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8 Maggio 2018.
La quinta staffetta, Michele Armiento e Christopher Piercey, arrivano a Gibilterra.


Sabato 2 Giugno 2018 eravamo in molti , prima ai pontili del Marina di Varazze poi alle banchine di Genova Fiera, ad aspettare Italo, il piccolo Mini Rib 16 della Zar motorizzato con l'affidabile Suzuki DF 40 A, di ritorno da Gibilterra.
Iniziato dalle banchine del Porto Genova Fiera Sabato 21 Aprile, il Genova Gibilterra Genova organizzato dal Club del Gommone, ha visto un alternarsi di equipaggi staffetta fino al giro di boa a Gibilterra di Martedì 8 Maggio e poi di ritorno con una puntata a Formentera e a Ibiza ripassando per Barcellona, il Golfo del Leone, Costa Azzurra e Liguria di Ponente. Particolarmente impegnative, causa mare grosso o pioggia, le tratte Valencia Barcellona e i due passaggi andata e ritorno del Golfo del Leone.
In complesso, gli equipaggi impegnati nell'impresa, alcuni di loro avevano già preso parte con lo stesso mezzo alla Circumnavigazione d'Italia dell'anno scorso, si sono saputi gestire al meglio le tratte a loro affidate valutando condizioni meteo e approdi.
Insomma mai come in questo caso l'esperienza conta, così come conta l'affidabilità: eravamo sicuri del gommone già collaudato l'anno scorso quando risalendo l'Adriatico aveva dovuto affrontare un mare particolarmente agitato e soprattutto del Suzuki DF40A, anche lui veterano della Circumnavigazione d'Italia, che per intere giornate con il suo costante ronzare infondeva sicurezza e tranquillità.
A bordo, oltre al tracciatore satellitare Spot che permetteva all'organizzazione da Milano di seguire ogni singola tappa, era stato installato il Chartplotter GPS Simrad GO7 completo di trasduttore TotalScan, quest'ultimo utilissimo per monitorare i fondali davanti alle foci del Rodano.
Tornando ai festeggiamenti dell'arrivo e purtroppo della fine dell'avventura, non potevo non notare fra chi vi aveva preso parte, una sincera commozione sia per l'imminente separazione da "Italo" sia per l'esperienza fatta. Alla prossima...

Qualche numero:
11 Equipaggi = 22 Soci del Club del Gommone
Miglia totali percorse: 2.414,2
Giornate di navigazione effettiva: 31
Media delle miglia percorse giornalmente: 77
Giornate di durata dell'evento: 43
Totale litri benzina consumati: 1.437
Tappa giornaliera più lunga : Marsiglia- Port Vendres 141,90 miglia (V. Gandini-A. Parravicini).
Tratta più lunga in tre giorni: Barcellona - Hyeres 319,6 miglia ( P. Cella - O. Comotti)

Alle miglia percorse da Italo vanno aggiunte le 1.767 miglia navigate l'anno scorso circumnavigando lo Stivale.

Un esempio di affidabilità per il gommone e il motore che ha davvero pochi eguali e una grande professionalità dei ventidue piloti che si sono alternati alla guida.

Virginio Gandini

#gibilterraingommone
#italiaingommone
#ateneingommone

 

 

 

Il Diario di bordo

Angelo Villani - Emilio Galli 21/4/2018 Genova-Sanremo-67,9 miglia
Come già successo con il giro d'Italia dall'idea, alla navigazione, il passo è stato brevissimo. Alle prime luci dell'alba quindi Sonia ed un assonnatissimo Edoardo mi accompagnano all'appuntamento con l'amico Emilio Galli, compagno d'avventura per la prima tappa di questo nuovo Raid. Giunti a Genova, un nutrito gruppo di soci del club e rappresentanti Suzuki e Zar ci accolgono con un mega aperitivo e dopo aver "settato" con l'aiuto di un tecnico Simrad, il plotter montato a bordo, finalmente siamo in acqua.
Percorriamo le prime miglia scortati da un gommone di un nostro socio, con a bordo gli amici (non tutti ovviamente) del club del Gommone e l'adrenalina e l'emozione vanno a mille, quando la nostra scorta vira per tornare verso il porto… in quel momento Emilio da gas al Suzukino come per far capire a tutti: L'avventura è veramente iniziata…
Un mare liscio come l'olio ci da la possibilità di spingere gommone e motore a più di 25 nodi, iniziando da subito ad apprezzare e a ricordare le ottime prestazioni che il connubio Zar/Suzuki ci regalano.
Qualche onda prodotta da imbarcazioni di passaggio ci fa notare un accentuato movimento della consolle, ma niente che possa impensierirci, pertanto approfittiamo della situazione meteo per muovere direttamente verso Sanremo, dove arriviamo nel pomeriggio.
All'entrata del porto avvenimento curioso: un mega yacht perde un parabordo dalla coperta e il marinaio di bordo ci fa segno di recuperarlo, con un cenno gli facciamo capire che ci avremmo pensato noi poi, avvicinandoci ci rendiamo conto che il parabordo è quasi più grande del gommone, di sicuro non ci sta a bordo, pertanto decidiamo di rimorchiarlo; sono le proporzioni (a volte) che ti fanno realizzare l'entità dell'impresa… La serata sanremese passa piacevolmente con un primo alle vongole innaffiato da un ottimo vino bianco locale che accentuando un po' la stanchezza della navigazione ci fa decidere di passeggiare fino all'hotel: domani si ricomincia.

22/4/2018 Sanremo - Saint Tropez - Hyeres -98,8 miglia
Colazione portuale e via: siamo di nuovo in mare. Stamattina però un'onda di circa 1,5 m di prua ci accoglie in navigazione facendoci accorgere che quello che sembrava un leggero fastidio, in realtà si è trasformato in un problema, la consolle ondeggia così tanto da impedirci di leggere la strumentazione e non da quella sensazione di sicurezza che un tientibene dovrebbe trasmettere. Bisogna ingegnarsi: due cime messe di traverso legate a due golfari di prua risolvono in buona parte il problema.
la seconda tappa di oggi è hyéres, ridente cittadina turistica in cui nemmeno farlo apposta stanno disputando una gara di vela a livello mondiale e, quindi, l'impresa di trovare un ormeggio per la notte diventa abbastanza difficile se non impossibile. Fortunatamente l'ottimo francese di Emilio riesce a spuntarla su una alquanto riluttante capitaneria locale; ormai è sera, troviamo posto in un Hotel non proprio a cinque stelle e via, domani si ricomincia.

Con lo Spot: da Sanremo a Hyeres. A destra Emilio e Angelo a Saint Tropèz.

23/4/2018 Hyeres - Marsiglia - 66,5 miglia
Da Hyéres a Marsiglia in una sola tappa? Si può fare, decidiamo quindi di bruciare il tempo e dirigerci direttamente lì. Italo non si fa pregare, scivola sull'acqua che è un piacere, il problema alla consolle è decisamente attenuato dalle cime incrociate. Sembra tutto pronto per fare in volata il "tappone" finale ma… non abbiamo tenuto conto della bellezza mozzafiato del parco nazionale delle Calanques e allora fermi tutti, dobbiamo e vogliamo godere di questo angolo di paradiso che la natura sa regalare. Come se non bastasse un piccolissimo porticciolo con annesso un altrettanto piccolo (quanto costoso) ristorantino, ci invitano a fermarci per un ristoro. Ci vuole.
Marsiglia è ormai dietro l'angolo, possiamo prendercela con calma. Mentre percorriamo le ultime miglia, davanti a noi si staglia il castello d'If, quello della leggenda del conte di Montecristo (di Alexandre Dumas); il giro attorno è d'obbligo. Entriamo trionfanti (almeno per noi) nel bellissimo porto di Marsiglia, troviamo anche un ormeggio sicuro per Italo e un hotel dove sistemarci per la notte. La città portuale regala scorci bellissimi e anche la possibilità il giorno dopo di poter fare qualche acquisto da portare a casa, tra cui il famoso sapone ma questo vuol dire solo una cosa: l'avventura è finita.
Italo non si è smentito neanche questa volta, il suzuki ha retto alla grande, il mare ha regalato emozioni indescrivibili e, non per ultimo, Emilio si è rivelato, oltre che un ottimo navigatore, un grande amico.

Questa volta è finita davvero, Virginio e Alain sono ormai a bordo e si allontanano dal porto di Marsiglia, sono sicuro che come me anche Emilio sta pensando alla stessa cosa: dove ci porterà la prossima avventura?

A sinistra, Chateau d'If sulle Frioul davanti a Marsiglia. Alexandre Dumas nel Conte di Montecristo vi ha ambientato la prigionia di Edmond Dantès.
A destra, Emilio, Angelo e Alain, scambio del testimone e aperitivo a Port Vieux

Virginio Gandini - Alain Parravicini - 24/4/2018
Di fatto il passaggio del testimone con Emilio e Angelo avviene seduti a tavola in uno dei tantissimi ristoranti che fanno da corollario al Porto Vecchio di Marsiglia. Con me a ricevere il "testimone" l'amico Alain, appassionato gommonauta francese, che mi accompagnerà fino a Barcellona. Con Angelo e Emilio, ci scambiamo le prime impressioni sulle loro tappe e, Winfinder alla mano, su come sarebbero state le nostre. Domani il meteo darebbe quasi buono, "darebbe" fra virgolette visto che stiamo parlando del Golfo del Leone. Al mattino solo onda da sud rimasuglio dei giorni scorsi mentre nel pomeriggio vento in arrivo da nord ovest che si tramuterà in un bel forza sette per dopodomani. Vabbeh! Domani faremo una gran tappona così dopodomani lasciamo passare la maestralata. Mai decisione fu più saggia!
Concludiamo la serata a spasso lungo le banchine del Porto Vecchio con visita d'obbligo a Italo che placido riposa ormeggiato alle banchine della Società Nautica Marsigliese. Beh! Questa zona di Marsiglia non mi dispiace affatto...ci faccio un pensierino per l'estate.

25/4/2018 Marsiglia - Cap D'Age - Port Vendres 141,9 miglia
Sveglia prestissimo. Emilio e Angelo sono già in banchina. Alain si porta un bagaglio enorme che comunque riusciamo a "stivare". Fotografie, saluti e stimolati da un "in culo alla balena", salutiamo amici e ormeggiatori. Fuori dal porto lasciamo sulla nostra sinistra le Isole Frioul e il famigerato Castel D'If ...che poi tanto tetro visto da qui non è. Decidiamo subito di puntare su Cap D'Age 82 miglia, da lì vedremo se proseguire. La navigazione fin dopo le bocche del Rodano si rivela un po' fastidiosa con poco vento ma con onda scomposta di quasi un metro. Poi vento e onde si mettono decisi di prua fin a Cap d'Adge. L'onda a tratti frange ma per Italo questa maretta di prua è il suo pane. Ormeggiamo al distributore intorno alle 13:30. Aprirà alle 14:00. Aspettiamo! Facciamo colazione, mando gli auguri di buon compleanno a mia figlia Daniela e chiedo ad Alain cosa ne pensa del piccolo Italo: alza il pollice accompagnato da un "très bien!" Incoraggiati da tanta buona impressione, dopo il rifornimento, lasciamo il marina con già un buon metro/metro e mezzo d'onda di prua, adesso però Italo comincia a soffrirne, proviamo a ridossarci ancor di più alla costa. Andiamo meglio! Fatte una ventina di miglia, mare e vento ci si mettono al traverso, comincia una lunga serie di docce e non smetteranno anche quando a circa 15 miglia da Cap Bèar, mare e vento si metteranno di poppa. Scartiamo Argeles sur Mer preferendogli Port Vendres. Entrando nel piccolo fiordo, guardo Alain, adesso sono io ad alzare il pollice. Siamo ormai a poche miglia dal confine spagnolo. Oggi ci siamo smazzati 141 miglia, domani mare e vento facciano quel che vogliono. Noi riposiamo!

26/04/18 In effetti non sarà così: a circa una trentina di miglia da qui, un brutto colpo su un onda al traverso ci aveva fatto temere per la tenuta della consolle, li per li sembrava fosse solo un impressione, ma nella calma dell'ormeggio, ci siamo voluti accertare meglio smontando i bulloni di fissaggio della consolle alla coperta, purtroppo tre su quattro si sono sfilettati. Calma e sangue freddo! Telefono a Michele a Milano, nostro metalcarpentiere di fiducia e poi andiamo in "visita" al vicino ferramenta.

Marsiglia, passaggio del testimone a bordo. A destra, Port Vendres, smontaggio della consolle e rifilettatura della base.

Troviamo i bulloni, i gestori gentilissimi ci prestano pure un potente avvitatore. Ok, smontiamo completamente la consolle, rifilettiamo e sostituiamo i vecchi bulloni con dei nuovi maggiorati. Rimontiamo il tutto. Alla fine siamo soddisfatti, abbiamo fatto un buon lavoro. Adesso sicuramente tiene, poi a Barcellona, Marco e Fabio, che ci daranno il cambio si porteranno altri bulloni da aggiungere a quelli già messi. Bene, con Alain ci diamo il cinque e, nel pomeriggio, ci concediamo un tour in pullman alla vicina cittadina di Collioure dall'antico borgo medievale particolarmente spettacolare. Intanto fuori "urla e biancheggia il mar..."

27/04/18 Port Vendres - Port Blanes 74,1 miglia
Accompagnati per un breve tratto da un amico di Alain iscritto come lui al forum Pneubooat usciamo da Port Vendres alle 8:45. Mare buono, solo qualche rimasuglio d'onda della giornata di ieri fino a Roses, sostiamo a Cadaques pittoresco villaggio dove ha vissuto Salvator Dalì. Siamo ormai in Spagna, cambiamo la bandiera di cortesia. Dopo Roses una fastidiosa onda al mascone ci accompagna fino a Estartit, dove sostiamo per uno spuntino. Lasciato Estartit, una nuvolaglia bassa ci fa temere per uno sgraditissimo acquazzone. Alla fine vince il sole. Altra sosta per un rabbocco carburante a Saint Felius des Guisol. In effetti Saint Felius doveva essere la fine tappa odierna ma visto il mare buono e la difficoltà di trovare alloggio vicino all'ormeggio, optiamo per continuare di un altra quindicina di miglia fino a Port Blanes. Nel Marina, durante la registrazione per l'assegnazione del posto barca (11 euro), saputo da dove venivamo e dove andavamo mi sono sentito dire che forse il battello è un po' piccolo... anche perchè da queste parti vige il famoso proverbio: "Barco sin cubierta sepultura abierta" (barca senza copertura, sepoltura "aperta").
Confortati da tanto ottimismo, troviamo alloggio presso una gentile e giovanissima mamma che ci attende con neonato in braccio in un nuovissimo appartamento vista mare. Naturalmente grazie a Carla che da Milano ci precede con le prenotazioni...lo so, è una sviolinata ma prima o poi dovrò tornare a casa

28/04/18 Port Blanes - Barcellona - Castelldefels 50,1 miglia
Lasciamo Port Blanes alle 8:45 con mare piatto. La costa molto cementificata non ci entusiasma, di buono c'è l'abbondanza di porti e porticcioli. Dopo qualche miglio e fino a Barcellona ci accompagna una divertente onda lunga di prua. Italo, una volta risolto il problema consolle, mi conferma le buone impressioni avute in occasione del giro d'Italia dell'anno scorso. Anche il Suzuki non perde un colpo. Rinunciamo alla sosta a Barcellona causa l'arrivo di un brutto temporale e proseguiamo per Casteldefies. Anche nel Marina di Casteldefies "Port Ginesta" Italo paga 11 euro tasse comprese. Ottima sistemazione. Attendiamo Fabio e Marco che ci raggiungeranno dopo un rocambolesco viaggio in auto da Milano causa sciopero dei controllori di volo.
Stesso problema mi toccherà due giorni dopo e mi vedrà costretto a cambiare compagnia e "volare" prima a Londra Heathrow e da lì a Milano Malpensa. In areoporto saluto Alain, resteremo in contatto sulla chat operativa dedicata alla Genova Gibilterra e ci rivedremo al Salone di Genova.

Uscita da Port Vendrès accompagnati da un amico di Alain. A destra, Barcellona in vista ...

Con lo Spot: da Marsiglia a Cap D'Age e a Port Vendrès

Fabio Peschiera - Marco Mosca - 28/4/2018
Iniziamo male!! Poche ore prima della partenza ci cancellano il volo di andata Milano/Barcellona, causa sciopero dei controllori di volo in Francia. Quindi decidiamo di farcela in auto, in fondo sono solo 1000 km circa. Maso o menos. Ed essendo due provetti guidatori, ci avvicenderemo alla guida. Decidiamo di fare la strada alta, quella che passa dal Fréjus: in periodo di ponte, la strada bassa, quella che passa lungo costa ci sembra potenzialmente piu trafficata. Scopriremo che il traforo costa, e non poco, ma ci ipotechiamo anche il ritorno pagando un 30% in meno per A/R in un'unica soluzione. Domenica metà mattina quindi alle 10:00 circa partiamo da Milano. Arriviamo in tarda serata a Barcellona in quel di Casteldefies, raggiungiamo l'equipaggio numero due che lascia Italo. Preso possesso della IMPERIAL ROOM al BestWestern, veloce cena e poi a letto.

Scambio del testimone a Castelldefells. Marco, Fabio, Alain e Virginio.
Dietro di noi ormeggiato, Italo lo Zar Mini Rib motorizzato Suzuki DF40 A

29 /4/2018 - Ci svegliamo con condizioni meteo/marine non proprio allettanti. Vento e pioggia dal mare, è il tempo ideale per i surfisti mediterranei, per i gommonauti non è invitante. Quindi ripieghiamo su attività ludico ricreative se nonché di minuto mantenimento al mezzo. Al porto di GINESTA ad ovest di Barcellona, prendiamo ufficiosamente possesso del mini RIB.
I due veterani non vogliono ancora avvicendarsi!! Procediamo con il fissaggio della consolle tramite l' installazione di 4 prigionieri a vite che grazie a Michele Armiento, ingegnere di concetto, applichiamo senza problemi.
Bisogna dire che la sua proattività è tutt'altro che disinteressata…infatti, essendo il suo con Chrisopher il 5° equipaggio, anzi CREW per il brexitiano, mai avrebbe voluto cimentarsi di persona nell' attività di carpenteria metallica su volgare ALLUMINIO….
Nello stesso pomeriggio, data la disponibilità dell'auto che ci ha portato fino a Barcellona, ne approfittiamo per un CULTURAL TRIP TOUR. E andiamo a visitare il museo navale dove è conservata la Galea Real protagonista della battaglia di Lepanto, famosa per la sconfitta della nazionale turca. O forse mi sbaglio….Poi foto di rito a Cristoforo Colombo e alla Sagrada Famila.

30 /4/2018 Castelldefells - Sant Carles de la Rapita 87,2 miglia
Va beh, il giorno dopo il meteo è favorevole, e finalmente il vecchio si avvicenda al nuovo che parte,
Virginio Gandini (VG) e Alain Paravicini (AP) ci cedono il testimone. Sbrighiamo la burocrazia di rito per lasciare il porto e l'auto in deposito e le simpaticissime impiegate della Marina, ci abbonano il deposito dell'auto.
Facciamo bunker fino all'orlo e partiamo. Sono le 10:00 quando prendiamo il mare. L' avventura ha inizio.
Il mare è abbastanza buono con onda lunga al mascone di SX, e fin da subito prendiamo la decisione di forzare la tappa per recuperare la giornata spesa a passeggio...tra le 14:00 e le 14:30 facciamo tappa nel porto di Tarragona. Una bella fritturina Pret a Porter e riprendiamo subito il largo...ci si ripresenterà per buona parte del resto del viaggio, anche perché qualche botta la prendiamo comunque… onda al mascone di dritta… piu o meno. Infatti, invece che a L'Ampolla, alle 18:30 arriviamo al Porto di Sant Carles de la Rapita, appena sotto la foce dell' Ebro. 87 MN in 7 ore e 20….una bella tirata. "Parcheggiamo" Italo nel porticciolo della laguna, e ci ritiriamo in albergo. Non bello quanto il BW ma sicuramente alla portata dei lupi di mare. La sera peregriniamo alla ricerca della PAELLA alla Valenciana… ma non si trova nulla di buono.
Ci accontentiamo di una cosetta di poco rilievo.

Barcellona, ci si contende la "palla" davanti alla Sagrada Familia. Al centro: finalmente in navigazione! Questo scatto, vista l'allegria che trasmette, diventerà la cover della nostra brochure di 64 pagine che presenteremo al 58° Salone Nautico di Genova.
A destra, Marco in abbigliamento da "Invernale".

1 /5/2018 - Sant Carles de la Rapita - Valencia - Denia 128,5 miglia
Si riparte: alle 09:30, rifatto il pieno alla goccia per 61 lit e mezzo. A Valencia ci fermiamo per riposarci le stanche membra. Il porto vale la pena di essere curiosato un po..CI SONO BARCHE IMPORTANTI QUI!!!! e Marco dà il meglio di se, spiegandomi un sacco di roba sulle vele e sui "fili" che le rizzano…. Vai a capire…Usti, scusate scusate scusate, non si chiamano fili….forse sartie e scotte??? Veloce pranzo "very light" questa volta, in porto, al caldo, e semi pennica.
Di nuovo carburante per 47,4 Lit. il Piccolo Grande Suzukino vuole attenzione, e ci ricorda la coccola dell' olio. Il timer ce lo ricorda…. Noi resettiamo e glielo promettiamo piu avanti…. Lui ci casca, e...Dai, che si riparte, in fondo sono appena le tre e qualcosa...il mare è buono e ci permette una buona andatura. Tappa forzata, e alle 19:50 entriamo nel porto di Denia….. Game Over…Ora con molta calma ormeggiamo nel porto di DX arrivando dal mare. Ci troviamo un albergo,
Mangiamo l'agognata PAELLA alla VALENCIANA, e a nanna.

2 /5/2018 - Non molto da dire: dobbiamo con tutta calma prepararci al cambio staffetta: Danilo Redaelli e Franco Bodini ci daranno il cambio per le 14:00 circa. Intanto facciamo colazione, English Breakfast per me e Vegana per Marco… Cambiamo il porto da DX a SX che costa meno (16 contro 23 € al giorno), e aspettiamo...Pranzo insieme e alle 15:00 cambio staffetta… noi ripartiamo alla volta di Barcellona, dove intorno le 19:00 prendiamo la mia auto, lasciamo il noleggio di Danilo R. e proseguiamo verso Milano sempre via Frejus. Alle sette e mezza di mattina del 3 Maggio Mercoledi io e Marco ci separiamo.
Che dire? Ci portiamo negli occhi paesaggi terrestri che non ho idea quando avremmo potuto vedere dal mare, di questa stagione. Poteva andare peggio… avrebbe potuto piovere!!!!
Tutto sommato abbiamo navigato tanto per due giorni, impegnativo ma non estremo.
Italo è stato perfetto allo scopo e pure il Suzuki, come anche le altre attrezzature.
Fabio e Marco ringraziano con orgoglio di essere parte del Club.

Danilo Redaelli - Franco Bodini - 3/4/5/6 Maggio 2018 Denia - Almeria 212,2 miglia

Chiaramente l'avventura è iniziata molto prima di prendere il mare. È iniziata con la preparazione, la programmazione della tappa di propria competenza, la coordinazione con il mio compagno e gli altri equipaggi, in particolare con quelli con i quali ci saremmo dovuti avvicendare. La tappa a me assegnata, tutta in territorio spagnolo, della lunghezza di circa 212 miglia nautiche ha avuto inizio a Denia e termina ad Almeria ed è stata percorsa in tre frazioni e precisamente: Denia - Cartagena (113,80 mn), Cartagena - San Jose (76,3 mn), San Jose - Almeria (22,1 mn). Io ed il mio compagno di avventura Franco Bodini, alla data prefissata del 2/5/2018 ci siamo recati a Denia dove ci siamo incontrati con l'equipaggio della tappa precedente, Marco e Fabio, per il rito del passaggio del testimone che a nostra volta lo avremmo poi affidato ad Almeria all'equipaggio successivo Michele Armiento e Cristopher Piercey. In tutte le frazioni di tappa abbiamo trovato mare prevalentemente buono ad eccezione delle 15 miglia tra capo Palos e Cartagena dove le onde hanno raggiunto il metro e mezzo di altezza mettendo a dura prova la schiena del povero Franco. I diversivi e gli imprevisti non sono mancati. Abbiamo incontrato un branco di delfini e un gruppo di canoisti che pescavano alla traina con le canne fissate ai loro kayak. Il litorale da Denia ad Almeria alterna a coste pianeggianti, ove si sono sviluppati parecchi agglomerati urbani con costruzioni in verticale molto elevate ed esteticamente non inserite nell'ambiente deturpando il paesaggio, coste prive di urbanizzazioni con scogliere di rocce nere di origine vulcaniche incastonate da rocce bianchissime che mettono in risalto una splendida natura selvaggia. La prima frazione di tappa è stata la più lunga perché, giunti alla meta prefissata di Carbonera siamo rimasti alquanto delusi alla vista di un centro minerario squallido e puzzolente. Pertanto, viste anche le buone condizioni del mare, abbiamo deciso di proseguire il viaggio fino alla meta successiva. Mentre navigavamo su questa tratta né io e né Franco ci siamo resi conto che lo SPOT (il tracciatore satellitare di bordo), ha cessato di funzionare creando tra coloro che ci seguivano via internet un po' di preoccupazione. Noi non rispondevamo neppure ai cellulari, in quanto, per proteggerli dagli schizzi del mare, li avevamo infilati delle tasche della cerata e così non li abbiamo sentiti squillare. Ad eccezione di questo fatto il resto è andato tutto per il meglio in perfetto accordo con il mio equipaggio.

Danilo studia le carte... a destra rifornimento in banchina.

All'arrivo di ogni frazione, dopo aver svolto le attività burocratiche con i responsabili del porto e aver rigovernato ITALO, vale a dire smontare gli strumenti di bordo, lavarlo dalla salsedine, controllare e risistemare gli adesivi degli sponsor e ricoprire la console con la sua apposita cappuccia cerata, ci si accingeva alla ricerca di un hotel per passare la notte e da dove poter inviare i rapportini quotidiani dei consumi, miglia percorse e fotografie all'incalzante ed impaziente Dr. Pierpaolo Bellina, Direttore Responsabile della rivista "IL GOMMONE", affinché potesse pubblicare il tutto su Facebook entro la serata. Il dopo cena lo impegnavamo in una salutare passeggiata in centro città e poi a letto, previo scrupoloso consulto delle previsioni meteo ed il programma del giorno successivo. Quando in porto, sia in capitaneria che in hotel o tra i curiosi, raccontavamo che ITALO era partito da Genova per raggiungere Gibilterra e ritornare a Genova, tutti rimanevano increduli e in più di una occasione ci hanno dato pure del "loco", termine che con libera traduzione in italiano vuol dire un "po' tocco nella testa". Ad Almeria mi ha raggiunto Ketty ed insieme, via terra, dopo aver accompagnato e salutato Franco a Malaga da dove ha preso il volo per tornare in Italia, ci siamo recati a Gibilterra per essere testimoni oculari dell'arrivo di ITALO alla meta prefissata ed assistere alla cerimonia del passaggio del testimone tra l'equipaggio Michele Armiento/Cristopher Piercey e l'equipaggio Alessandro Di Lelio/Ambrogio Fumagalli che rientravano verso Genova. Le giornate a Gibilterra sono state piene e ricchissime di eventi. Si dormiva in porto su una splendida barca a vela con arredamenti in mogano, siamo saliti con la funivia sulla rocca da dove, oltre incontrare le famose bertucce padrone incontrastate del luogo, ci siamo incantati ad ammirare il paesaggio delle colonne D'Ercole e l'imboccatura dell'oceano Atlantico che per noi "marinai" è un miraggio e in quel momento ci siamo tutti sentiti solidali con Michele per la sua delusione di non essere riuscito a raggiungere le acque dell'oceano Atlantico per il forte vento. Poi c'è stato l'entusiasmo per preparare un pensiero da lasciare in ricordo al navigatore Allan Priddy tanto disponibile quanto simpatico che ha messo a disposizione la struttura della sua associazione nautica per le interviste con la stampa locale.
Ripensando sul viaggio intrapreso sono certo che il combinato ZarMini 16 ed il motore 40 CV Suzuki si è dimostrato azzeccato. Pur essendo molto spartano ed essenziale lo si può consigliare senza dubbi a neofiti perché è in grado di affrontare senza grosse difficoltà onde di oltre un metro risultando performante su tutte le andature con anche vocazione velocistica, tanto vero, che in un breve tratto dove il mare era veramente una tavola, abbiamo raggiunto la soglia dei 28 nodi ad un regime di 6000 giri del motore. Il tutto, cosa piacevole e non trascurabile, è accompagnato da consumi veramente parsimoniosi e costi di acquisto contenuti. Io ora navigo con un gommone super accessoriato di quasi nove metri con due fuoribordo da 250 cv ciascuno, ma la partecipazione a questa avventura mi ha divertito moltissimo dimostrando che l'ebrezza del navigare prescinde dalla dimensione e dotazioni dell'imbarcazione, perché l'importante è navigare. Anche con piccole imbarcazioni si possono fare percorsi importanti, questa staffetta ne è stata la dimostrazione, basta usare la dovuta prudenza che in mare è sempre necessaria. ITALO per magia mi ha riportato indietro nel tempo (non dico quanti anni perché sono veramente tanti) facendomi ricordare quando, ancora sbarbato, sentendomi un timido conquistatore dei mari, mi cimentavo con mio padre a solcare le acque dell'isola D'Elba e d'intorni. Navigavamo con un Wiking di metri 3,60, uno dei primissimi gommoni, insomma il nonno degli attuali gommoni, sul quale era montato il mitico fuoribordo Mercury di 22 CV, uno di quelli ancora con la calandra bianca di atavica memoria. A quei tempi per me era inimmaginabile poter raggiungere la Capraia e la Corsica. Oggi quelle imprese mi fanno sorridere. È proprio vero il vecchio adagio che recita: ogni cosa a suo tempo. Prima si impara a navigare con il poco e il piccolo e man mano che si acquisisce esperienza si affrontano rotte sempre più lunghe ed impegnative.
Quest'anno ho partecipato alla staffetta Genova Gibilterra Genova, per il prossimo anno non so cosa si farà. Ma intuisco che il nostro Presidente, Virginio Gandini, stia meditando su qualche altra impresa. Vedremo.

Christopher e Franco si scambiano le info sulla gestione GPS e Spot. Al centro Chris, Danilo e Michele. Sullo sfondo Ketty che non è voluta mancare allo scambio del testimone ad Almeria. A destra, il guidone del Club di Almeria, tributo dovuto per l'ospitalità.

Michele Armiento - Christopher Piercey
7/8/9/10 Maggio 2018 Almeria - Gibilterra - Golfo Algeciras 180,5 miglia
Anche questo anno l'inverno è passato velocemente impegnati a fare progetti discussioni ed infine la decisione, la maggioranza ha deciso, sarà Genova Gibilterra Genova la prossima avventura del CDG (io ero fra i sostenitori). Questa volta abbiamo cambiato un pò la formula, per coinvolgere e rendere partecipi più soci possibili, si navigherà in due per ogni staffetta. Pur rimanendo un sostenitore della navigazione in solitaria devo dire che con questa formula ci sono i benefici di dividersi i compiti, responsabilità, e soddisfazioni. Dal momento che mi hanno affidato la tappa Almeria Gibilterra, non è un caso che il mio compagno di navigazione sia Christofher Piercey, un Inglese purosangue che da oltre trentanni vive nel nostro paese. Per uno come me, che fatica anche a parlare correttamente l'Italiano questo e un altro grosso vantaggio. Molto meglio anche la formula dei 4 giorni a disposizione per ogni tappa, ogni equipaggio si smazzola il proprio percorso come meglio crede, l'importante è arrivare a fine tappa nei tempi prestabiliti per consegnarlo ai prossimi equipaggi in arrivo. Ne abbiamo beneficiato nelle prenotazioni per aerei, e alberghi, e stato molto più rilassante rispetto al 2017. Eccoci quindi in piena notte a Malpensa, io Chrys e Ketty, ( Danilo, il marito è in navigazione per Almeria) verso mezzogiorno tutta l'allegra compagnia si riunisce sul pontile di Almeria,tutti a bordo del fidato Italo, chi incolla adesivi, chi serra bulloni, chi con straccetto e detergente cerca di renderlo dignitoso alla vista, infine foto di rito cambio staffetta dopodichè tutti con le gambe sotto al tavolo. Il mattino seguente tocca a noi, ci congediamo da Danilo, Franco e Ketty, loro in giro per l'Andalusia noi finalmente prendiamo il largo, rotta fissa 270 gradi ovest, non vi stò a raccontare dei consumi, velocità e quant'altro l'hanno già fatto molto srupolosamente altri più competenti di me. Il mare niente di che, navigazione tranquilla, di fermarci alla tappa prevista di Motril neanche per sogno, da subito avevamo in testa come minimo Malaga, arriveremo a Benalmadena 8 miglia più in là. La seniora dell'ufficio portuale nel compilare la scheda del natante quando mi ha chiesto la lunghezza dell'imbarcazione ha strabuzzato incredula gli occhi, cinco metros? cinco metros seniora, lo ha ripetuto 3/4 volte, io in Spagnolo, Chrys in Inglese a confermagli i cinque metri del nostro Italo.


Prua su Gibilterra! Il giro di boa! A destra, Michele issa la bandiera di cortesia di Gibilterra.

Il mattino seguente di buon ora siamo sulle banchine del porto, il negozio di nautica apre alle 9, dobbiamo assolutamente comprare la bandiera di Gibilterra. Quando usciamo dal porto già da subito inconsapevolmente ingnoriamo la costa alla nostra destra con gli occhi fissiamo l'orizzonte davanti a noi , seguendo esattamente la rotta che ci indica il nostro Simrad. Dopo un paio di ore dice che mancano 25 miglia, all'orizzonte c'è un pò di foschia ma a tratti compare un ombra scura, la mano inconsciamente pigia sulla leva del gas, aumenta l'andatura, e aumentano anche le pulsazioni cardiache. Non c'è storia è tutto l'inverno che lo osserviamo quel posto, il vento, il mare, leggiamo commenti di chi ci è gia stato, le carte nautiche, le maree, finalmente comincia a comparire, la sua inconfondibile sagoma diventa sempre più grande, cominciamo a scattare foto ci alterniamo alla guida, l'altro scatta foto, non si può spiegare quello che si prova davanti ad un posto cosi mistico, finisce il mediterraneo e comincia l'immenso Oceano, ti incute timore e rispetto, ti passa la voglia di scherzare, diventi più serio e ripeti a tè stesso, (non facciamo cazzate, quì non si può sbagliare). Dopo aver passato una bell'oretta sotto questa imponente falesia a picco sul mare a scattare foto facciamo il cambio bandiera e cominciamo a dirigerci verso Europe Point, il vento man mano che superiamo la rocca aumenta sempre più, il mare sempre più grosso con onde che superavano tranquillamente i tre metri ci fanno avanzare lentamente in dislocamento onda dopo onda, su con il naso al cielo, dopo giu nel cavo, il tutto e durato una quindicina di minuti mentre avevamo la prora che guardava in faccia l'oceano,superato Europe Point gli abbiamo girato le spalle per entrare nel golfo di Algeciras e la situzione e migliorata molto ,il moto ondoso ci spingeva nel golfo. Fiiiiuuuuuu, c'è l'abbiamo fatta, un bel sospirone, tanta soddisfazione il tutto in un paio di ore,che vanno dalla vista di questo posto incredibile fino al suo ingresso in porto. l'oceano ha fatto subito capire chi comanda da queste parti. per il resto posso tranquillamente dire che fra il golfo del Leone e il mare di Alboran, in questa stagione ci è andata di lusso, parlo per impressioni personali, ma anche per gli altri colleghi di navigazione, dal momento che tutti hanno rispettato i tempi prestabiliti, non credo si sia molto da lamentarsi. Ce la siamo cavata benino, ma un pò fortunati anche, perche non ammetterlo. Intanto Chrys è in contatto con il nostro grande amico Alan che passo passo ci guida verso il nostro ormeggio, proprio davanti al nuovo ufficio portuale. Lui sornione è seduto su una grossa barca dove poteva osservare fino da lontano il nostro ingresso in porto, ha un bicchiere in mano, ci saluta con un gesto della mano, vedendoci bagnati come due pulcini dice qualcosa in inglese, io riesco a capire solo Europe Point, tira su le spalle e allarga le braccia. Non c'è bisogno di farmelo tradurre, credo volesse dire ( se passi da Europe Point è normale bagnarsi). Non mi voglio dilungare molto su questo incredibile personaggio, lascio che sia Christhofer a parlarne meglio di lui, sono connazionali parlano la stessa lingua, ma comunque gli saremo sempre grati per l'accoglienza e il contributo che ha dato alla nostra impresa ci hanno accolti tutti benissimo, ci fanno i complimenti per quello che abbiamo fatto, da veri gentlemen, non ci hanno chiesto documenti o parcelle per l'ormeggio, grazie ancora all'amico Alan, ricambieremo quando anche lui in autunno si cimenterà in un nuovo record, il giro del mondo con 10/11 giorni in meno sul record attuale. Il terzo giorno nel primo pomeriggio arriveranno Danilo, Ketty, Alessandro e Ambrogio, noi nel frattempo al mattino saliamo a bordo e usciamo dal porto nel tentativo di raggiungere Tarifa e dare uno sguardo più approfondito all'oceano, il tempo è peggiorato, c'è più vento del giorno precedente, Alan ha una webcam sul tetto di casa sua, dice che fuori dal golfo di Algeciras è tutto una schiuma bianca, se volete tentare avvicinatevi il più possibile alla costa Spagnola e piano piano tentate di raggiungere il capo. Non siamo riusciti nemmeno ad arrivare sulla sponda opposta del golfo, il vento aumentava sempre più, la costa e bassa e non offre nessun riparo dal vento che proviene dall'Atlantico , anche in dislocamento ogni frangente ci inondava lo scafo, la lenta andatura non permetteva di scaricare l'acqua velocemente e ad ogni frangente aumentava sempre più. Chrys mi da un'occhiata e mi fa capire che non è possibile proseguire in queste condizioni, in effetti aveva ragione, a malincuore e alquanto dispiaciuto per non avere completato quello che da tempo avevo nella mente ( cabo Trafalgar) inverto la rotta e ritorniamo indietro con tanta delusione addosso. Nel pomeriggio ci raggiungono gli altri equipaggi ci fanno i complimenti, ma non riusciamo a gioirne appieno, l'unica cosa bella è quella di stare in questo posto fuori dal comune tre equipaggi, il numero 4,5,6 tutti insieme e con l'amico Alan facciamo una bella tavolata tutti insieme. Ho molto apprezzato la presenza di Danilo e Ketty, sono venuti qui apposta per salutarci e stare insieme a noi e vedere anche loro il punto estremo del mediterraneo, io al loro posto avrei fatto la stessa cosa, nel pomeriggio visita alla rocca, facciamo timbrare il gagliardetto del CDG all'ufficio postale, facciamo il cambio staffetta davanti al monumento delle colonne d'Ercole prepariamo la cornice con la nostra bandierina da consegnare agli addetti dell'ufficio portuale per l'incontro organizzato dall'amico Alan per noi con la presenza della stampa e fotografo locale.Una bella e calorosa accoglienza riservata a noi che ci ha fatto gonfiare il petto di orgoglio. Il quarto giorno ce lo siamo tenuto libero per un cruccio mio e di Alessandro, quello di visitare una villa dove nel secondo conflitto mondiale c'era una base della Decima Mas con al comando il nostro grande Comandante Agostino Straulino e i suoi incursori. il giorno seguente liberiamo gli ormeggi di Italo e salutiamo i nostri amici che incominciano la prima tappa di rientro, ultimo pranzetto frugale offertoci dal nostro amico Alan e siamo pronti per il rientro a casa. nonostante mancano alcune cose, credo di essermi dilungato lo stesso. un Grande ringraziamento al CdG e a tutti quelli che con il loro contributo hanno permesso che questo grande sogno nel cassetto diventasse realtà. Orgoglioso di averne fatto parte. Michele Armiento.

Mike, con il nostro guidone timbrato dalla "Royal Mail". Foto di gruppo per lo scambio del testimone davanti al monumento che simboleggia le Colonne d'Ercole e divide il Vecchio dal Nuovo Mondo.
A destra, consegna del nostro guidone ai responsabili dell'Ocean Village Marina che ci hanno ospitati.

Il Gibraltar Chronicle dedica un articolo ai nostri eroi ( a fine avventura ne conteremo decine di articoli dedicati all'evento). A destra, con Chris e Mike, l'amico Alan Priddy recordman e campione motonauta che ha contribuito moltissimo al nostro soggiorno sotto alla Rocca.

Alessandro Di Lelio - Ambrogio Fumagalli
10/11/12/13 Maggio 2018 Gibilterra - Almeria 168,4 miglia
Avevamo seguito fino ad allora la Genova Gibilterra Genova, la nostra Genova Gibilterra Genova, con passione, interesse ed anche un certo orgoglio; sotto sotto quello che pensavamo era: noi siamo quelli che stanno andando a Gibilterra con un guscio di alluminio e pvc e che poi lo riporteremo pure indietro, e così quasi senza accorgercene ad un certo punto abbiamo capito che toccava a noi. Ci toccava di iniziare il viaggio di rientro dopo che i nostri predecessori Michele e Christopher avevano raggiunto la meta che, come da tradizione, era naturalmente agognata. Tutto era andato bene fino a quel momento e per l'occasione della nostra tratta, Ambrogio e io ci eravamo regalati un giorno aggiuntivo, un po' come forma di sicurezza contro gli incerti di un viaggio a geometria variabile che prevedeva aereo fino a Malaga, poi pullman e taxi e un po' perché partire da Gibilterra senza averla visitata era veramente impensabile e così alle 0330 di mattina ci siamo messi in pista. Gli auspici del nostro viaggio sono stati subito buoni perché al posto del pullman, all'aeroporto di Malaga, ci siamo trovati Danilo che con la fida Ketty e Bodi, dopo aver fatto il loro tratto, si erano concessi qualche giorno di vacanza e così il viaggio a Gibilterra lo abbiamo fatto su una comoda Mercedes, in buona compagnia dopo esserci congedati da Bodi che rientrava appunto da Malaga. Quanto alla prenotazione del bus Malaga Algesiras abbiamo perso volentieri quei soldi. La livrea di Gibilterra e molto più inglese che Mediterranea e abbiamo subito avuto il nostro approccio con chi ci aveva preceduto Michele e Christopher e con il nostro albergo, un vecchio cabinato a motore di una quindicina di metri adibito ad alloggio con alcune stanze spartane ma comode quanto basta per chi è abituato alle cose di mare. Bagno qualche decina di metri più in la, ma il fascino era assicurato, quindi bene così. Facciamo subito conoscenza anche con Alan Priddy, multi recordman nautico, promotore e skipper del progetto team Britannia che tenterà di battere il record di circumnavigazione del mondo nei prossimi mesi e che si è cortesemente prestato a darci una gran buona mano durante il nostro soggiorno alle colonne d'Ercole. Assaggiamo così la cordiale accoglienza all'Ocean Village Marina. Dato che siamo arrivati presto, quale migliore occasione di andare a fare un bel giro per Gibilterra con i nostri amici del club. Essendo previsto per il giorno dopo, sempre grazie a Alan, un incontro con i giornalisti del Gibraltar Chronicle per riportare sul giornale locale l'evento del nostro arrivo, si acquista una cornice vetrata dove si decide di fissare una nostra bandiera di club da offrire per l'occasione ai rappresentanti del marina che tanta gentilezza hanno mostrato nei nostri confronti. Nella visita alla rocca da cui si gode un paesaggio mozzafiato, fra macachi (le uniche scimmie in Europa) e turisti, avviene che a causa del forte vento il vetro della cornice va in frantumi. Niente paura la mattina dopo rimediamo al problema con un rapido acquisto di un'altra cornice prima della cerimonia di consegna. La cerimonia è semplice, ma toccante e così un pezzo del nostro club rimarrà ai confini del mondo antico o almeno così ci piace pensare. Il pomeriggio è dedicato ad un salto in Spagna per una visita a Villa Carmela sede segreta, durante l'ultima Guerra mondiale, dei nostri incursori di marina. Ora, perfettamente restaurata, accoglie una struttura per servizi sociali, ma la vista della finestra da cui si sceglievano le navi da colpire fa venire ancora la pelle d'oca come il percorso seguito dagli stessi lungo il Rio Cachon, sotto il ponte romano, per raggiungere il Golfo di Gibilterra.
Manca ancora un atto prima che noi, la coppia entrante, iniziamo il rientro di Italo in patria ed è lo scambio del testimone e siccome il luogo si presta ad una visione epica dell'evento, decidiamo di scegliere il più epico dei siti di Gibilterra e cioè il monumento alle colonne d'Ercole presso il Jew's Gate, proprio sotto la Rocca. L'indomani è il giorno della partenza, non prima però di aver fatto colazione in un Bar della Grand Casemates Square, aver comprato più copie del Gibraltar Chronicle con il nostro articolo già pronto, aver salutato gli amici ed essere a nostra volta salutati da una bella e gentilissima rappresentanza dell'Ocean Village Marina che ci aveva ospitati. Da quel momento Italo, Ambrogio e me avremmo cominciato il viaggio di rientro che devo dire almeno nel primo giorno è stato di tutta tranquillità, tanto che prospettandosi un tempo poco amichevole per i giorni a venire abbiamo cercato di forzare la mano portandoci avanti, per così dire, con il lavoro facendoci un tappone da 138 miglia tutto sommato abbastanza tranquillamente.

Foto ricordo all'Europa Point. Alessandro e Ambrogio lasciano la rocca di Gibilterra.

Arriviamo così , in zona cesarini ad Adra nel locale Club nautico. Riusciamo a farci accettare quasi in chiusura dell'ufficio e falliamo qualcuno dei doveri che abbiamo con Bellina, del resto noi a camminare e masticare la gomma contemporaneamente non ce la facciamo.
Prendiamo l'unico Hostal (una specie di Hotel con poche stelle, ma pulito e dotato di tutto quello che serve) e ce ne andiamo a dormire. Adra è una città con poche attrattive e anche se ci siamo impegnati a girarla per lungo e per largo il fatto che il giorno dopo arriva la annunciata burrasca ci impone un fermo piuttosto noioso e così l'indomani anche se il mare non era proprio piatto decidiamo di andarcene. Poche miglia da fare, solo 31, ma ci abbiamo messo più di 3 ore; tutto sommato è stato divertente anche per le buone doti di incassatore di Italo e perché un po' di mare mosso (1,5, 2 mt massimo) rallegra il marinaio che ama il mare. Un sole estivo ed una diffusa aria da vacanza ci accoglie al bellissimo porto di Almeria dove portiamo Italo a finire la sua avventura con noi prima di iniziare la sua prossima con altro equipaggio che, unico fra tutti, sarà anche in quota rosa.

Alex e Ambrogio in navigazione con la Go Pro. A destra scambio del testimone a Almeria con Carla e Eugenio.

 

Carla Gnemmi Eugenio Severgnini - 13/5/2018
Partenza da Milano Linate ore 12,00 arrivo ad Almeria previsto per le 18,00.
Preso un taxi per la città Alessandro ed Ambrogio ci ricevono ed insieme ci concediamo una cena tipica spagnola.
14/5/2018 Almeria - Cartagena 97,3 miglia
Attorno alle 09,45 passaggio del testimone e partenza, con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia per preannunciato maltempo in arrivo, direzione Cartagena.
Navigazione tranquilla, sole, mare forza olio e vento assente ci permettono di goderci il panorama delle scogliere di roccia lavica della costa meridionale spagnola.
Approdiamo alle 17,15, avendo percorso 97,3Mn, rabbocchiamo di carburante circa 39 litri e ci avviamo all' ormeggio. Sistemato il gommone ci concediamo il meritato relax cenando a base di paella al ristorante del nostro albergo.

15/5/2018 Cartagena - Alicante 62,1 miglia
Salpiamo da Cartagena alle 09,15 destinazione Alicante, mare discreto e leggero vento.
A tre quarti di percorso, al traverso di Cabo de Palos, mare di prua con onda di 100-150 cm. ci rendono l'ultima parte di navigazione un po più ruvida ma meno monotona.
Entriamo in porto ad Alicante alle 13,45 dopo circa 4 ore di navigazione per 62,1 Mn, al distributore rabbocchiamo il pieno per 37,42l.
Purtroppo abbiamo una panne con il nostro tracciatore e, da casa, si fanno congetture ed illazioni, solite chiacchere da taverna… Alloggiamo in un orribile hostal, che non consiglieremmo a nessuno, ma in fondo è solo per una notte, quindi ci facciamo consolare dalla paella quotidiana.

Appena a bordo eccoli impegnati nelle pulizie generali: bravissimi Carla e Eugenio collaudano gli ottimi prodotti Ma Fra.

16/5/2018 Alicante - Denia 52,4 miglia
Ore 08,00 Lasciamo Alicante per l' ultima tratta della frazione.
Le condizioni del mare sono ottime, un po di onda lunga e vento assente, cielo sereno a volte con nuvole a strie spettacolari, sembrano la coda di una cometa, temperatura odierna piuttosto fredda.
La costa scorre alla nostra sinistra offrendoci paesaggi contrastanti, dalle scogliere laviche all'urbanizzazione piu selvaggia, con agglomerati arrampicati o incastonati sugli scogli a picco. Impressionante lo skyline di Benidorm che in lontananza appare una grigia città postatomica.
Arriviamo a Denia attorno alle 11,15, avendo percorso 52,4Mn e, per l' ultima volta, facciamo rifornimento con 34l. di carburante. Terminiamo la nostra frazione con due giorni d'anticipo, il maltempo non si è fatto vedere!

Cabo San Antonio al traverso. Uge in navigazione.

17-18 /5/2018 - In attesa degli ottavi frazionisti ci godiamo la cittadina e la sua gastronomia e ci dedichiamo alla manutenzione degli adesivi e alla pulizia del nostro "Mini". L'impiegata al marina di Denia si ricordava il passaggio di Italo all'andata e ci ha chiesto l' ashtag del raid "porque le gusta…"
Intorno alle 20,00 arrivano Alberto e Mario, coi quali facciamo subito il passaggio del testimone perche l'indomani, all'alba, abbiamo l'aereo per il ritorno a casa. A malincuore dobbiamo passare la mano, ma la simpatia dei nuovi piloti ci rende meno spiacevole la fine dell'avventura. Salutiamo il nostro Italo, ci rivedremo presto a Genova, a casa, come gli avevo promesso.

Alberto Bagagli - Mario Giuliani

Ed eccoci qua, è il nostro turno come ottavo equipaggio della "Genova-Gibilterra-Genova", io e il Marietto partiamo finalmente per la volta di Denia, in Aereo fino a Valencia, per poi concludere l'ultima fase del viaggio in Bus che si rivela comodo ed efficiente e che ci porta fino quasi al nostro hotel alle prime ombre della sera. L'avvicendamento della staffetta avviene la sera stessa al porto, dove davanti ad un ottima Paiella e un calice di bianco Eugenio e Carla ci danno il cambio dopo un breve breefing su Italo. Non vediamo l'ora di saltare a bordo e dunque, dopo qualche aneddoto della loro breve avventura decidiamo volgere verso il nostro meritato riposo, domani ci aspetta la nostra prima tappa.

19/5/2018 Denia - Formentera - Ibiza Porto 102,3 miglia
La mattina ci accoglie con un tempo buono anche se frizzantino, un vento di nord Ovest di circa 8 nodi ma l'eccitazione prende il sopravvento e partiamo di buona lena, destinazione Ibiza. Si, perché fare il sotto costa non era nelle nostre corde, e dunque abbiamo deciso, in accordo con l'organizzazione, di effettuare una "deviazione sul tema" e regalarci una traversata di circa 50 miglia e toccare alcune delle Isole Baleari, meta di turisti e vacanzieri scatenati. Partiamo verso le 9.00. le onde di circa 30/50 cm non fermano l'ottima carena dello ZAR MINI ed il motore Suzuki 40, già testato l'anno scorso, è una certezza di affidabilità. In meno di 3 ore ad un'andatura media di 16/17 nodi raggiungiamo l'Isola di Ibiza dove ci ridossiamo tentando anche una velleitaria pesca alla traina che però non da i risultati sperati. Il mare è una tavola ed il vento si è calmato e dunque decidiamo, visto l'orario di circumnavigare la fantastica Formentera, con le sue coste frastagliate con falesie e grotte nella parte ovest ed i sabbioni con basso fondale ed acqua caraibica ad Est. Rientriamo al porto di Ibiza verso le 18 che ci accoglie impressionantemente frenetico nonostante la bassa stagione. La solidarietà Italiana, unita all'intraprendenza di alcuni noleggiatori di gommoni napoletani, riesce a farci trovare un posticino presso una marina privata di Ibiza a circa € 10,00…l'abbiamo scampata !!

A sinistra Alberto, al centro Mario che controlla il livello dell'olio. A destra, Ibiza in vista.

20/5/2018 Ibiza Porto - Denia 94,9 miglia
Dopo una serata sobria nonostante i locali traboccanti di personaggi coloriti e già "alticci", riprendiamo la nostra navigazione puntando verso Est con un vento di prua di circa 15 nodi che alza qualche onda fastidiosa, ma che carena e motore fendono dolcemente per circa 10 miglia. Troviamo la costa dell'Isola abbastanza edificata, ma non mancano angoli appartati dove potersi ritagliare alcuni momenti di relax. Decidiamo di ritagliarci qualche momento a terra e di pranzare al porticciolo di Sant Antoni, che ci accoglie nella sua quiete dell'ora della siesta. Visto che il mare invoglia, decidiamo di anticipare leggermente i tempi e decidiamo di comune accordo di rientrare sul continente, anche perché le condizioni meteo sono favorevoli e per il giorno dopo il mare lo danno più mosso. Mentre decido di farmi cullare dalle onde e tentare una timida abbronzature, sento che il Marietto da fuoco alla miccia e porta in planata il mezzo sui 25 nodi a oltre 5400 giri: Il motore deve cantare, mi dice, gli fa bene !! Io abbozzo un sorriso di compiacimento e in circa 2 ½ rieccoci a Denia dove recuperiamo il Tablet di Eugenio dimenticato in Hotel ( mannaggia ). La marina è chiusa, ma ci accordano un posticino defilato quasi di fronte ad un ristorantino adocchiato già dal giorno prima, sembra una coincidenza, ma noi per non sfidare la sorte decidiamo di approfittarne per qualche piattino invitante a base di pesce freschissimo e ottima Cerveza.

Dallo Spot: Rotta su Ibiza e a destra rotta da Ibiza a Denia.

21/5/2018 Denia - Valencia 46,6 miglia
La nostra ultima tappa è breve, Denia-Valencia, una cinquantina di miglia, che però ci danno del filo da torcere nelle ultime 10 miglia a causa di un vento teso ed un onda di prua di oltre un metro. In effetti la mattina presto , uscendo dal porto di Denia con una certa malinconia per la consapevolezza che anche la nostra "mission" sarebbe presto volta al termine, le aspettative erano diverse, anche se "Windfinder" non lasciava presagire nulla di bello. Ci godiamo le prima 40 miglia bordesando la costa Spagnola e ritentando una nuova battuta di pesca come due giorni prima , anche se il risultato finale resta lo stesso, e lasciandoci coccolare da un mare piatto ed una costa con degli spiaggioni bianchi che ci inviterebbero ad una sosta per un bagnetto. Entriamo in tarda mattinata nell'attrezzatissimo porto di Valencia, attraccando in Marina ad un prezzo esiguo, e ci godiamo parte della città con la sua promenade e le sue spiagge attrezzate per ogni tipo di sport. Pulita, viva, giovane e frizzante, Valencia ci coinvolge positivamente, facendoci trascorrere una piacevole serata.

Marina di Denia. Ormeggio del gommone a Valencia. A destra passaggio del testimone in areoporto ...

22/5/2018
La mattina successiva, all'aeroporto, incontriamo Angelo e Giuseppe per l'avvicendamento…c'è chi arriva e c'è chi parte, come in tutta la nostra esistenza, ma il nostro addio sembra più un benaugurante proseguimento per altri, con i nostri migliori auguri anche per la loro avventura…la nostra la porteremo nel cuore per moltissimo tempo!

Angelo Tadolti - Giuseppe Cervo ( da Il Gommone)
24/5/2018 Valencia - Sant Carles de la Rapita 84,4 miglia
"Italo" è partito questa mattina dal porto di Valencia al comando di Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo, il nuovo equipaggio che ha preso il timone per la prima tappa della nona staffetta del "Genova-Gibilterra-Genova". L'ottava staffetta si era, invece, conclusa lunedì scorso dopo 243,8 miglia percorse e 150,2 litri "bruciati" (1,62 miglia/litro). Per gli amanti delle statistiche ricordiamo che dal giorno della partenza dalla Darsena del Salone Nautico di Genova (il 21 aprile) fino a Valencia, lo ZarMini Rib 16 (5,00 x 2,24 metri f.t.), spinto dal Suzuki DF40A 4T, ha percorso 1.731 miglia e consumato 974,8 litri, pari a una percorrenza media di 1,77 miglia/litro. Ma torniamo alla cronaca del raid "Genova-Gibilterra-Genova", ideato e organizzato dal Club del Gommone. L'altro ieri si è svolta l'ormai tradizionale cerimonia del passaggio del testimone dalle mani di Mario Giuliani e Alberto Bagagli al nuovo equipaggio. Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo hanno lasciato Valencia attorno alle 8.00 incontrando condimeteo discrete. Meta della giornata è stata Sant Carles de la Ràpita, comune della comunità autonoma della Catalogna, dopo una sosta per uno spuntino a Peniscola. Nessun inconveniente tecnico per il gommone e il motore. All'arrivo presso il Club Nautico della piccola cittadina catalana i due raider del Club del Gommone hanno immediatamente provveduto a fare rifornimento, imbarcando 57 litri di benzina. Davvero ragionevole il costo per l'ormeggio: 5,22 euro! La tappa di oggi - da Valencia a Sant Carles de la Ràpita - si è complessivamente sviluppata su 84,4 miglia percorse a una velocità media di 17,3 nodi in poco meno di sei ore. Domani è prevista la seconda tappa di questa nona staffetta: l'obiettivo della giornata dovrebbe essere Cambrils.

A sinistra, Giuseppe Cervo impegnato ai comandi. A destra, Angelo Tadolti al rifornimento.

25/5/2018 Sant Carles de la Rapita - L'Ametlla de Mar 36,5
Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo hanno lasciato questa mattina, attorno alle 8.30, il Club Nautico di Sant Carles de la Ràpita alla volta di L'Ametlla de Mar per la seconda tappa della staffetta "numero nove" del raid "Genova-Gibilterra-Genova". Lo ZarMini Rib 16, spinto dal Suzuki DF40A 4T, ha percorso 36,5 miglia fino a L'Ametlla de Mar; una tappa più breve del solito dettata da motivi di prudenza. Il chartplotter Simrad GO7 XSR installato a bordo di "Italo" ha registrato una velocità media molto bassa, solamente 9,7 nodi e poco più di 4 ore di navigazione. La cautela si è quanto mai resa necessaria dato che lungo l'intero percorso Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo hanno incontrato mare mosso e vento contro a più di 20 nodi. A complicare la tappa odierna ci si è messo pure il bassissimo fondale in prossimità della foce del fiume Ebro (il più grande della Spagna), che ha reso ancor più pericolosa la navigazione. In compenso gommone e motore fuoribordo hanno continuato a macinare miglia dopo miglia senza dare alcun segno di affaticamento, nonostante abbiano già alle spalle 1.767 miglia a cui vanno aggiunte, per completezza d'informazione, quelle dell'anno scorso nel "Giro d'Italia" (1.767). Domani il crono-programma prevede la terza tappa con destinazione finale, probabilmente, Barcellona.

Angelo "accarezza" il porto di Ametlla. Mare mosso con raffiche di vento intorno ai 27 nodi di prua e bassi fondali hanno reso la tappa da St. Carles de la Rapita a Ametlla de Mar alquanto impegnativa.

26/5/2018 L'Ametlla de Mar - Castelldefels 60,7 miglia
Tappa complicata, anzi complicatissima per i due piloti del Club del Gommone impegnati nel raid "Genova-Gibilterra-Genova". La giornata è iniziata attorno alle 8.20 quando Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo hanno lasciato i pontili del porto di L'Ametlla de Mar verso Barcellona. Sin dalle prime miglia le condizioni del mare hanno reso quanto mai complicata la navigazione, tenuto anche conto delle dimensioni dello ZarMini Rib 16, che come molti ricorderanno è lungo solo cinque metri ed è spinto da un fuoribordo Suzuki da 40 cavalli. Onde di due/tre metri (forse anche di più!) e vento teso hanno, in pratica, accompagnato i due esperti del Club del Gommone per oltre due ore, fino al porto di Cambrils per effettuare un rabbocco del carburante (44 litri). Nella speranza che le condizioni meteo migliorassero, i due piloti hanno deciso di proseguire subito la tappa, per cercare di avvicinarsi il più possibile alla meta finale della giornata, che inizialmente era stata ipotizzata in Barcellona. In seguito è stata effettuata un'altra breve sosta a Torredembarra per "mettere qualcosa sotto i denti" e per dare un po' di tregua a gambe e schiena, duramente provati da diverse ore di navigazione "dura" accompagnata da vento forte, anzi fortissimo. Nonostante le poco invitanti condimeteo Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo, con un po' di "mestiere" e tanto sangue freddo, hanno deciso di proseguire ancora, sempre nell'intento di portarsi il più possibile vicino al Port Olímpic di Barcellona, dove tra l'altro è prevista la prossima staffetta. Poco prima delle 17.00, stremati da quasi otto ore di navigazione battente e 60,7 miglia percorse a una velocità media ovviamente molto bassa (8,9 nodi), hanno fatto finalmente il loro ingresso nell'accogliente Marina di "Port Ginestra" a Castelldefels, meta che "Italo" aveva già toccato durante il viaggio di andata. Domani, per completare la nona staffetta e arrivare al Port Olímpic di Barcellona, basteranno, a questo punto, solamente una quindicina di miglia. Dal 21 aprile, giorno di inizio del raid "Genova-Gibilterra-Genova", quella di oggi è stata sicuramente la tappa più difficile per il gommone, il fuoribordo e, soprattutto per i piloti.

Angelo e Giuseppe pronti per l'ultima tappa. A destra passaggio del testimone a Barcellona.

27/5/2018 Castelldefells - Barcellona 17,9 miglia
Dopo la "burrascosa" tappa di ieri da L'Ametlla de Mar a Castelldefels "Port Ginestra" durante la quale Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo hanno trovato un meteo e un mare davvero poco clementi, oggi la navigazione è ripresa quasi regolarmente; le condizioni non erano delle migliori ma - a detta dei due piloti del Club del Gommone - è stata quasi una passeggiata se paragonato con ciò che hanno incontrato ieri lungo il percorso (60,7 miglia, gran parte della quali effettuate in dislocamento!), oltre ad essersi completamente infradiciati. D'altra parte la tappa di oggi, l'ultima della nona staffetta del raid "Genova-Gibilterra-Genova, è stata molto corta: solamente 17,9 miglia percorse a una velocità media di 12,3 nodi in un'ora e tentasette minuti. La meta finale è stata il già preannunciato Port Olímpic di Barcellona. L'arrivo è avvenuto poco dopo le 10.30. All'arrivo i due piloti hanno provveduto ad effettuare un rabbocco del carburante (46 litri). E ad attenderli in porto c'era già il nuovo equipaggio, composto da Pino Cella e Ottavio Comotti (due new-entry a bordo di "Italo"), arrivati in mattinata in aereo da Milano. Prima di pranzo si è tenuta l'ormai tradizionale cermonia del passaggio della staffetta: Angelo Tadolti e Giuseppe Cervo, autori delle tappe forse più difficili dell'intero raid organizzato dal Club del Gommone, hanno affidato il testimone a Pino Cella e Ottavio Comotti, che da domani inizieranno la loro avventura al timone dello ZarMini Rib 16 spinto dal Suzuki DF40A 4T. Spetterà a loro portare il gommone prima lungo la costa Brava e poi verso la Francia.

Ottavio Comotti - Pino Cella - 27/05/2018
Io e Pino partiamo da Milano Malpensa alle 06.30 e arriviamo a Barcellona alle 08.00; dopo essere passati in hotel, raggiungiamo il porto Olimpico dove verso le ore 11.00 arrivano Angelo e Giuseppe che, dopo aver disbrigato le pratiche burocratiche in capitaneria e fatto benzina ci consegnano ITALO; passaggio del testimone e poi ci tuffiamo nella movida di questa bella città spagnola: Ramblas, Sagrada Familia, Paella e tapas ci occupano fino a tarda sera.

28/05/2018 - Barcellona-Canet en Roussillon 118,3 miglia
Partenza alle ore 07.00 : il cielo plumbeo non promette niente di buono, infatti il mare mosso mette a dura prova sia l'equipaggio che lo ZAR MINI RIB 16; per fortuna il SUZUKI DF40 AT spinge sempre con convinzione e dopo 25 miglia percorse alla media di 12 nodi, ci fermiamo a Llafranc (Costa Brava) per far benzina e rifiatare. Breve pausa e poi via verso la meta prestabilita: Canet en Roussilon, in terra Francese, dove arriviamo verso le 16.00 dopo aver percorso 118 miglia in 9 ore di navigazione.

29/05/2018 - Canet en Roussillon-Port de Bouc Rodano 115,9 miglia
La mattina ci sveglia un bel sole: mare calmo, onda lunga, si parte alle ore 09.00; dopo circa un'ora di navigazione cambia il moto ondoso, le condizioni meteo peggiorano rapidamente e dobbiamo riparare a Cap D'Agde dove facciamo benzina e un breve briefing per valutare la situazione. Decidiamo di proseguire verso Palvas-les-Flots, 24 miglia piu' a nord. Il mare è sempre piu' mosso e navighiamo lungo la costa. L'improvviso miglioramento delle condizioni ci convince a tentare l'attraversamento del Golfo del Leone, siamo abbastanza a Nord per provarci; detto fatto anche se con qualche difficoltà approdiamo a Port de Bouc Rodano, non molto lontano da Marsiglia. Sono le 18.00 e anche oggi 9 ore di navigazione e 115 miglia di navigazione...due giornate molto faticose e intense. Grazie anche al Chart Plotter Simard G07XSR e al suo ecoscandaglio abbiamo superato con successo le secche alla foce del Rodano e ci ha indicato con precisione la rotta per Port de Bouc.

Piove! Ormeggio a Marsiglia. Al centro Pino e a sinistra Ottavio. Purtroppo il tempo si è guastato...

30/05/2018 - Port de Bouc Rodano-Hyeres 85,4 miglia
La mattina succesisva una leggera pioggerella ci accompagna al porto dove facciamo benzina; sono circa le 08.30 e partiamo per Marsiglia, tappa intermedia prima di approdare nel tardo pomeriggio a Hyeres, dove ci aspetta l'equipaggio che ci darà il cambio, l'unidicesimo ed ultimo, composto da Franco e Doriano. Le 25 miglia che ci separano da Marsiglia le percorriamo in un'ora e mezza, con mare calmo e una pioggia intermittente. Dopo aver circumnavigato gli isolotti dell'arcipelago di Riuo, molto belli, ci fermiamo nel porto vecchio di Marsiglia per un pranzo frugale!!
Io e Pino ce lo meritiamo e verso le 14.00 ripartiamo per Hyeres, che dista 50 miglia. A metà percorso il mare si agita e rende la navigazione poco confortevole, comunque per le ore 16.30 entriamo nel porto di Hyeres dove facciamo benzina e passiamo il testimone allo storico equipaggio del Club del Gommone Franco e Doriano.

Il percorso effettuato da Ottavio e Pino il 29 maggio: Canet en Rossuillion a Port de Bouc Rodano 115 miglia

Doriano Grigoletto e Franco De Gradi - 31/5/2018 ( da Il Gommone) Hyeres - Sanremo 92,4 miglia

Il nuovo equipaggio che ieri pomeriggio ha ricevuto il testimone da Pino Cella e Ottavio Comotti - sono salpati questa mattina attorno alle 8.30 da Hyeres alla volta di Sanremo, per la prima tappa dell'undicesima staffetta del raid "Genova-Gibilterra-Genova". Cielo parzialmente nuvoloso e mare poco mosso (onde al giardinetto di non più di un metro) hanno accompagnato i due piloti del Club del Gommone verso Sanremo. Lo ZarMini Rib 16 non ha effettuato alcuna sosta intermedia costeggiando alcune delle più famose località della Costa Azzurra. Alle 14.15 "Italo" è ufficialmente entrato nelle acque territoriali italiane e, poco dopo le 15.00, è avvenuto l'ingresso nell'approdo turistico di Portosole a Sanremo sotto un cielo zeppo di nuvoloni. All'arrivo i due piloti hanno provveduto a rifornire di carburante il serbatoio dello ZarMini (68 litri, che nel computo della tappa vanno sommati ai 62 imbarcati ieri sera dal precedente equipaggio). In totale oggi lo ZarMini Rib 16, spinto dal Suzuki DF40A, ha percorso 92,4 miglia a una velocità media di 16,1 nodi. Gli imprevisti della giornata sono stati il cedimento del meccanismo che regola il ribaltamento dello schienale del divano di poppa e l'accensione della spia dell'olio del Suzuki, che ricorda la necessità di effettuare il tagliando. Se al primo problema non c'è rimedio, per il secondo è stato sufficiente "resettare" la centralina secondo un'apposita procedura prevista dal costruttore. Domani è prevista dal crono-programma una tappa piuttosto breve (fino a Savona, distante circa 50 miglia), in attesa della volata finale a Genova programmata per sabato pomeriggio. Prima di approdare nella Città della Lanterna, ci sarà però una sosta al Marina di Varazze attorno a mezzogiorno, dove è previsto un party di benvenuto organizzato dalla Mokimba Hotels (uno degli sponsor del raid "Genova-Gibilterra-Genova") con molti soci del Club.

1/6/2018 Sanremo - Savona 46,9 miglia
E' stata quasi una "passeggiata" la seconda tappa del raid "Genova-Gibilterra-Genova", da Sanremo a Savona: solamente 46,9 miglia coperte in 4 ore e 29 minuti. Lo ZarMini Rib 16 era al comando di Doriano Grigoletto e Franco De Gradi, che ieri avevano ricevuto il testimone a Hyeres (Francia) per dare avvio all'undicesima e ultima staffetta di questa nuova, straordinaria avventura organizzata dal Club del Gommone. Durante il percorso i due veterani del sodalizio milanese hanno incontrato mare calmo e tanto sole. Domani è prevista l'ultima tappa, da Savona a Varazze e poi a Genova. Al Marina di Varazze è stato organizzato un grande rinfresco per festeggiare il successo del raid "Genova-Gibilterra-Genova", che bissa il trionfo del 2017 con il "Giro d'Italia" sempre impiegando lo ZarMini Rib 16 spinto dal Suzuki DF40A 4T. Nel pomeriggio "Italo" completerà l'impresa giungendo a Genova.

Hyeres, Pino passa le consegne a Doriano. A destra Doriano.

2/6/2018 Savona - Varazze - Genova 24,1 miglia
"Missione compiuta"! Nel primo pomeriggio "Italo" è approdato presso la Darsena del Salone Nautico di Genova al comando di Doriano Grigoletto e Franco De Gradi. Il raid "Genova-Gibilterra-Genova" si è, dunque, ufficialmente concluso nel migliore dei modi. Questa mattina l'equipaggio del Club del Gommone era partito da Savona alla volta di Varazze, dove verso mezzogiorno c'era ad attendere lo ZarMini Rib 16, spinto dal Suzuki DF40A 4T, un folto gruppo di soci del sodalizio, appositamente arrivati in pullman da Milano. Dopo i saluti è stato organizzato dalla Mokimba Hotels (sponsor della manifestazione) un rinfresco sulle banchine del Marina di Varazze. Nel primissimo pomeriggio "Italo" è ripartito alla volta di Genova - sempre "guidato" dal Gps Simrad GO7 XSR - per completare il raid "Genova-Gibilterra-Genova": pochissime miglia… una formalità comunque necessaria per certificare il successo di questa nuova iniziativa ideata e organizzata dal Club del Gommone.

Franco, uscita da Savona Porto. A destra arrivo a Varazze.

"Italo" era partito lo scorso 21 aprile dalla Darsena del Salone Nautico, e da allora ha navigato avvicendando al timone 22 piloti (tra cui il celebre raider francese Alain Paravicini) suddivisi in undici staffette. Un evento nautico che ha raccolto l'interesse dei media (anche non di settore), dei forum nautici e di migliaia di appassionati attraverso i canali Social. Un modo per ribadire a chi non conosce il gommone o a chi è si appresta a cimentarsi da neofita a bordo di un battello pneumatico di piccole dimensioni, le straordinarie qualità di questo mezzo e per dimostrare che con attenzione e nel rispetto delle norme di sicurezza qualunque traguardo è possibile. Lo ZarMini Rib 16 e il fuoribordo Suzuki (3 cilindri, 941 cc) hanno percorso complessivamente 2.414 miglia, con il sole, la pioggia, la nebbia, il mare calmo e mosso. I ventidue piloti, invece, si sono dapprima preparati con grande scrupolo e, una volta in acqua, hanno dimostrato grande professionalità, perfetta padronanza del mezzo e delle situazioni che via via si presentavano. Non ci si può, infine, dimenticare della perfetta macchina organizzativa che ha regolato le trasferte (nonostante gli scioperi dei controllori di volo francesi abbiano provato a rendere complicatissime le cose in più di un'occasione!), i sincronismi nei cambi di equipaggio, la ricerca degli hotel, dei porti, dei distributori di benzina e la risoluzione di problemi tecnici come, per esempio, la "dondolante" consolle per la quale è stata eseguita una riparazione risolutiva "in corsa" sulla base di un progetto elaborato al Club del Gommone. E, infine, l'affidabilità dimostrata dal fuoribordo Suzuki che non ha mai dato alcun segno di affaticamento e si è dimostrato sempre all'altezza della situazione. Ricordiamo, infine, che il raid "Genova-Gibilterra-Genova", organizzato dal Club del Gommone, ha ricevuto il patrocinio di Regione Lombardia, Ucina-Confindustria Nautica e Federazione Italiana Motonautica.

 

Attracco alle banchine del Marina di Varazze. Avventura finita!

 

Sabato 9 Novembre. "Winners": tutti i protagonisti della Genova Gibilterra Genova vengono festeggiati davanti ad un pubblico di oltre 200 invitati.Con gli equipaggi, sono sul palco Piero Formenti della Zar Formenti, Immacolata Moretta Responsabile Marketing Suzuki Marine, Paolo Onidi della Mokinba Hotel, Pier Paolo Bellina della rivista Il Gommone, Roberto Sesenna e Debora Bassi per Simrad Navico, Lorenzo Piazzolla per Nautysport. Sullo sfondo il logo della prossima avventura: Atene 2019.

 

 

Ringraziamo
Per il patrocinio:

Regione Lombardia,

Federazione Italiana Motonautica,

Ucina Industria Nautica.

Per il supporto tecnico:

Suzuki Marine, Zar Formenti, Mokinba Hotel Milano, Navico Simrad,
Ma-Fra cosmetici per la Nautica, Extreme Wrap, NautySport, Sportoudoor.tv

Un ringraziamento particolare a Pier Paolo Bellina Editore e Direttore Responsabile della rivista
IL GOMMONE per i comunicati stampa e per il supporto all'organizzazione.

 

 

 


 

Le altre volte:

Come per il giro d'Italia, non è la prima volta che il Club naviga su quelle rotte.

La prima volta adirittura nel 1973 e la seconda nel 1978, poi Croazia, Grecia e Turchia hanno preso il sopravvento...

La prima con Giancleto Toschi, esperienza da cui ha scritto anche un libro " Mare 7" ( sette erano gli stati rivieraschi che si riprometteva di toccare). Purtroppo il libro non è più reperibile. Gli avevamo dedicato una pagina sul nostro sito:

http://www.clubdelgommone.it/storia/maresette.html

La seconda a cura di Riccardo Ieri (il patron della Asso), anche a lui avevamo dedicato una pagina:

http://www.clubdelgommone.it/storia/marocco.html

 


 

 

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