fabio. Grazie a tutti.


 

Franco De Gradi e Fabio Peschiera 9° Equipaggio

Martedì 27 Aprile - Riccione - Chioggia 90 miglia
Lasciamo il porto di Riccione intorno le 8:30. Subito ci accoglie una bella onda frangente davanti l'uscita dal porto così imbarchiamo due bei riccioli in pieno...50 lit d'acqua almeno a bordo ci hanno accompagnato per il primo tratto, poi lo scarico di sentina ha fatto il suo dovere. Il mare si è presentato di poppa con almeno 2 mt d'onda... ma non ben organizzato, quindi niente surf. La media infatti è stata di 12 nodi a 4000 giri. Ha tenuto cosi per circa 60 miglia fino alla decisione di entrare in Po all'altezza di Porto Barricata. Abbiamo avuto qualche titubanza all'ingresso per via del fondale che alzandosi fa frangere l'onda, ma alla fine decisi... siamo entrati nel canale!
Da qui in poi poco da dire... alcune gocce di pioggia non ci hanno impedito di pranzare a bordo con il vettovagliamento al seguito mentre attendevamo l'apertura della conca di Volta Grimana. Dopo la conca, qualche miglio e arriviamo alle due conche di Cavannella che ci permettono di attraversare l'Adige. Ancora una conca sul Brenta ed entriamo in laguna fino a Chioggia. Ormeggiamo davanti alla Capitaneria. Notte in Hotel pensando alla tappa di domani verso Venezia.

Mercoledì 28 Aprile - Chioggia - Venezia - Porto Viro 50 miglia

Stamane, dopo i dovuti ringraziamenti alla capitaneria con relativo omaggio di gagliardetti e adesivi del Club, lasciamo l'ormeggio intorno le 10:30. Setup del plotter Garmin per il dovuto calcolo della "difficile" rotta da intraprendere... e Franco guadagnava il percorso a ridosso delle bricole che conducono a Venezia. Intorno alle 11:20 siamo in vista del campanile di San Marco. Purtroppo per causa di forza maggiore l'organizzazione non ci ha permesso di "sfilare" in Canal Grande. Quindi sfiliamo davanti a Piazza San Marco di cui ci accontentiamo di intravederne in selciato e ci imbuchiamo nel Rio dell'Arsenale. Ormeggiamo, un caffè, qualche foto ai mitici leoni e riprendiamo la rotta alla volta del Lido. Costeggiamo Lido, Malamocco, Pellestrina per poi arrivare intorno alle 13:20 di nuovo a Chioggia. Da qui ripassiamo le chiuse e ritorniamo sul Po dopo aver fatto carburante a "Italo" nel marina di Brondolo. Alle 16:30 ormeggiamo in quel di Porto Viro. Per la cronaca: Un terzo del porticciolo è in amministrazione controllata per fallimento, il rimanente esercizio dei pontili è passato di mano a un austriaco, ok mi fermo.


 

Mauro e Marina Seguso 10° Equipaggio

Giovedì 29 Aprile
Arriviamo a Porto Viro e ci incontriamo con Franco e Fabio alla darsena, provenienti da Venezia con i quali effettueremo il mitico passaggio del testimone. Caldo boia, paesino tranquillo (fintroppo), strade deserte, molti negozi chiusi causa la crisi, un che di desolazione che non ci aspettavamo. Ci scambiamo le reciproche impressioni, ci raccontano che in mare non hanno avuto particolari difficoltà, il gommone si comportava bene, il motore anche e vista l'ora, continuamo il nostro dialogo a tavola, in un ristorantino poco lontano. Finito il pranzo e finite le notizie, Franco e Fabio rientrano in macchina a Milano, mentre noi, approfittando del pomeriggio libero, ci muoviamo per fotografare soggetti locali che identifichino questa località, da inviare a Virginio e a Bellina per documentare questa porzione di giro.
30 aprile penultima tappa: Porto Viro - Cremona 139 miglia
Ore 8,05 Il proprietario dell'albergo ci ha gentilmente accompagnati in auto al porticciolo; carino, ma deserto, non c'è anima viva! Veniamo a conoscenza che il proprietario del porto è fallito ed ora è proprietà di una banca che per il porto non ha alcun interesse. Peccato! Questa mattina fa molto freddo: siamo coperti come se andassimo in montagna. Vento da levante. Ci prepariamo a partire nel silenzio più totale. Siamo un po' emozionati, ci avevamo pensato tanto e ora siamo qui. Prova motore, via gli ormeggi, foto della partenza, sistemazioni dei bagagli, poi stacco dal pontile e lentamente ci avviamo al canale di raccordo verso il Po. Partiti! Cento metri ed ecco sulla nostra destra la Conca di Volta Grimana che, attraversando letteralmente l'Adige e il Brenta, raggiunge Chioggia. Noi invece risaliamo il Po e fin dall'inizio ci sono problemi di navigazione, stante la quantità di alberi e rami galleggianti che sembrano ristagnare, anziché correre verso il mare, poche miglia alle nostre spalle. Pensiamo che la causa possa imputarsi al basso livello del fiume, che sotto la spinta del mare causa una forza contraria che impedisce il regolare deflusso. Ciò detto, in considerazione del fatto che, negli ultimi 90/100 km il letto del fiume si abbassa di solo 1 mt! Più avanti, rami e detriti si diradano, la temperatura si è alzata e la navigazione è più tranquilla; è tutto un susseguirsi di anse e di curve, segnali di chiamata e di rimando.
Anche sul fiume non c'è anima viva; pochissime barche, pochi pescatori a riva, solo la scia del nostro motore disegna e rompe la monotonia della nostra navigazione. Siamo un po' preoccupati per la benzina; 140 miglia sono circa 250 km e l'ultimo rifornimento è stato fatto a Chioggia. Ci sentiamo telefonicamente con Virginio per sapere se conosce qualche opportunità di rifornimento ma, purtroppo sembra che, in questa stagione, le possibilità siano nulle. C'è solo da sperare di farcela, per il momento riduciamo un po' la velocità da 25 a 20 nodi. Passando da Ficarolo, notiamo una costruzione in legno con un piccolo molo per l'attracco e quel che più conta c'è gente.
Decidiamo di fermarci per avere notizie più precise riguardo la benzina. E' la sede sul fiume della locale canottieri e i soci ci accolgono con vero calore, con pane, salame e vino, ma niente benzina. Quindici minuti per raccontarcela, qualche scatto per ricordo, scambio di indirizzi e .. via di nuovo.Mentre le ore scorrono, ripenso con nostalgia ai primissimi anni '70 quando a percorrerlo, eravamo parecchie decine di equipaggi; erano i primi anni del nostro sodalizio e, nonostante il paesaggio fosse il medesimo, l'atmosfera era notevolmente diversa. Tra pensieri, ricordi, alle ore 17,00 arriviamo finalmente a Cremona. Praticamente 9 ore di navigazione continua, con la sola eccezione di Ficarolo. Una bella tirata! Ormeggiamo il gommone e ci riconosciamo un po' "rincoglioniti"; ma ora in albergo una bella doccia, due righe di sunto per Bellina che incalza, le foto del giorno, poi a cena, quattro passi per salutare il Torrazzo e … tutti a nanna.
1 Maggio ultima tappa: Cremona - Pavia 48 miglia
Ore 8,30 ritorniamo sull'argine al cantiere e troviamo Virginio che è venuto a prenderci con auto e carrello per traghettarci oltre la diga di Isola Serafini, in quanto inagibile per lavori di ampliamento. Pochissimi minuti ed è nuovo varo. Ma qui oggi il tempo è cambiato e nel momento stesso in cui ci stacchiamo dal pontile, inizia a piovere. Dapprima con grazia, quasi con rispetto, poi quattro gocce, ed infine sempre più intensamente in un crescendo incredibile. Non ci vedo più, gli occhiali sono più un intralcio che altro.
A Cremona, "i portuali", sempre ben informati, ci avevano pronosticato che non saremmo mai arrivati a Pavia, per mancanza d'acqua. Ma Virginio ci stava esortando ad arrivare ad ogni costo, perché era stato organizzato un comitato di accoglienza, che non potevamo assolutamente deludere, decine e decine di persone, di soci organizzatori, di amici, che da ore ci aspettavano sotto l'acqua. E poi era la fine del Giro di 1767 miglia, non poteva certo arenarsi a poche miglia dalla fine! D'altro canto, non avrei neppure voluto rischiare di toccare il fondo, di rompere l'elica o il piede e finire ingloriosamente un giro che fin qui non aveva dato particolari problemi a nessuno e pertanto essere tacciato di incapace. Le ultime miglia sono state un incubo, un paio di volte ho "toccato" il fondo sabbioso e pur senza fare danni, passando da una sponda all'altra alla ricerca di un passaggio possibile e, finalmente ecco il Ponte della Becca.
Una volta giunti a destinazione, tutti gli amici festanti, le sirene, le trombe, le urla, gli applausi …. e una grande soddisfazione di avercela fatta! Con questa tappa si è concluso il "Giro d'Italia in gommone 2017", organizzato in modo perfetto dal nostro club. Un vivo ringraziamento al presidente Virginio Gandini, alla Zar Formenti, alla Suzuki, alla rivista il Gommone e a tutti quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo magnifico evento! Arrivederci al prossimo anno.

Ringraziamenti:

Zar Formenti; Suzuki Marine; Il Gommone; Mokinba Hotel Milano; Sportoutdoor.tv; Garmin Italia; Nautysport; Navimeteo; Nautica Report; Regione Lombardia; Federazione Italiana Motonautica; UCINA Confindustria Nautica; EmergenSea; Lega Navale, I Concessionari Suzuki; I Concessionari Zar Formenti; Circolo Canottieri Napoli; Tecnomare Palermo; Guardia Costiera e Capitanerie di Porto e tutti gli amici che ci hanno seguito prima durante e dopo...

Dati Tecnici:
Gommone Zar Mini Rib 16 mft 5,00
Motore Suzuki DF40A 4T
Elica 13 ¼ x 15"
Ore di navigazione 132,32
Miglia Percorse 1.767
Consumo Totale 869,7 litri
2,03 Miglia / Litro
GPS Garmin echo map 52 dv
Allestimento Nautysport


LE TAPPE DEL GIRO

Gli staffettisti e i sostenitori della Circumnavigazione d'Italia giustamente celebrati a Winners, la serata dedicata al Club del Gommone e a tutti i protagonisti della gommonautica italiana e internazionale.

In piedi da sinistra: Virginio Gandini, Pier Paolo Bellina (il Gommone), Paolo Ilariuzzi (Suzuki Marine), Piero Formenti (Zar Formenti), Mauro Seguso, Angelo Villani, Marco Mosca, Michele Armiento, Marco Galli, Alberto Bagagli, Alessandro Di Lelio.

In basso da sinistra: Franco De Gradi, Marina Seguso, Fabio Peschiera, Paolo Onidi (Gruppo Mokinba Hotel), Lorenzo Piazzolla (Nautysport).

Assente Emilio Galli

 

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