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"Mythos", Avventura Mediterranea 2019

 

 

Con Atene 2019 la staffetta del Club è partita da Genova, ha circumnavigato il sud Italia, attraversato il canale d'Otranto, circumnavigato il Peloponneso passando per Capo Malea, entrando in Egeo per poi arrivare ad Atene. Da lì il Canale di Corinto, le coste dell'Epiro, Albania, Croazia, Trieste, Venezia e risalito il Po fino a Pavia. In totale 2.900 miglia per circa 35 giorni di navigazione. Circa ottanta miglia giornaliere.

Come per la Circumnavigazione d'Italia 2017 e Gibilterra 2018, "Atene 2019", ha visto l'alternarsi a staffetta di dodici equipaggi del Club a bordo di un gommone di 5 metri e mezzo motorizzato con un 40 hp.

Partner tecnici:

Suzuki Italia con il fuoribordo DF 40A da 40 hp già testato in occasione delle due precedenti avventure Circumnavigazione d'Italia e Gibilterra 2018.

Ribitaly il gommone Marshall M2 da mt. 5,45.

Navico Simrad il navigatore satellitare GO9, la rete NEMEA 2000 e la radio VHF Marine

Mokinba Hotel in Milano

Il Gommone per i collegamenti giornalieri sui social

Hertel Teli la tenda nautica

Ma Fra cosmetici per il gommone

Cantiere Nautico Antares rimessaggio e assistenza

Rigomma ricostruzione pneumatici

Shd Elettronica Tracciatore e Antifurto Satellitare


 

Novità di questa nuova avventura, l'adesione alla iniziativa promossa dall'ISTITUTO TETHYS ONLUS in collaborazione con la Guardia Costiera e il FAI Fondo Ambiente Italiano per la raccolta dati sulla presenza dei cetacei nel Mediterraneo. Infatti a bordo di "Mythos" (così abbiamo deciso di battezzare il gommone messoci a disposizione) gli equipaggi avranno oltre alle telecamere e macchine fotografiche, un vero e proprio manuale per il riconoscimento dei mammiferi marini incontrati lungo la rotta così da segnalarli all'Istituto. Iniziativa che sarà estesa anche a tutte le altre nostre manifestazioni in programma per il 2019.


 

La partenza del primo equipaggio è avvenuta Sabato 13 Aprile dai pontili Ucina Saloni Nautici di Genova.

Tutto l'evento è stato seguito dalle riviste del settore fra cui "Il Gommone", dai social a noi collegati, da Sportoutdoor Tv di Floriano Omoboni e dalle riviste on line Tuttobarche, Nautica Report, Boat Magazine ecc...

A bordo, come sempre per le nostre avventure, il tracciatore satellitare Spot con il quale si è potuto seguire la rotta di Mythos per tutta la durata della navigazione da qualsiasi PC, Tablet o Smartphone.

L'evento ha ottenuto il Patrocinio della Federazione Italana Motonautica, di UCINA Confindustria Nautica e da Regione Lombardia.

#ateneingommone

 

Atene 2019 il Diario di bordo.Terzo anno, terzo raid organizzato e portato a termine dai soci del Club del Gommone. Anche per il 2019 il messaggio era di proporre un pacage economico, gommone e motore cosidetti "sottopatente", con il quale dimostrare a tutti gli appassionati del mare l'affidabiltà dei mezzi impiegati. Così quando ci è stato proposto da Suzuki Marine il gommone Marshall da loro comercializzato in pacage, non abbiamo avuto dubbi: del marchio Marshall, le storiche "ombre rosse", progettate da Franco Donno che in quegli anni annoveravamo fra i nostri soci eravamo a dir poco entusiasti. Mentre del Suzuki DF40 A, nei precedenti raid "Circumnavigazione d'Italia" e "Genova Gibilterra Genova" ne avevamo già apprezzato l'affidabiltà e l'economicità dei consumi. Restava solo da individuare una meta che facesse sognare sia i nostri soci sia gli amici che ci seguono da tutta Italia.
Nasce così "Atene 2019", l'evento che ha praticamente monopolizzato tutte le pagine dei social degli appassionati di navigazione in gommone per quasi due mesi!
Dodici gli equipaggi che si sono alternati alla guida del piccolo "Mythos", così lo avevamo battezzato alla partenza da Genova.
Con il Marshall M2 (metri 5,40) e il Suzuki DF40 A abbiamo percorso quasi 3.000 miglia - 2.914- in tutte le situazioni e condizioni: freddo, caldo, pioggia, sole, mare calmo e mare mosso, di prua e di poppa. Alla fine abbiamo anche risalito fino a Pavia, il fiume più grande d'Italia, il Po, pure lui in condizioni difficili. L'alternarsi degli equipaggi di diverse età, di diverse esperienze è stata la migliore occasione per testare, semmai ce ne fosse bisogno, gommone e motore affidatoci! Unanime per tutti, la sensazione di sicurezza e di affidabilità sia del motore sia del gommone. Impeccabile la precisione della elettronica di bordo fornitoci da Navico-Simrad. Due i tagliandi al motore: il primo presso Nautica Giada 96 di Fiumicino e il secondo presso Nautica Service di Trieste. In tutte e due le occasioni si è provveduto anche alla pulizia della carena, cosa che è stata fatta anche all'Arenella di Palermo e in Grecia sull'isola di Meganisi. Non sono mancati gli incidenti: due volte abbiamo "toccato" con l'elica: la prima all'ingresso del porto di Crotone causa vento fortissimo e la seconda sul fiume Po a 15 miglia dall'arrivo a Pavia causa l'enorme quantità di detriti sollevati dalla piena del fiume.
Grazie ai report giornalieri della Rivista Il Gommone, ovunque siamo stati accolti con entusiasmo (addirittura con ammiratori ad attenderci in banchina) e ospitati da altri club con tanto di serate dedicate che voglio ringraziare: il Tecnomare di Palermo Presidente Pietro Urso, Umberto Trapani e tutti i soci intervenuti, il Club del Gommone di Trieste Presidente Giampiero D'Agata e tutti i soci intervenuti. Un caloroso ringraziamento va agli amici dell'O.F.S.E. (lo storico club gommonautico di Atene) in particolare al Presidente Onorario Anastasios Portokaloglou e all'attuale Presidente Stavros Stefanis. Un sentito grazie a Sergio Davì che nonostante l'impegno per la sua Palermo New York ci dato una mano con i responsabili del Marina Arenella. Ultimo ma non ultimo, ringrazio l'amico Augusto D'Albora di Lipari vero appassionato gommonauta per l'assistenza fotografica e non.
Ad assicurare sul Web la visibilità della rotta seguita avevamo a bordo il collaudato Spot e novità di quest'anno il tracciatore- antifurto nautico ASN 2 della SHD Elettronics.

Atene 2019,
ha visto i nostri equipaggi navigare sulla rotta: Genova, Napoli, Palermo, Messina, Otranto, Corfù, Peloponneso, Capo Malea, Atene, Corinto, Durazzo, Dubrovnik, Trieste, Venezia, Pavia.
Di seguito il diario di bordo, il calendario delle tappe e i consumi carburante.

 

Virginio Gandini

 

 

La partenza dai pontili di Genova Fiera


Prima staffetta

Angelo Villani - Emilio Galli - Genova - Fiumicino. Miglia totali percorse 243
Sabato 13 aprile - Genova - Marina di Cecina 103 mn
Ore 10 arrivo a Genova pronti per la partenza del RAID GENOVA - ATENE.
Appena arrivati di buonora, con Angelo, il mio compagno di viaggio, prendiamo contatto con il piccolo grande MYTHOS. Dopo un po' di convenevoli, saluti ... via per qualche giro di prova, pieno di benzina e foto di rito per la rivista la stampa. Alla fine della grande festa sulla banchina con sponsor ed amici a mezzogiorno MYTHOS lascia la banchina di Genova e il raid ha ufficialmente inizio. La navigazione è buona, in poco tempo doppiamo il promontorio di Portofino. Da qui inizia mare di prua, poi le 5 terre e prima delle 15 siamo già a Portovenere. Il gommone fila veloce, teniamo d'occhio l'attrezzatura e un orecchio teso a sentire i rumori in coperta e il motore per verificare che tutto funzioni regolarmente. Alle 14.45 siamo a Portovenere. La mareggiata dei giorni precedenti ci fa trovare in mare innumerevoli tronchi e tavole da schivare. In perfetta tabella di marcia alle 17.30 arriviamo a Marina di Cecina. Subito rifornimento e poi ingresso al porto. Dopo una sistemata al gommone andiamo a cercare un posto per dorimire. Cambio pile allo Spot che iniziava a funzionare in modo intermittente.

14 Aprile - Marina di Cecina - Porto Ercole 80mn
domenica - Partenza ore 8.30 con alle spalle una forte perturbazione in avvicinamento.
Filiamo veloci. Intorno alle 10.00 di fronte a Piombino l'amico Sasha di SeaAssist ci attende con il suo gommone da rimorchio per salutarci e fare un po' di foto. Il mare di prua ci fa soffrire e rallentare considerevolmente. Viaggiamo a 10-12 nodi massimo. Esausti intorno a mezzogiorno ci rifugiamo a Castiglione della Pescaia. Davanti a due acciughe fritte decidiamo il da farsi. Studiamo il meteo su windfinder, le previsioni danno nel corso del pomeriggio in attenuazione e poi il giro di vento.
Stringiamo i denti e via di nuovo fino a Talamone dove troviamo un collega della polizia di Angelo che si offre di darci una mano per ospitalità e ormeggio. Facciamo il pieno (56 litri) e rileviamo il primo consumo, 0.68 litri miglia con mare formato di prua. Mangiamo un gelato e siamo stanchi e indecisi...ci lasciamo quasi tentare dall'ospitalità ma le previsioni verso sera danno miglioramento e il giorno successivo ci sarà mare formato. Alle 17 il vento cala e allora salutiamo l'amico e via di nuovo in mare. Circunnavigiamo il promontorio dell'Argentario destinazione Porto Ercole.
Alle 18.30 appena arrivati chiediamo l'ormeggio e il circolo velico si offre di ospitarci gratuitamente. Dopo una lavata al gommone, facciamo un po' di verifiche e piccole riparazioni. La spia dell'olio ha iniziato a lampeggiare per la segnalazione del tagliando, la resettiamo. La navigazione di oggi è stata impegnativa. 80 miglia sudate. Media 10 nodi.

15 Aprile - Porto Ercole - Fiumicino 62 mn
Di buonora usciamo dal porto e la perturbazione concentrata sul nord Italia ce la siamo lasciata alle spalle. Filiamo via veloci, ci cambiamo al timone di tanto in tanto. Ormai siamo un equipaggio super-affiatato. A mezzogiorno stiamo già entrando nel canale di Fiumicino. Al cantiere Giada96 troviamo ad aspettarci Ketty e Danilo, il prossimo equipaggio.
Ci salutiamo, scambiamo opinioni facciamo il pieno e assistiamo all'alaggio del mezzo per fare il primo tagliando al motore. Dopo pranzo Ketty ci consegna le chiavi della sua auto e con un po' di tristezza si rientra verso Milano.

Seconda Staffetta

Danilo Redaelli - Ketty Colturi - Fiumicino - Ischia - Sapri. Miglia totali 247
15 Aprile - Anche quest'anno ho partecipato alla manifestazione più complessa ed impegnativa del nostro sodalizio, giunta alla terza edizione che sta diventando una attività tradizionale: il raid a staffetta in gommone definita "ATENE 2019". L'organizzazione è stata particolarmente articolata sia per il coordinamento dei dodici equipaggi che si sono avvicendati con il coinvolgimento di un notevole numero di soci, sia per la lunghezza del percorso sviluppatosi in sei nazioni (partenza da Genova, Grecia, Albania, Montenegro, Croazia, Slovenia ed infine rientro in Italia risalendo il Po fino a Pavia). Il raid promosso e organizzato dal nostro Club, con particolare impegno da parte del nostro presidente Virginio Gandini, ha avuto anche il supporto di alcune case produttrici, certune legate al settore della nautica ed altre no. Quelle legate alla nautica hanno messo a disposizione i loro prodotti, prodotti che si sono dimostrati tutti indubbiamente molto affidabili e all'altezza della situazione.
Alla mia staffetta è stata assegnata la seconda tappa, con un percorso che ha toccato località tra le più belle e note d'Italia visitate da turisti provenienti da tutto il mondo. Il mio compagno di viaggio è stato mia moglie Ketty, con la quale da oltre cinquanta anni condivido la passione di navigare: la combinazione si è rilevata molto felice e ci siamo divertiti immensamente grazie ad una serie di fattori favorevoli come il mare blu tutto per noi, le coste deserte e libere da attrezzature balneari, il sole e l'aria tersa primaverile nonché l'entusiasmo per l'avventura che ci ha fatto ringiovanire di parecchi anni La tappa, suddivisa in quattro frazioni, é iniziata a Fiumicino e terminata a Sapri, con un totale di 247,00 NM percorse in circa 19 ore consumando 155 litri di carburante.
Ecco una breve cronaca del nostro viaggio.
Naturalmente, quando si fanno imprese di questo tipo, si consultano le previsioni meteo e si prendono le decisioni del caso. È per questo che Ketty ed io, visto che le previsioni meteo danno una finestra con condizioni abbastanza buone, prendiamo la decisione di partire nella stessa giornata dell'arrivo della precedente staffetta, sfruttando così il previsto giorno di riposo. Per tanto prendiamo il largo con MYTHOS dopo il rituale passaggio del testimone con il precedente equipaggio composto da Emilio Galli e Angelo Villani e la conclusione delle operazioni di tagliano al motore fuoribordo Suzuki DF 40 da 40 hp, effettuate a tempo di record dal concessionario Suzuki di Fiumicino, rivelatosi persona gentilissima e competente così come tutto il suo staff. Con la prima frazione di sole 31 NM in 2 ore e 10 minuti raggiungiamo Nettuno. In alcuni punti del tragitto abbiamo navigato con onde di circa 70 cm sul giardinetto di dritta superate in modo egregio sia dal battello Marshall M2 da mt. 5.45 che dal motore Suzuki 40 hp. Ad un certo punto vediamo una imbarcazione, l'unica in tutto il mare, mettersi di traverso sulla nostra rotta. Ci rendiamo conto che si tratta di una motovedetta della Guardia di Finanza, che avvicinatasi, dopo un cenno di saluto si allontana senza fermarci.
Il giorno successivo, di buon'ora, partiamo da Nettuno diretti a Ischia. Il mare, alla partenza leggermente mosso, dopo qualche miglio si spiana regalandoci ottime condizioni di navigazione. A poche miglia da Nettuno ci affianca un grosso gommone che sventola una vistosa bandiera rossa. Messosi in contatto via radio, ci avvisa che siamo entrati in un poligono di tiro militare e che da lì a poco avrebbero avuto inizio le esercitazioni. Dopo aver spiegato di essere diretti a San Felice Circeo, ottenuto il permesso di proseguire, noi senza indugio, riprendiamo la navigazione a tutto gas per uscire dalla zona di pericolo. In questa frazione, la più lunga di circa 91 NM, sostiamo a San Felice Circeo dove rabbocchiamo il serbatoio del carburante. Superiamo Terracina, la Montagna spaccata nei pressi di Gaeta, e poi percorrendo tutta la costa raggiungiamo Punta Torre Fumo che delimita a nord il Golfo di Napoli. Da qui viriamo e puntiamo su l'isola di Procida dove ci fermiamo per uno spuntino consumato a bordo. In fine raggiungiamo Ischia dove ormeggiamo nel suo porto dopo aver rabboccato nuovamente la benzina.
La terza frazione da Ischia ad Agropoli, è senza dubbio la più interessante dal punto di vista paesaggistico, ci ha permesso di vedere i posti tra i più famosi al modo. Entriamo nel porto di Capri dove ci fotografano numerosi turisti asiatici in quanto identificati come equipaggio atipico per le nostre vistose cerate gialle, i salvagenti al collo Suzuki e i numerosi adesivi appariscenti degli sponsor distribuiti sui tubolari di Mythos. Noi ci atteggiamo ad attori professionisti ed il fatto ci fa ridere moltissimo. Poi ci dirigiamo ai celebrati faraglioni e effettuiamo il passaggio all'interno di uno di essi, che documentiamo con un filmato. Da lì puntiamo su Punta Campanella, limite Sud del golfo di Napoli, percorriamo tutta la Costiera Amalfitana dalla quale spiccano scorci e paesaggi di rara bellezza come Positano e Amalfi. Ad Amalfi sostiamo in porto, qui abbiamo l'occasione di scattare alcune foto, ma soprattutto, con l'aiuto di un addetto agli ormeggi, riusciamo a farci fotografare a bordo di Mythos. Nel pomeriggio, prima che si alzi il vento, ci dirigiamo ad Agropoli senza intoppi.
Ormeggiamo il gommone nel porto comunale e passiamo la serata nel borgo antico raggiungendo il castello sulla sua rocca. Le miglia percorse sono di circa 60 in poco meno di 6 ore comprensive delle soste. Con la quarta ed ultima frazione, anch'essa molto valida dal punto di vista paesaggistico, rivediamo posti di notevole bellezza in particolare il capo Palinuro e le scogliere che precedono il Golfo di Policastro. Visto che abbiamo ancora del tempo a disposizione, che il mare è in condizioni ottimali e siamo rammaricati per dover lasciare Mythos, decidiamo di prolungare il percorso tagliando il golfo di Policastro e fare rotta su Maratea per un aperitivo, perché qui abbiamo dei ricordi bellissimi. Verso sera raggiungiamo il porto di Sapri e consultando il GPS della Simrad notiamo la percorrenza di circa 60 NM. Il giorno successivo, in attesa dell'arrivo della terza staffetta, lo dedichiamo al rifornimento del carburante effettuato con taniche perché il distributore a mare vicino al porto è chiuso, in quanto la stagione estiva non è ancora iniziata. Provvediamo a sistemare gli adesivi dei vari sponsor e riparare il coperchio del gavone di prua spostando le cerniere in posizione diversa, lavoro che ha retto eccellentemente fino a Pavia. Nelle prime ore del pomeriggio, con il passaggio del testimone a Pino Cella e Ottavio Comotti, termina ufficialmente la nostra missione. Tutto il viaggio è andato nei migliori dei modi, sia per le condizioni metereologiche che per il perfetto funzionamento del battello Marshall M2 da mt. 5.45 e del suo motore fuoribordo Suzuki 40 hp, nonché per le attrezzature di bordo come il GPS della Simrad, il localizzatore/tracciatore della ASN, ma soprattutto perché io e Ketty ci siamo divertiti moltissimo. Noi navighiamo con un gommone cabinato di grosse dimensioni, ma come già detto l'anno scorso, riteniamo che l'importante non sia il mezzo con cui si naviga, ma la passione di navigare unita all'entusiasmo per l'avventura che vorremmo trasmettere a tutti.

Terza staffetta

Ottavio Comotti - Pino Cella - Sapri - Lipari - Palermo. Miglia totali 236
19 Aprile - Milano destinazione Sapri, a Napoli cambio di Treno con il "Frecciarossa" . Arriviamo a Sapri verso le 14 dove ad attenderci ci sono Danilo e Ketty per il passaggio del testimone.
Dopo aver dato un'occhiata al meteo, che prevede per dopodomani una sciroccata sulle Eolie decidiamo di raggiungere Lipari domani. Le miglia da fare sono circa 120, quindi decidiamo di partire subito da Sapri per raggiungere Cetraro e fare 30 miglia di avvicinamento.
20 Aprile - Partenza da Cetraro alle 7 verso Tropea, circa 40 miglia, dove arriviamo verso le 10, facciamo benzina, raggiungiamo Capo Vaticano e poi via in mare aperto verso le Eolie, sul percorso vediamo i delfini. Arriviamo a Lipari verso le 15 con il mare mosso, con onde di 40/50 cm. Ad attenderci a Porto Pignataro l'amico Augusto che prima ci offre delle ottime acciughe e poi ci accompagna nel suo albergo Htl Villa Augustus. di pomeriggio ne approfittiamo per montare il tendalino per tutte le evenienze confezionato su misura dalla fidata Hertel Teli.
21 Aprile - Il giorno dopo come previsto, lo Scirocco proveniente da Sud attraversa lo stretto e soffia su Lipari porto con forza muovendo il mare. Io e Pino decidiamo di andare con il nostro Marshall motorizzato Suzuki a vedere i faraglioni. Facciamo un po' di foto in un mare stranamente calmo e poi rientriamo al porto. Il vento aumenta, il mare ingrossa con onde oltre il metro. Ripariamo nel porto e visto che è Pasqua andiamo a pranzo nell'ottimo ristorante del porto "Da Leonardo".
22 Aprile - Il giorno successivo il vento è impetuoso con onde oltre i due metri che battono con forza sulla costa di Lipari spazzando via molti pontili che erano stati messi da poco per gli ormeggi turistici, i danni sono notevoli. Decidiamo di fare il giro dell'Isola in moto, impresa non facile causa il vento che spazza Lipari.
23 Aprile- Per forza dobbiamo partire. Ci aspettano a Palermo Giuseppe ed Alessandro, i due staffettisti che devono continuare il viaggio. Ci sono 90 miglia da fare, per fortuna lo scirocco ha perso intensità. Facciamo benzina con quanlche difficoltà a causa dell'onda lunga e dei detriti dei pontili distrutti che galleggiano un po' dappertutto. Verso le 9 passiamo tra Vulcano e Lipari e puntiamo verso Capo D'Orlando sulla costa della Sicilia, il mare è discreto e l'onda cxi permette di navigare a 15/20 nodi. Lungo la rotta incrociamo la guardia costiera, siamo a circa 4 miglia dalla costa quindi non ci sono problemi. Giriamo verso Ovest in direzione di Cefalù dove arriviamo a mezzogiorno. Facciamo un frugale spuntino davanti alla bella cittadina siciliana e poi riprendiamo la rotta per Palermo. A circa 10 miglia con il VHF Simrad riusciamo a contattare gli amici di Tecnomare che ci vengono incontro. Poco dopo Capo Zafferano vediamo i gommoni della Tecnomare con a bordo anche Giuseppe che filma l'incontro.
Veniamo accompagnati alla Marina Arenella dove fra tutti incontriamo Sergio Davi che sta preparando il suo gommone per il Raid Palermo-New York.
Dopo aver passato il testimone all'equipaggio entrante ci rechiamo a Mondello dove gli amici dell'associazione Tecnomare, presso la loro sede, hanno organizzato una grande festa in nostro onore a base di pizza e cannoli. Poi tutti a nanna, domani mattina alle 8 ci attende l'aereo per riportarci a Milano. La nostra avventura è finita, il raid continua con Giuseppe e Alessandro …. Bona navigazione e …. in culo alla balena!

Quarta staffetta

Giuseppe Marinaro - Alessandro Mariani - Palermo - Roccella Ionica. Miglia percorse 195
25 Aprile - Al porto dell'Arenella di Palermo incomincia il mio raid con Alessandro che ci portera'a Roccella Jonica. In questa occasione abbiamo avuto il piacere di conoscere i componenti del club Tecnomare di Palermo che con grande entusiasmo si sono resi disponibili a scortare Pino e Ottavio in arrivo da Lipari. Dopo una discreta attesa al largo di Palermo vediamo un puntino all'orizzonte che si avvicinava deciso verso di noi, erano loro che intrepidamente avevano portato al traguardo in modo ottimale il tragitto a loro assegnato, l'incontro in mare è stata una vera festa con la collaborazione del presidente Pietro Urso e di Umberto Trapani del Club Tecnomare che ci hanno riaccompagnato all'Arenella dove Mythos è stato tirato fuori dall'acqua per una pulitura della carena con controllo generale, risultato ok.
La stessa sera siamo stati ospiti del Club Tecnomare per una cena di benvenuto a base di specialità siciliane (da leccarsi i baffi) compresi i famosi cannoli siciliani, nell'attesa c'è stato lo scambio dei gagliardetti e racconti di aneddoti.
L'indomani il passaggio del testimone lo ricevo da solo in quanto Alessandro per motivi di lavoro mi raggiungerà l'indomani. Ricevuto in consegna Mythos, con Pino e Ottavio ci siamo incontrati con Sergio Davi che, nello stesso porto dell'Arenella, stava ultimando i preparativi per la traversata mitica "Palermo - New York". Il giorno dopo, in attesa dell'arrivo di Alessandro, ho provato il gommone andando all'Isola delle Femmine, posto incantevole che si trova in direzione di Erice. L'indomani arriva Alessandro e lasciamo l'Arenella che gentilmante ci offre anche l'ormeggio. In accordo con gli amici del Tecnomare partiamo insieme numeroso gruppo di gommoni verso il primo tragitto fino a Capo D'orlando. Durante la navigazione siamo passati da Cefalù e con nostra meraviglia la spiaggia era piena di persone che facevano il bagno (quando a Bergamo il freddo imperava). Occasione per una breve sosta per l'aperitivo sempre offerto da Tecnomare e ripartenza per il traguardo di fine giornata, in tutta la navigazione abbiamo trovato un mare eccellente, arrivati nella marina di Capo d'Orlando -nuova costruzione piena di posti barca e negozi, posto molto pulito e in ordine - siamo stati in compagnia dei nostri amici Palermitani anche per la cena gustando un eccezionale piatto di spaghetti con uova di pesce spada oltre a tutte le altre specialità gastronomiche, il giorno dopo fatto colazione ci siamo salutati ringraziando dell'ottima accoglienza.
Ripartiti per Milazzo, trovando un mare piatto come l'olio, ci siamo diretti verso Porto Rose, un bel paesino di nuova generazione dove al posto delle strade ci sono dei canali come a Venezia che collegano tutto il paese. Fatto questo giro abbiamo proseguito per il Santuario di Tindari, visto dal mare nel pieno della sua maestosità e arrivando a Messina con il mare perfettamente calmo. Nell'attraversare lo stretto il mare è caratterizzato da vistose increspature dovute alle forti correnti marine, arriviamo al porto di Reggio Calabria, semivuoto, dove ormeggiavano soltanto le motovedette della Polizia, G. di Finanza, Carabinieri e Cap.di Porto, il resto ...lasciava a desiderare.
L'ormeggiatore ci avvisa che durante la notte si sarebbe alzato il maestrale e che avrebbe rinforzato gli ormeggi, per fortuna durante la notte nessun maestrale ma… gli ormeggi erano stati rinforzati …
Alla mattina presto siamo partiti per Roccella Jonica, nell'attraversare la parte bassa della Calabria il vento aveva formato il mare di poppa e ci aiutava a superare le onde durante la loro formazione, anche se il motore a grande fatica riusciva a cavalcarle le bandiere sventolavano al contrario della nostra direzione di marcia. Arrivati a Capo Spartivento il mare si è calmato e anche il vento fino a Gioiosa Marina dove ha ricominciato a soffiare alzando delle spettacolari onde che ci allagavano il gommone e non solo obligandoci a cambiare continuamente rotta, questo fino a Roccella Jonica al Porto delle Grazie destinazione finale della nostra navigazione. Abbiamo rimesso in ordine il gommone in tutte le sue parti e dopo un'accurata pulizia generale era pronto per essere preso in consegna dal nuovo equipaggio Alessandro Di Lelio e Franco Bodini. La direzione del porto ci comunica che essendo a conoscenza del raid ci consideravano loro ospiti, cambio testimone e riparte il nuovo equipaggio fine della nostra avventura molto gradita. Ringraziamo il club Tecnomare per la squisita ospitalità, Il Porto Arenella e Porto di Roccella Jonica.

Quinta Staffetta

Alessadro Di Lelio -Franco Bodini - Roccella Ionica -Otranto . Miglia totali percorse 284
Partiamo da Malpensa il 28 Aprile con un low-cost diretto a Lamezia Terme
Arriviamo a Roccella Ionica senza problemi e dopo uno scambio di informazioni su motore e gommone con Pippo e Alessandro, la coppia che ci ha preceduto, ceniamo e pernottiamo. La mattina del 29 partiamo alla volta di Crotone.
Mare calmo e senza problemi, come da previsioni meteo lungo le coste della Magna Grecia sulle acque che hanno restituito grandi tesori del passato. Uno fra tutti i bronzi di Riace. Ma all'altezza di capo colonna, nei pressi di Crotone le cose cambiano rapidamente:
Un forte vento di libeccio si abbatte sulla costa. A fatica riusciamo ad entrare nel porto turistico di Crotone intasato di imbarcazioni.
La mattina successiva ci imbarchiamo alla volta di Taranto... ci aspettano oltre 100 miglia di navigazione. Il mare è calmo cosi come da previsioni, siamo ottimisti e carichi di voglia...partiamo. All'altezza di Cirò incrociamo una motovedetta della G.D.F.che ci riconosce e ci saluta. Sapevano del nostro viaggio. Doppiato il capo di Cirò, punta Alice, il tempo tende a peggiorare: vento contrario e stato del mare in rinforzo. Riduciamo costantemente la velocità passando dagli oltre 24 nodi della partenza a 15 nodi via via che il tempo passava. Ci troviamo già nel golfo di Taranto ma all'altezza della piana di Sibari il vento produce una sorta di tubo venturi che ci costringe ad una ulteriore riduzione dell'andatura.
Siamo in Calabria al confine con la Lucania ma distinguiamo nettamente grosse chiazze di neve sulle cime più alte di quei monti.
Taranto diventa sempre più irraggiungibile per via del tempo ma anche della fatica. Risolviamo di sostare al lido di Policoro per la notte.
Bello e bene organizzato il marina di Policoro, dove troviamo tra le altre una imbarcazione a vela battente bandiera Tunisina, sequestrata il giorno prima dalla polizia costiera perchè trasportava migranti Pakistani. Ancora un pernottamento ed altro imbarco il mattino successivo. Mare calmo come sempre lo abbiamo trovato tutte le mattine del nostro viaggio... e via verso Taranto. Lungo la rotta Policoro- Taranto troviamo un branco di delfini che hanno deciso di dare spettacolo: bellissimo vederli sfrecciare sotto la chiglia del nostro gommone e balzare fuori dall'acqua, una visione che da sola vale un viaggio.
Arriviamo a Taranto, una città spettacolare per chi viene dal mare: passare sotto il ponte girevole per entrare nel mar piccolo e trovare le navi da guerra vanto della Marina Italiana.
Non scendiamo a terra per problemi di tempo: dobbiamo recuperare quello perso il giorno precedente. Uno spuntino a bordo in vista della Vittorio Veneto e via verso Gallipoli nostra prossima tappa. Cielo coperto ma mare sempre tranquillo, non possiamo chiedere di meglio. Solo una sosta a Porto Cesareo per incontrare un fan del nostro viaggio che ha chiesto un incontro con noi per avere notizie di prima mano sul comportamento dei mezzi: gommone e motore in primis. Proseguiamo ed entriamo in Gallipoli, splendida cittadina di mare, con qualche vezzo in più rispetto alle precedenti...anche sotto il profilo economico; potenze del turismo elitario.
Pernottiamo nei pressi del porto dopo una ottima cena in un ristorante di buon livello, francamente ci voleva....
Per qualche strano motivo gli orari dei distributori di carburante in banchina non coincidono con le nostre esigenze: chiudono presto la sera ed aprono tardi il mattino...siamo diventati attendisti senza volerlo. Il giorno successivo doppiamo il capo di S. Maria di Leuca, uno spettacolo affascinante, un cuneo di terra che si spinge nel mare, arricchito da costoni sagomati dai venti e da costruzioni umane che non riescono mai a distrarre il capolavoro della natura. Ancora un tratto di mare che vale un viaggio. La costa attorno a Leuca è decisamente ricca di anfratti naturali e di manufatti di varie epoche che chiedono di essere visitati. Lo facciamo anche noi, ma in gran fretta perché ci attende il cambio di equipaggio a Otranto dove arriviamo nel primo pomeriggio. Il programma di viaggio non ammette deroghe di sorta. Scambio di informazioni sul comportamento dei mezzi con l'equipaggio composto dai due Armiento, padre e figlio e la nostra bellissima avventura si conclude... Tra le osservazioni fatte durante il nostro viaggio una ci è sembrata particolarmente significativa. La storia di questo viaggio di soli quattro giorni ci è parsa lunga un mese... ne valeva la pena... Alla prossima dunque.

Sesta Staffetta

Michele e Nicolò Armiento - Otranto - Lefkada - Killini. Miglia totali percorse 262
Ci siamo!!! Quest'anno partecipo anch'io a questo giro che mi ha sempre affascinato.
Dopo tanti preparativi è ora di prendere il volo e arrivare a Otranto per scambiare il testimone con i nostri amici Di Lelio e Bodini.
Siamo in anticipo ma la voglia di navigare domina ogni emozione. Giunti nel porto di Otranto papà Michele freme, saluta Alessandro e Franco e senza troppe parole vuol partire... "Alessandro: Michele ci dai il tempo almeno per offrirvi una Coca Cola?... Michele: Se ci diamo una mossa!" Scambio rapido delle consegne, foto di rito e ci ritroviamo fuori dal porto di Otranto, la Grecia ci aspetta.

02 Maggio Otranto - Othoni 48 miglia
Uscendo dal porto di Otranto impostiamo la rotta verso Othoni e troviamo mare poco mosso con onda corta e frastagliata che ci permette di capire come si comporta Mythos.
Le prime impressioni sono buone e tra foto varie in poche ore ci ritroviamo a destinazione. Entriamo in porto e avvertiamo pace, silenzio, un pescatore ci indica di ormeggiarci dove vogliamo. Prepariamo Mythos per la notte ed è arrivato il momento di trovare una locanda dove mangiare e dormire. Ci ritroviamo alla Locanda dei Sogni, dove il proprietario leccese ci ospita con grande ospitalità e interesse.
03 Maggio - Othoni- Corfù- Paxi- Parga- Lefkada- Meganisi 124 miglia
Si parte con sveglia all'alba per sostituire l'elica di Mythos che aveva una pala rovinata.
Cominciamo bene! Sotto gli occhi stupiti di un pescatore che osservava le grandi manovre nel tentativo di non finire in acqua riusciamo nell'impresa e siamo pronti per affrontare la giornata. Prima tappa Gouvia Corfù per fare benzina al gommone.
Nell'attraversata troviamo un leggero vento che s'infila nel canale e non ci rende la partenza facile ma con l'elica di un passo più corto il motore spinge con più regolarità e Mythos domina alla perfezione le condizioni di mare formato. Arrivati a Corfù giusto il tempo per fare il pieno di carburante e si prosegue imperterriti la navigazione per raggiungere la seconda tappa, l'isola di Paxi. Dato che le condizioni del mare erano in peggioramento, decidiamo di non perdere altro tempo e Michele mi consiglia di puntare verso la chiesetta di Parga. Consiglio che si rivela fantastico. Non sono abituato a vedere delle chiese su un istmo di terra circondato dal mare…Che meravigliaaaaa! Ora è la volta di puntare Lefkada. Leggere difficoltà nell'ingresso poiché il porto interno all'isola era segnalato solo da due fanali in mezzo ad un fondale sabbioso. Altro rifornimento ed è arrivato il momento di chiudere la giornata con l'arrivo nel porto di Meganisi dove ci aspettano alla taverna Rose Garden.

04 Maggio periplo di Meganisi 31.2 miglia
Stamattina il meteo non promette niente di buono e decidiamo di circumnavigare l'isola. Mythos viene collaudato con mare abbastanza formato e dimostra egregiamente le sue doti in navigazione. Nella parte nord-ovest dell'isola riparati da Lekfada si naviga bene nonostante la pioggia ma non appena ci spostiamo verso sud il mare s'ingrossa ma Mythos si comporta molto bene, sale sulle onde senza scomporsi e scende con naturalezza senza sbattere. Completiamo il periplo di Meganisi osservando spiagge bellissime che aimè quel giorno erano deserte. Il rientro sotto una pioggerellina leggera chiude la giornata nautica.

05 Maggio Meganisi-Fiskardo-Killini 62 miglia
Ultima tappa del nostro giro. Direzione Killini.
Oggi il mare non è favorevole, molto mosso e soffia parecchio vento. Puntiamo il porto di Fiskardo e sotto i grandi consigli di papà mi metto in navigazione. "Mi raccomando, osserva l'onda e seguila. Non saltare fuori dall'onda ma assecondala, vedrai che avanzi lo stesso senza sbattere." Piano piano cerco di capire la dinamica e prendo il ritmo, mai un consiglio fu così azzeccato. Con calma e pazienza ci ritroviamo a Fiskardo. Il canale interno tra Itaca e Cefalonia è molto tranquillo e ci permette di staccare un po' di tensione ma il peggio deve ancora arrivare. Arrivati a sud di Cefalonia, il vento soffia forte e le onde si fanno alte. Non ci scoraggiamo e sempre sotto gli occhi attenti e premurosi di Michele mi butto dentro in direzione di Killini, sono le ultime 18 miglia. Tra docce di mare e risate la meta è quasi raggiunta, anche se sembravano infinite, Killini non si vedeva all'orizzonte si navigava senza un punto di riferimento.
Arrivati a destinazione la tensione cala e chiudiamo la navigazione con una bella Mythos ghiacciata.

06 Maggio Killini
Oggi giornata relax in attesa del cambio staffetta con Virginio Gandini e Angelo Tadolti. Approfittiamo per lavare Mythos, rifornimento di carburante e dato che fino a quel momento non era stata ancora utilizzata, decidiamo di montare la tenda fornita da Hertel che risulta molto bella e di ottima fattura. In serata ci raggiungono Virginio e Angelo e chiudiamo con una bellissima cena greca in compagnia.

07 Maggio Killini
Per noi è arrivato il momento di rientrare, quindi passaggio del testimone, foto di rito e la nostra avventura finisce qui.

Colgo l'occasione per fare dei ringraziamenti in primis al Club del gommone per avermi dato la possibilità di partecipare a questa bellissima avventura, poi Marshall e Suzuki per averci messo a disposizione Mythos che ci ha dimostrato sicurezza, solidità e tanta affidabilità.
Il ringraziamento più importante va a papà Michele che mi ha trasmesso tanti utili insegnamenti e tanta fiducia nel concedermi il comando di Mythos nonostante le condizioni meteo non fossero delle migliori. E' stata la mia prima esperienza nautica in solitaria tra padre-figlio e devo dire che questo regalo rimarrà nel cuore, soprattutto perché riuscire a condividere una passione comune con il padre, è una delle esperienze più belle per un figlio.
Grazie!!!

Settima Staffetta

Virginio Gandini - Angelo Tadolti - i Peloponnesiaci - Killini - Capo Malea - Atene. Miglia percorse totali 306
In effetti ad Atene ci arriviamo con un volo Ryanair da Orio al Serio il 6 maggio alle 15 con oltre un ora di ritardo. Insieme a me Angelo che condividerà il tratto di staffetta Greca. Mi fa strano partire dalla meta di arrivo...ma non c'era altra possibiltà per raggiungere e dare il cambio a Michele e Nicolò nello "sperduto", data la stagione, porto di Killini. Alla Hertz ci assegnano una nuova Skoda che poi riporterà anche gli Armientos ad Atene. Dal Venanzelos a Killini sono circa 300 km per fortuna quasi tutta autostrada. Alle 20 ci incontriamo con Michele, Nicolò e Mythos. Strette di mano con i primi due, una pacca sui tubolari al terzo. A cena ci scambiamo impressioni sulle tappe effettuate e quelle da fare. Killini in questa stagione è veramente una desolazione, siamo in giro solo noi quattro imbaccuccati per il freddo e la minaccia di pioggia.

7 Maggio - Minacciava pioggia ed è arrivata! Il tempo per la fotografia del passaggio del testimone e delle chiavi della Skoda con gli Armientos e le nuvole da grige diventano nere liberandosi del "carico". Il mare invece biancheggia già dal mattino presto. Non riusciremo mai ad arrivare a Pilos in queste condizioni. D'accordo con Angelo, dedichiamo la giornata al sito archeologico di Olimpia, ottanta km nell'interno. Noleggiamo una "lussuosa" Cinquecento (l'unica auto in zona) e muniti di cerate vi ci avventuriamo.
Nonostante la sacralità del luogo, l'acquazzone perdura e non rispetta nessuno...neanche il migliaio di croceristi sbarcati dalla Costa Crociere nel vicino porto di Katakolon che si aggirano infreddoliti fra monumenti e nogozi di souvenirs. Qui a Olimpia "inizio" Angelo, croato di adozione, al mitico Giros per l'occasione ricco di cipolle e Tzaziki (ricco di aglio). Torneremo a Killini a finestrini aperti.
8 Maggio - La nuvolaglia persiste, ma non minaccia. Il mare seppur con onda formata, non frange.
Lascamo la "ridente" Killini con mare da nord al traverso, dopo le prime miglia ci si mette al giardinetto e superata la punta di Arkoudi dirigiamo decisamente verso sud con mare di poppa piena. Al traverso di Katakolon vediamo le Costa Crociere (quelle dei croceristi infreddoliti). Angelo al timone, il ronzio regolare del Suzuki infonde fiducia, Mythos si comporta benissimo. Sono in una botte di ferro! Fatte 70 miglia, siamo nel canale che separe l'isolotto di Proti dalla terraferma. Fino a qui neanche l'ombra di una barca nè da diporto nè da pesca. Il freddo è pungente, ogni tanto uno sprazzo di sole si fa vedere ma sostanzialmente siamo inseguiti da una nuvolaglia a pecorelle. Altre sette miglia e al traverso ci si apre la spiaggia di Voidhokoilia, sarebbe bello entrare nella baia per qualche foto ma il mare da NO vi irrompe frangente. Rinunciamo.
Non rinunciamo invece ad entrare nella storica baia di Navarrino dal passaggio Nord. Stretto e molto basso si è costretti a far slalom fra gli scogli affioranti. Di solito in "missione" preferisco non correre rischi e sarebbe stato più saggio entrare nella baia dal passaggio tre miglia più Sud dove entrano anche i traghetti, ma santo cielo, ci sono passato almeno una decina di volte e poi al timone c'è Angelo! Nessun problema, navighiamo nella parte interna della baia ridossati dall'isolotto di Sfaktiria. Sotto di noi i relitti della flotta turco egiziana affondata dalla coalizione anglo francese russa nel 1827 e che portò alla creazione dello stato greco.
Ormeggiamo nel porto "nuovo" di Pilos. Costruito nei primi anni novanta, il porto mai finito è rimasto così come allora...anzi stà invecchiando velocemente. Il distributore benzina é ancora nella piazzetta del paese. Dovremo far la spola con le taniche per il rabbocco. Il floscione in neoprene da settanta litri purtroppo si è bucato. Pazienza, acquistiamo una tanica da venti e per le tappe "peloponnesiache" ci arrangeremo. Rabbocchiamo con una cinquantina di litri che per le quasi ottanta miglia percorse danno un consumo più che economico.
Di sera, stessa impressione avuta a Killini, desolazione e freddo intenso. Ceniamo in una taverna con riscaldamento acceso. Incredibile! Ben diverso dalla Pilos agostana quando tutti aspettano il rinfrescante maestralino pomeridiano. Intanto Angelo si compra un altra felpa.

9 Maggio- La tappa prevista per oggi dovrebbe essere l'isola di Elafonissos a ottanta miglia sul terzo "dito" del Peloponneso. Dovrebbe, in quanto invece diventerà la tappa più lunga dell'intero giro. Vediamola:
Lasciamo Pilos di buon ora, il meteo non dà molto vento e comunque fino a Elafonissos sempre da Nord Ovest. Cielo coperto, non minaccioso. Solo nell'entroterra si vedono nuvole temporalesche...fin che stanno là...
A circa sette miglia dalla baia di Navarino, a guardia dello stretto formato dall'isola di Sapienza e la terraferma vediamo il Bourzi Turco collegato con un passaggio fortificato alla fortezza veneziana di Methoni (Modone per i veneti). Foto e filmato ricordo. Tedio l'amico Angelo con qualche aneddoto e ripartiamo sempre inseguiti dalla nuvolaglia. Lasciato l'arcipelago formato dagli isolotti Sapienza, Schiza e Venetiko ci affacciamo al golfo di Kalamata, mare per ora buono anche se qualche avvisaglia da Nord ci fa prevedere che non resterà così per molto. Avevo promesso a Angelo una sosta alle grotte di Diros, ma poi puntiamo decisamente su Capo Matapan (Tenaron per i Greci). Trentacinque miglia di traversata tranquilla dove solo le ultime cinque con mare abbastanza formato. Foto ricordo sotto il faro. Puntata nella baia di Porto Kaio dove ci fermiamo per travasare le taniche nel serbatoio. Intanto le nuvole ci hanno lasciato. Splende il Sole, fa freddo ma c'è il Sole! Da Porto Kaio puntiamo diretti su Elafonissos, 25 miglia. Il mare adesso è dichiarato al traverso. Mythos si comporta benissimo e il Suzuki frulla senza intoppi. Angelo non ha mai mollato il timone, io in pratica faccio solo da guida...che non si fidi di me?
A Elafonissos, il porto è scomodo, per entrare bisogna fare attenzione alle numerose secche, il più delle volte ci si deve ormeggiare sul fango e in pochi cm d'acqua, ma una cosa non vi dovete perdere: Simos Bay! Noi ci arriviamo con il sole giusto allo zenit, sabbia bianchissima e mare azzurro turchese. Fantastico. Diamo fondo alle barrette dietetiche e ripartiamo. Fuori dalla baia il mare ci si mette decisamente di prua. Biancheggia. L'ultimo meteo lo dà in aumento per la giornata di domani e sopratutto da sud ovest. Insomma togliamoci da qui e puntiamo a Monvasia. Angelo intanto mi ha ceduto il timone, avrà visto le lacrime? Dodici miglia e siamo a Capo Malea...entriamo ufficialmente in Egeo. Prima del Capo le solite raffiche di caduta spianano i frangenti. Sotto il faro calma piatta. Subito dopo, vento e mare di prua. Niente di importante, il Marshall si comporta benissimo. Sedici miglia e siamo a Monvasia. La rupe è fantastica con la cittadella a lambire il mare e i resti della fortezza a dominare l'ingresso in Egeo. Anche a Monvasia accanto al porto vecchio, negli anni novanta hanno costruito un porticciolo nuovo con tanto di pontili galleggianti. Poi i pontili sono affondati, altri lavori non sono stati fatti e il carburante bisogna farselo portare.
Sarebbe bello fermarsi, mi piacerebbe portare il "croato" a vedere la cittadella, ma ci sono seri problemi di ormeggio. Non mi va di lasciare incustodito il gommone di notte, dubbi confermati anche dall'amico benzinaio che abbiamo chiamato per il rifornimento "troppa gente di fuori che si aggirano fra le banchine di notte" dice. Vabbèh dice Angelo "fatto trenta, facciamo trentacinque! Però guido io!". Puntiamo a Leonidhion altre trentacinque miglia...appunto.
Due ore e ormeggiamo nel tranquillo porto di Leonidhion. Il pescatore-ristoratore ci offre di ormeggiare di fianco alla sua barca. Schiaccia l'occhio: lì nessun problema! Ceniamo da lui e dormiamo da "Dionisios". Cominciamo a vedere qualche turista. Non siamo soli! Tutte sommate abbiamo percorso 148 miglia! In effetti ci sentiamo stanchini.

10 Maggio- la Signora "Dionisios" ci omaggia una succulenta e tribolata colazione (l'acqua non bolliva). Tolti gli ormeggi facciamo rotta su Spetse puntando al passaggio fra l'isola e Spetsopulo, voglio vedere se guardie di Niarcos, proprietario dell'isola di Spetsopulo, sono vigili come in Agosto...
Quindici miglia e ci siamo, mare e vento per ora non si muovono, anche le guardie non si vedono. Entriamo a Porto Chely ...per una commissione chiestaci a Milano dall'amico Fabio. Gli mandiamo qualche foto degli ormeggi anche se in agosto qui è ben diverso.
Altre trenta miglia e siamo a Poros. Ormai respiro aria di casa. Entrare nel canale fra l'isola e il Peloponneso, l'aprirsi l'immagine della cittadina, il campanile, i colori pastello delle case mi emoziona sempre. Ormeggiamo tassativamente all'inglese al nuovo pontile, pranziamo ormai all'aperto e in maniche corte circondati da una moltitudine di ragazzi e ragazze, ne conteremo qualche centinaio. Mi dicono un raduno di non so quale associazione. Anche il traffico cittadino e marittimo è greco. Bello e disordinato. Evviva!
Per la notte puntiamo al Poros Image Hotel. Spettacolare con vista sulla baia e ormeggio privato nel minuscolo porticciolo, il tutto a 29 euro colazione compresa.
In serata ci sentiamo telefonicamente con Anastasios Portokaloglou, Presidente Onorario del Club Gommonautico Greco OFSE con sede ad Atene. Ci aspettano l'indomani a Perdika sull'isola di Egina. Concordiamo l'orario con lui e poi sempre per telefono con Alberto e Enrica che incontreremo l'indomani ad Atene per i passagi di consegna. Notte movimentata in hotel causa vicini di camera un po' troppo focosi, ma anche questo fa parte dell'avventura.
Miglia percorse 52.

11 Maggio. Oggi tappa cortissima. Trenta miglia ad Atene con fermata a Perdika dove ci attendono gli amici dell'OFSE. Prima però facciamo un rabbocco carburante a Methana dove sapevo di un distributore vicinissimo all'ormeggio. Come volevasi dimostrare il distributore è stato tolto. Un gentilissimo pescatore si offre di dare un passaggio a Angelo con le taniche. Angelo accetta volentieri anche se il passaggio è in motorino. Attendo Angelo al rientro con le taniche per la immancabile foto ricordo.

Il piccolo porticciolo di Perdika, dà sul canale di fronte all'isolotto di Moni. In estate è impensabile cercarvi ormeggio...e anche a Maggio ci siamo dovuti mettere in terza fila con i gommoni degli amici dell'OFSE. Sono le 11 e trenta, loro sono già a tavola. Hanno saputo che Alberto e Enrica intendono passare il canale di Corinto prima di sera e si sono "portati avanti". Bellissimo, é come se ci fossimo sempre conosciuti. Abbracci e strette di mano. Il tempo di sedersi e, come si usa da queste parti, già arriva l'acqua...un momento, il colore è dell'acqua ma é Raki qualcosa di più alcoolico del famoso Ouzo. Vabbèh paese che vai...ci adeguaimo subito. Così pasteggiamo con Raki e Birra. Inutile dire che arriviamo al Faliro Marina di Atene molto allegri. Ecco Enrica e Alberto. L'entusiasmo di Enrica è alle stelle, noi siamo allegrissimi, la foto del passaggio del testimone viene benissimo!

In serata siamo ospiti degli amici dell'OFSE nella loro sede al Faliro. Splendidi anfitrioni sia Anastasios sia l'attuale Presidente Stavros Stefanis. Scambio di bandiere, discorsi, promesse di rivederci al più presto. Ottima cena, naturalmente il tutto annaffiato da Raki, Ouzo e birra.

12 Maggio. Nel predisporre il calendario di tutto il viaggio, ogni equipaggio si è dovuto preoccupare di tenersi uno o due giorni cuscinetto. Con Angelo avevamo previsto almeno due giorni, uno lo abbiamo "usato" nella sosta forzata di Killini, l'altro avanzava ad Atene. Meglio così.
Lo trascorriamo in piacevole compagnia di Harris Cassidis, carissimo amico ateniese con cui siamo in contatto da molti anni. Con lui visitiamo il Pireo e ci accompagna fino a Capo Sounion. Una splendida giornata di relax.

13 Maggio. Volo diretto per Angelo su Orio al Serio, volo diretto per me su Malpensa. Ringrazio Angelo per essersi sobbarcato, oltre alla tenuta di cassa, anche la guida di Mythos su cui ho piacevolmente ironizzato in queste pagine.

Ottava Staffetta

Alberto Bagagli - Enrica Perego - Atene - Corinto - Corfù. Miglia totali percorse 264
11 Maggio - Eccoci qua, io, Alberto Bagagli ed Enrica Perego (Baga e Peggy per gli amici) campionessa Italiana motorally per 3 anni, con la passione dei motori, una donna speciale, forte e veramente troppo simpatica.
Abbiamo deciso di affrontare assieme la tappa di Atene 2019 perché dopo tanti "Mari di sabbia" e deserti col Club del Gommone, l'ho convinta a provare un'esperienza diversa, da lei mai affrontata, ma so che ne sarà all'altezza. Arriviamo ad Atene la sera di Venerdì 10 Maggio, anticipando un tantino i tempi, ma entrambi abbiamo impegni di lavoro inderogabile che sono emersi inaspettati e dunque abbiamo tempi strettissimi.
Atene è sempre splendida soprattutto quando si ha la fortuna di avere un grande amico Greco che ce la fa scoprire un pochino in serata, portandoci anche in un localino dove consumiamo la nostra prima cena a base di pesce, birra, rigorosamente Mythos, e Ouzo. L'atmosfera Greca è già in noi e la mattina successiva lasciamo l'Hotel per una passeggiata lungo mare dove scopriamo come le strutture sportive di Atene siano valorizzate e dove moltissime persone si tengono in forma con Jogging, palla a nuoto, basket in location veramente splendide. Ci facciamo cullare dall'andamento Greco fino a raggiunge uno dei porticcioli di Atene dove accolgono piccoli diportisti e dove abbiamo appuntamento con Virginio ed Angelo, che arrivano da Aegina, e dopo aver affrontato il periplo del Peloponneso. Mythos e la sua ciurma, arriva verso le 14.00 dopo aver pranzato e soprattutto bevuto con gli amici del Club di Atene. Le operazioni di passaggio del testimone sono rapide ma tutte documentate: io ed Enrica dobbiamo passare Corinto entro il pomeriggio. Partiamo con un mare decisamente in bonaccia ma mentre ci avviciniamo a Corinto si alza una leggera ma fastidiosa onda di prua che tuttavia non disturba troppo la navigazione del Marshall ed il Motore Suzuki ha cavalli sufficienti per spingerci alla grande. Dopo un veloce controllo documenti in capitaneria ed il pagamento del passaggio di Corinto, ci infiliamo in uno dei passaggi più suggestivi che chi non l'ha mai fatto non si rende conto dell'opera dell'uomo. Percorriamo Corinto a 6 nodi ma per radio ci chiedono di aumentare la velocità in quanto ci sono navi in attesa dall'altro lato che attendono. Così facciamo e dopo poco siamo nel golfo di Patrasso. Il mare è abbastanza gonfio e di poppa, dunque dopo qualche miglio ci ridossiamo a Capo Melagkavi per fare il punto della situazione e trovare un porto sicuro per la notte. Antykira è il nostro paesino e porto. Ormeggiamo dopo circa 67 miglia percorse, 38 litri di carburante consumati e oltre 4,5 ore di viaggio, in un posto sicuro e troviamo posto per la notte in un piccolo Hotel dal quale teniamo sotto controllo Mythos.
La mattina ce la prendiamo con calma e, dopo aver fatto benzina in un distributore a qualche centinaio di metri, puntiamo Patrasso. La nostra destinazione finale è Itaca nello Ionio. Il tempo è ottimo, leggera bava di vento ma il mare è realmente calmo. In poco tempo raggiungiamo Trizonia, posticino veramente invitante, ed ormeggiamo per pranzo. Ci facciamo cullare dall'andamento Greco e ripartiamo decisi anche se il mare si sta alzando un tantino. Giunti a Patrasso si alzano onde di prua ed il vento teso ci disturba parecchio. La chiglia del Marshall si comporta bene ed il motore, come al solito, non da segni altri che positivi. Dobbiamo diminuire la velocità e le onde, oramai al mascone di dritta sollevano qualche schizzo. Giunti ad Oxeia, iniziano ad intravedersi dei nuvoloni minacciosi e la pioggia ci accompagnerà fino ad Itaca con il timore di non aver benzina sufficiente per arrivare in porto, anche se i nostri calcoli dicono il contrario. Solo il giorno successivo verificheremo che il galleggiante del serbatoio ha qualche problemino e ci siamo preoccupati per nulla. Ormeggiamo il gommone con un vento tesissimo e pioggia battente. Le cerate fanno il loro dovere ma sono al limite. Il corpo morto con la boa tiene bene ma fissiamo Mythos anche di poppa nel caso il vento cambiasse e poi cima a terra per portacelo vicino per l'imbarco il giorno seguente. Alla fine della giornata contiamo 120 miglia percorse con un consumo di circa 80 litri (il mare ci fatto consumare un tantino in più ). La doccia calda ci rincuora e con un ombrello prestatoci dall'Hotel troviamo una taverna tipica dove fare iniezione di energie…Birra ed Ouzo ci accompagnano da Morfeo che ci avvolge velocemente.
La mattina seguente ripartiamo di buonora sotto un cielo plumbeo e minaccioso. Dobbiamo assolutamente fare almeno qualche litro di benzina e la fortuna ci invia un simpatico vecchietto in aiuto che ci trasporta con il suo Ape-car le taniche fino al gommone ormeggiato abbastanza vicino, anche se in salita, di un distributore. Adesso abbiamo la prova che il galleggiante si è rotto e che i nostri timori di avere poca benzina erano infondati. Partiamo direzione Lefkada con un cielo che migliora ma solo apparentemente. Infatti dopo 3 miglia la pioggia ci accompagna fino al porto dove facciamo il pieno di Benzina, per poi asciugarci un tantino in un locale dove pranziamo. Riprendiamo la navigazione con un mare che dopo il ponte che collega la terraferma all'Isola , si alza notevolmente per un fastidiosissimo vento da Nord Ovest. Siamo obbligati a ridossarci vicino alla costa dove la profondità è relativa e dunque le onde sono decisamente più basse di quelle che abbiamo incontrato prima. Dopo una sosta a Syvota sotto un acqua scrosciante, raggiungiamo finalmente la Marina di Gouvia dopo oltre 100 miglia percorse e 61 litri di benzina consumati. Ormeggiamo Mythos ad un pontile libero alle 8 di sera, il giorno dopo torneremo per le pratiche in Marina. L'hotel non è lontano da noi ma siamo completamente fradici, in quanto anche le cerate si sono arrese dopo così tante ore di scrosci. Doccia cena e nanna è un tutt'uno. Il giorno successivo dopo le pratiche in Marina, un Taxi ci porta in Aeroporto per il rientro a casa. La staffetta la faremo a Milano con l'equipaggio successivo, ma i tempi strettissimi non ci hanno offerto alternative. Mythos, gommone Marshall e il Suzuki 40, si sono dimostrati un'accoppiata validissima, anche in condizioni di mare un tantino al limite. Rientriamo con una meravigliosa esperienza che ha unito due amici di deserti e che ha fatto scoprire alla Peggy un mondo nuovo per lei…emozionata ci salutiamo e ci abbracciamo ripensando anche alle risate condivise.

Nona Staffetta

Marco Mosca e Clipper Telò - Corfù - Dubrovnik. Miglia totali percorse 265
Noi, quelli delle 4 nazioni: Grecia, Albania,Montenegro, Croazia, che diventano 6 se consideriamo il volo di rientro (Italia e Spagna).
Venerdì 17 Maggio: voliamo da Milano a Corfú passando da Atene, alloggiamo in un classico studios e la nostra mente vola nei ricordi delle passate avventure greche.
Velocemente raggiungiamo a piedi il marina di Gouvia dove ci aspetta Mythos, facciamo un bel check di tutto per poi riempire il serbatoio.
Sabato 18/05 - Corfú, Grecia~Orikum, Albania
Ore 8 pronti per l'avventura albanese! Ci sono pochissime informazioni e racconti gommonauti in merito all' Albania.
Il nostro compito sarà quello di fare da apripista. Navighiamo per una ventina di miglia e approdiamo a Saranda, Albania, che è il primo porto (arrivando da sud) dove possiamo fare dogana. Per iniziare le pratiche di check-in bisogna contattare un'agenzia che sbrigherà le pratiche burocratiche. Noi non avevamo contattato nessun'agenzia e in un attimo si presenta Henry che ci porta nel suo ufficio per compilare il permesso da presentare alle autorità doganali e portuali.
Verso le 10.00 molliamo gli ormeggi ed inzia la nostra avventura albanese! Siamo emozionati, incuriositi e un po' preoccupati! La navigazione e molto tranquilla, poco vento e pochissime onde. La vista ci offre dei caratteristici borghi alternati a veri mostri di cemento, stanno costruendo tantissimo dato che il turismo è esploso da pochissimi anni grazie anche a i prezzi molto bassi. La costa offre anche alcuni angoli gradevoli, in tutto il giorno non abbiamo incontrato nessuna imbarcazione. Nel primo pomeriggio ormeggiamo all'interno del marina di Orikum che è l'unico di tutta l'Albania. Qui ci aspetta l'italianissimo Luigi che è il direttore del porto, lo avevo contattato in inverno spiegandogli del nostro raid. Ci accompagna nell'ufficio del comandante del porto perché deve registrarci. Luigi ci spiega che in albania sono molto indietro dal punto di vista nautico a causa dell'assenza delle strutture. Xhefro, l'ormeggiatore, ci affitta uno dei suoi bellissimi appartamenti, con la sua auto ci porta la benzina necessaria per rabboccare il serbatoio, la mattina mi accompagna in un piccolo supermercato pulitissimo e ben fornito. Qui ad Orikum ci sono dei modernissimi alberghi e ottimi ristoranti dove si mangia del buon pesce e dell'ottima pasta a prezzi molto convenienti.
Domenica 19/05 Orikum - San Giovanni Medua (Shëngjin)
Salutiamo in nostri nuovi amici albanesi e verso le 09.00 lasciamo Orikum.
Il meteo prevede nuvole, assenza di vento e mare calmo, molto calmo, forse troppo! Nelle miglia percorse nn abbiamo incontrato neanche un'onda quasi al limite della noia. Costeggiamo Valona e dopo qualche miglio inizia una zona molto vasta dove sfociano alcuni fiumi, purtroppo il mare assume un colore che nn merita nemmeno una foto.
Lasciamo Durazzo alla nostra dritta, lo passiamo senza fermarci e finalmente vediamo due barche e un gommone, ma la nostra illusione dura poco perché fino a San Giovanni Medua non incontriamo nessun altro. È l'ora di pranzo, siamo a 10 minuti dall'arrivo e ci concediamo un'oretta di relax davanti ad un bellissimo promontorio.
Entriamo nel porticciolo ed inizia qualche piccolo problema. Il porto non ha un molo dove ormeggiare, a fatica troviamo un piccolo spazio tra una nave che trasporta sabbia e un condotto presumibilmente del gas. Attiriamo l'attenzione di un doganiere il quale ci guarda molto insospettito, che ci fanno qui due giovanotti su un piccolo gommone? In nostro aiuto si presenta Goni, un parente di un'amico (italo-albanese) di Clipper che ci stava aspettando. Grazie a lui il doganiere capisce le nostre intenzioni e ci chiama il titolare di un'agenzia locale. Da questo momento tutto i dubbi vengono risolti, Mythos è al sicuro nell'area doganale.
San Giovanni Medua è una cittadina modernissima con un lungo bel lungo mare e degli alberghi recenti. Passiamo la serata con Goni e un suo amico che ci raccontano le esperienze vissute 20 anni fa quando partivano i gommoni pieni di clandestini albanesi verso l'italia.
Noi oggi ci navighiamo con sicurezza.
La mattina Mythos lo troveremo coperto di sabbia e polvere perché hanno caricato il mercantile.

Martedì 21 Maggio - Ragusa Vecchia ~ Dubrovnik
Infranto il sogno montenegrino la nostra avventura ormai è al termine, navighiamo in dislocamento le ultime 10 miglia. Entriamo nel porto antico di Dubrovnik come se fossimo dei conquistatori di altri tempi, la storia ci circonda.
Nel pomeriggio ormeggiamo nell Aci marina di Dubrovnik con un giorno di anticipo, abbiamo concluso la nostra missione e non ci resta che visitare a piedi la città antica in lungo in largo, di notte e di giorno è stupenda!
Aspettiamo Carla ed Eugenio per il passaggio del testimone.
Ringraziamo il club del gommone per la fiducia e l'opportunità dataci, grazie e...alla prossima.

Decima Staffetta

Carla Gnemmi - Eugenio Severgnini - Dubrovnik - Pola. Miglia totali percorse 261
Siamo i decimi frazionisti della staffetta Atene 2019, abbiamo scelto questa tappa, della fase di rientro, per vedere, "fuori stagione", i luoghi che di solito visitiamo durante le ferie estive, in particolare le città storiche, in assenza del caotico turismo estivo.
Le condizioni meteomarine ci sono state particolarmente favorevoli, abbiamo navigato in tutto relax coprendo la distanza giornaliera senza problemi di sorta. Abbiamo raggiunto l'equipaggio uscente, Marco e Clipper, a Dobrovnik nel primo pomeriggio del 22 Maggio e, dopo aver ricevuto il testimone, trascorriamo una piacevole serata a cena con i nostri amici.
La mattina seguente salpiamo verso la prima tappa: la storica Korcula.
Dopo 49 miglia di percorrenza, coperte in circa 4 ore di navigazione, raggiungiamo la nostra meta ed approdiamo al marina locale, concedendoci un tranquillo giro turistico nella città fortificata. Venerdi 24 molliamo gli ormeggi diretti a Trogir, altra città ricca di monumenti, chiese e storia. Arriviamo a Traù nel dopopranzo, altre 65 miglia di ottima navigazione e, dopo averlo rifornito, lasciamo il nostro Mythos lavato ed impacchettato per la notte nel marina di fronte alla città vecchia. Forniamo i resoconti della giornata poi ci tuffiamo nella movida della città che, nonostante il periodo, è abbastanza vivace.
Sabato 25 siamo al giro di boa, la terza tranche della nostra frazione ha come destinazione Zara, una delle più belle città Croate, ricca di storia che in passato ci ha visti coinvolti in prima persona.
A pranzo ci concediamo una sosta a Sminiak, dall'amico Cresimir, per nulla al mondo possiamo perderci la "peka" piu buona della Croazia (...tanto dobbiamo passare li davanti).
Raggiungiamo la nostra meta dopo aver percorso 68 miglia, anche stavolta navigazione di tutto comodo, mare piatto e tempo splendido, il nostro battello Marshall, spinto dal mitico Suzuki DF40, ci regala una crociera da manuale.
Pieno di carburante e ricovero notturno per il nostro natante e cena con passeggiata per noi: qui c'è tanto da vedere, dal teatro del tramonto all' Organo Marino, dalle chiese ai resti romani attraversando il ponte che porta alla città murata.
Siamo arrivati all'ultimo giorno di navigazione, 81 miglia ci separano da Pola, la meta finale del nostro segmento di staffetta.
Il cielo è un pò coperto e il mare completamente spianato fino a Lussino, da li un metro di onda di poppa ci spinge oltre il canale del Quarnaro e, raggiunta la punta meridionale dell'Istria, terminiamo la navigazione agevolmente imboccando il fiordo di Pola.
E' domenica e il distributore di carburante è chiuso, rimandiamo al giorno dopo, tanto l'equipaggio entrante sarà in arrivo solo in serata, a causa di relativi impegni di lavoro dei comandanti. Ormeggiamo il nostro battello, facciamo l'inventario di cio che c'è a bordo, lasciamo tutto pulito ed in ordine per chi ci subentrerà, finita la nostra frazione comincia a piovere: è andata bene!!
Lunedi 27, in serata, arriva l'undicesimo equipaggio: Davide, Ambrogio e Alberto, che riporteranno in Italia il piccolo grande Mythos.
Consegniamo i documenti e, davanti ad una buona cena, passiamo loro il testimone, avanti ragazzi adesso tocca a voi.

Undicesima Staffetta

Alberto Redaelli, Davide Cella, Ambrogio Fumagalli - Pola - Trieste - Chioggia. Miglia totali percorse 154
Lunedì 27 Maggio. Di buonora con Ambrogio e Davide ci troviamo alla Stazione Centrale di Milano. Il treno per Trieste parte, puntuale, alle 7,40. La nostra piccola avventura è iniziata. A Trieste una pizza veloce (mica tanto buona, mai mangiare nei ristoranti vicino alle stazioni ferroviarie) quindi un paio d'ore di autobus ed eccoci arrivati a Pola. Ci accoglie l'imponente e maestoso Anfiteatro Romano testimonianza di una presenza "italiana" che nel corso dei secoli e con alterne vicende ha caratterizzato la storia di questa città e dell'intera Istria fino agli ultimi esiti (talvolta drammatici) che hanno visto questa regione definitivamente assegnata alla Croazia. La città non sembra animata da una particolare "joie de vivre" ma, fortunatamente, ad accoglierci c'è la cara presenza di Carla ed Eugenio - due amici che cortesia ed altruismo pensiamo ce l'abbiano nel DNA - che hanno graziosamente provveduto a trovarci un alloggio per la notte. E l'indomani, finalmente, si incomincerà a navigare.
Martedì 28 Maggio. Sul pontile del Club nautico di Pola il testimone passa dalle mani di Carla ed Eugenio a quelle di Alberto/Ambrogio/Davide che lentamente dirigono la prua di Mythos fuori dal porto e dirigendo verso nord.
Decidiamo di lasciare le Isole Brioni alla nostra sinistra e procediamo speditamente verso Rovigno con il rimpianto di non poter godere appieno dei colori di questa zona perché il cielo è plumbeo e una pioggerellina debole ma insistente e fastidiosa ci accompagna per tutto il tragitto. Tappa obbligata a Umago per fare benzina e sbrigare le pratiche di uscita dalle acque croate.
Siamo soli sia al distributore sia presso gli sportelli di Capitaneria e Polizia quindi tutto si svolge con grande rapidità. Via di nuovo dunque alla volta di Trieste. Una volta giunti in prossimità del molo antistante la celebre Piazza dell'Unità d'Italia azzardiamo un avvicinamento ma la presenza di un mezzo della GDF che incrocia in zona ci induce a più miti consigli.
Ancora pochi minuti di navigazione a velocità "portuale" e attracchiamo a Porto San Rocco dove siamo attesi da Fabio Turco titolare della Concessionaria Motor Service di Suzuky per la città di Trieste. Un rapido spuntino quindi appuntamento con Fabio Turco presso la sua officina in darsena perché il nostro Suzukino 40 necessita di un tagliando. Sotto una pioggia battente e con grande abnegazione (noi gli teniamo l'ombrello ma il riparo è un po' relativo) il tecnico provvede alla bisogna e ci restituisce il nostro gommone più in forma che mai. E visto che parliamo del propulsore soffermiamoci un attimo su qualche considerazione. Alberto (del trio in azione) è fortunato proprietario di un identico motore acquistato nel 2008. Osserva che questa nuova versione si caratterizza per una minore rumorosità e per una erogazione della coppia più dolce e progressiva. E scusate se è poco. Per il resto cos'altro dire. E' un mese e mezzo che lo strapazziamo per bene e lui non si lamenta anzi gira allegramente con pregevole continuità. Il quarantino con gli occhi a mandorla non delude mai. All'ora dell'aperitivo ci attende un altro piacevolissimo incontro. Sul molo di Porto San Rocco riceviamo il saluto - che dire cordiale ed amichevole è dire troppo poco - da parte del Presidente Giampiero Dell'Agata e dei Soci del Club del Gommone di Trieste. Grande curiosità, grande ammirazione per l'impresa di cui la nostra frazione (ne siamo consci) è solo una ben piccola parte. Lo vogliono vedere questo Mythos, vogliono salirci a bordo. Qualcuno vorrebbe poterci fare un giro ma siamo costretti a declinare garbatamente la richiesta. Su di un cordiale e sentito "arrivederci" si chiude la giornata.
Domani, su previsione degli amici triestini, ci aspettano condizioni meteo assai meno clementi di quelle di oggi.
Mercoledì 29 Maggio. Lungi dal pensare che il nostro parere tecnico possa avere l'autorevolezza di collaudatori di professione ci sentiamo tuttavia di affermare che in questa nuova realizzazione dello storico Marshall (voluta e realizzata da Ribitaly) l'opera viva sia decisamente la parte di eccellenza.
E ce ne siamo accorti navigando in questa seconda giornata della nostra frazione da Trieste a Caorle. Come preannunciato dagli amici triestini una discreta bora ci ha accompagnati (beh accompagnati si fa per dire) lungo tutto il tratto fino al magnifico Castello di Miramare (si trattavano bene gli Arciduchi della Corte Asburgica) che abbiamo fatto appena in tempo a fotografare cercando di non annaffiare più del dovuto gli apparecchi fotografici.
E' stato appunto in queste condizioni di mare non proprio tranquillo che abbiamo avuto modo di apprezzare la morbidezza con cui (tenuta nel debito conto la lunghezza del natante) il nostro Mythos affrontava l'onda. Pervenuti all'altezza di Lignano abbiamo provato ad addentrarci nella laguna ma ci siamo resi conto di non avere sufficiente conoscenza dei canali interni per cui saremmo stati esposti probabilmente per ore a una pioggia francamente non gradevole.
Via dunque in mare aperto fino all'ottima Marina dell'Orologio in quel di Caorle. Ricevuti come spugne da strizzare dalla Segretaria dell'omonimo Circolo nautico la quale gentilissima ed incredula di fronte alla narrazione del Raid che il Club del Gommone di Milano stava per portare a termine ("con un gomon? Genova Palermo Atene Venezia Pavia con un gomon? No ghe posso creder!") ci ha fotografati per pubblicarci sul sito del suo Circolo e indirizzati a un piccolo ed accogliente alberghetto locale. Una passeggiata per i vicoli della Caorle vecchia, un'ottima cena a base di pesce freschissimo quindi a nanna in previsione dell'ultima tratta della nostra frazione.
Giovedì 30 Maggio. Mare calmo e cielo coperto ma in assenza di precipitazioni sono le condizioni in cui comincia la tappa Caorle Venezia Chioggia. Il punto principale di questa tappa è, ovviamente, Venezia la città più bella e più unica del mondo. Si sa tuttavia che recenti disposizioni provocate da un afflusso turistico semplicemente abnorme non consentono che un avvicinamento ad assai rispettabile distanza dei mezzi che vogliono muoversi nelle sue acque. La navigazione in Canal Grande è vietata. Costeggiando Riva degli Schiavoni in acque molto agitate per via del notevole andirivieni di barche d'ogni tipo, riusciamo ad avvicinarci quanto basta per poter fotografare con una certa angolatura il campanile di San Marco. Dal centro direzionale (leggasi Presidente Gandini) arriva la comunicazione che il Tracciatore Satellitare fa i capricci. Ripariamo quindi presso il Centro Velico di Venezia per consentire ad Ambrogio (gran tecnico) di intervenire e riparare l'apparecchiatura. Detto fatto si riprende il mare alla volta di Chioggia. Una navigazione francamente di tutto riposo. Un gradevole incontro con pescatori locali che ci segnalano la rotta da tenere per non infilarci negli impianti ittici presenti nella zona e finalmente risaliamo il Brenta dalla foce. Pieno di benzina (secondo regola) e presso il Marina del Campeggio Oasi consegnamo Mythos agli ultimi staffettisti che lo porteranno fino a Pavia sulle acque del fiume Po. Giusto in questo momento "messer lo frate sole" ci degna della sua comparsa . Il che consentirà a Franco Giuseppe e Doriano di dire che naturalmente "dove arriviamo noi arriva il sole".

Dodicesima Staffetta

Giuseppe Cervo - Doriano Grigoletto - Franco De Gradi - Chioggia - Pavia. Miglia totali percorse 192
Venerdì 31 maggio. E' arrivato il nostro momento!
Siamo arrivati ieri alla darsena del campeggio Oasi di Chioggia e abbiamo trovato gli amici Alberto, Ambrogio e Davide appena giunti. Dopo i calorosi saluti abbiamo avuto le consegne riguardanti il gommone. Ci raccontano le loro impressioni, il brutto tempo e il mare agitato che hanno incontrato. Subito dopo effettuiamo il passaggio del testimone con le foto di rito (altrimenti Bellina ci "rimprovera"), ed i nostri amici partono per rientrare a casa. Non sono ancora le 7,30 e già siamo pronti per la partenza. Intorno non c'è nessuno. A me è stata affidata la custodia del tracciatore satellitare, delle chiavi e dei documenti ed il compito di curare le comunicazioni (noblesse oblige!). Ed ecco il mio primo dilemma: chiamo o non chiamo il Presidente a quest'ora? Azzardo! Virginio mi risponde immediatamente (il nostro Presidente è sempre all'erta) e mi dà conferma che tutto funziona. Bene. Piccolo video per Bellina. Partenza!

Sono emozionato: è vero! In più sono il "pivello" rispetto alle due grandi esperti navigatori a cui sono stato affiancato.
Il tempo è incerto ma non piove. Navighiamo tranquilli nei vari canali, il motore gira, o meglio "canta", in maniera regolare ed il gommone scivola dolcemente sull'acqua. Attraversiamo delle chiuse, ci godiamo il paesaggio un po' melanconico.
Ed ecco che ci immettiamo nel Po. Tutto cambia: la grandezza del fiume, la corrente e il paesaggio e iniziano alcuni problemi di navigazione. Ci sono molti tronchi e rami a fior d'acqua che si riescono a vedere all'ultimo momento, per cui stiamo tutti all'erta e diminuiamo la velocità di crociera. Questo è dovuto alle grandi piogge degli ultimi giorni. Se da un lato hanno favorito le condizioni idrometriche, dall'altro hanno scaricato detriti di ogni genere nel fiume. Ma il fascino di questo fiume con le sue anse e la sua navigazione rimangono inalterati. Nel pomeriggio, dopo poco più di 100 miglia di navigazione, arriviamo a Boretto. Attracchiamo al pontile. Sorpresa! Ad attenderci troviamo due "amorevoli" amici: Enzo e Paola. Hanno preparato per noi un cocktail di benvenuto a base di "ciccioli", focaccia ed ovviamente lambrusco. Però, prima di lasciarci andare a queste piacevolezze, dobbiamo fare il punto della situazione: sunto della giornata, raccolta dati rilevati durante la navigazione e foto (Bellina ci controlla!). Infine occorre fare benzina. Il distributore si trova sulla strada sopra il pontile per cui bisogna fare diversi viaggi su per le scale con le nostre taniche da 10 e 5 litri. Prima che i "capi" mi dicano qualcosa, mi offro volontario. Poi sono stato costretto a mangiare un paio di ciccioli in più per recuperare energia. Finito anche il festeggiamento, ci accompagnano all'albergo, facendoci vedere i luoghi dei film di
"Peppone e Don Camillo". Poi cena, due passi e a dormire. Domani bisogna lasciare i pontili prima delle 8,00 perchè qui a Boretto ci sono le prove di qualifica per il Gran Premio di Motonautica.
Sabato 1 giugno
Ore 7,30 pronti sul gommone. Sistemazione bagagli, motore acceso come anche lo Spot (verificato col Presidente), foto per Bellina, ormeggi mollati: partenza!
Continuando a risalire il Po dobbiamo sempre fare attenzione ai tronchi d'albero sempre in agguato. Sia il gommone che il motore come la strumentazione di bordo funzionano regolarmente. Ad un certo punto piccola allerta. La profondità comincia a ridursi. Siamo costretti a procedere lungo linee di navigazione ben ristrette per evitare di arenarci. Ci avviciniamo alla chiusa di Isola Serafini. Si apre solo su prenotazione. Chiamiamo al telefono. Dopo circa 10 minuti di attesa dall'altoparlante esce la voce amica che ci informa che inizia l'operazione. Dobbiamo fare estrema attenzione all'interno della chiusa a causa dell'infinità di tronchi e, su consiglio dell'operatore non ormeggiamo con le cime ma ci teniamo aggrappati con le mani ad una delle scalette. Per entrare nella chiusa ci siamo fatti largo davanti alla prua con il remo. Il dislivello è di oltre 10 mt. Superata la chiusa e ringraziato sentitamente l'addetto, troviamo un gommonauta su un Marshall rosso fiammante che ci stava aspettando e ci chiede se siamo noi Doriano, Franco e Giuseppe. Con un po' di stupore chiediamo spiegazioni. E' Gabriele Schenardi che avendo seguito tutto il raid dalla partenza da Genova è lì per salutarci e darci il benvenuto. Gabriele è diventato un amico e speriamo di averlo anche come socio del nostro club. Così, navigando con lui arriviamo alle 13,00 circa a Piacenza. Ormeggiamo presso il Centro Nautico Piacenza che è custodito anche con videosorveglianza. Dopo tutte le consuete procedure, compresi foto e dati (Bellina!), siamo andati col nostro nuovo amico a gustare le specialità piacentine. In serata breve visita della cittadina.
Domenica 2 giugno
Ed eccoci arrivati all'ultima tappa. Gabriele ci viene a prendere dall'albergo e ci accompagna al pontile. Dopo la pulizia del gommone e del motore e riordinato il tutto, partiamo. Navighiamo attraverso le grandi e lunghe anse del Po sempre facendo attenzione al letto del fiume che in alcuni punti scende anche a poco meno di un metro di profondità. Si passa da una sponda all'altra ed in varchi dove l'elica non possa toccare. GPS con ecoscandaglio efficiente e preciso. Gommone e motore sempre pronti a rispondere alle esigenze del momento.
In prossimità di Pavia ci diamo una piccola "ordinatina". All'approssimarsi del Ponte della Becca cominciamo a sentire urla festanti, trombe, sirene e applausi. Vediamo anche Paolo Bellina che finalmente può fare le foto come vuole lui. Grazie Paolo, a parte le battute, sei stato davvero d'aiuto. Con questa tappa si è conclusa l'impresa "Genova-Atene-Pavia", organizzata in maniera impeccabile da tutto il Club.
Personalmente ringrazio Virginio che mi ha dato la possibilità di navigare sul Po (anche se all'inizio l'avevo presa con poco entusiasmo), esperienza molto significativa, bella e che mi mancava. Un grazie a Carla che ci seguiva sempre e comunque da casa dandoci delle dritte. Ringrazio gli amici Doriano e Franco (in ordine alfabetico) che, oltre a essere due care persone, con la loro grande esperienza mi hanno ancora insegnato qualcosa. Ed un ringraziamento a tutti i soci che palesemente o meno hanno contribuito alla buona riuscita dell'impresa. Grazie e alla prossima.


 

Pavia - L'arrivo

Gli equipaggi

 

Palermo - Club Tecnomare


 

Atene - O.F.S.E.


 

Trieste - Club del Gommone


 


 

 

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