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Per quanto
in fase progettuale si possano determinare infiniti tipi di carena,
ciascuna di esse può essere ricondotta a forme principali "standard."
Occupiamoci quindi di queste famiglie di carene, per definire delle
caratteristiche che possano essere applicate in maniera generale.
Innanzitutto occorre dire che le carene di un gommone semirigido monoscafo
sono generalmente a "V" , profonda o meno, con rare eccezioni
(si pensi al Ranger Prestige, che è un catamarano, oppure gli
smontabili a carena piatta) .
Queste si possono suddividere principalmente in due grandi gruppi, ovvero
le carene monoedriche, e quelle a V variabile, anche dette a "Geometria
Variabile".
Monoedriche:
Carene
utilizzate principalmente tra i battelli di produzione oltremanica ,
in cui l' angolo deadrise si mantiene pressoché costante per
tutta la lunghezza. Questo tipo di carena , normalmente abbastanza stretta
e caratterizzata da un elevato coefficiente di finezza , è utilizzata
su gommoni ad alte prestazioni, ma può essere usata anche su
gommoni "tranquilli" (es. Zodiac) . Le prerogative di questa
forma sono una buona scorrevolezza, un ottima direzionalità sul
mosso, e sono adatte appunto per correre veloci.
I maggiori difetti sono dati dalla notevole richiesta di potenza per
entrare in planata, specie in mezzi in cui il baricentro è arretrato
verso poppa: la cabrata in partenza risulta evidente, e con essa anche
la richiesta di potenza necessaria a superare l' onda generata dalla
prua.
Il deadrise misurato a poppa è generalmente elevato, nell' ordine
dei 24/27 gradi: è quindi necessario, in un gommone con queste
caratteristiche, che i pesi siano distribuiti in maniera corretta per
evitare l' inconveniente di cui sopra. La stabilità da fermo
non è elevata, pertanto è necessario avere o il "piede
marino", oppure che i tubolari tocchino l' acqua da fermo , in
questo caso però le prestazioni velocistiche ne risentono parecchio.
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V variabile:

è
la più usata su tutti i gommoni di produzione nostrana , è
caratterizzata da un angolo poppiero abbastanza moderato, che poi va
ad aumentare verso prua . La planata è facilitata dal fatto che
le sezioni poppiere , più ampie, danno un buon sostentamento
anche a bassa velocità, e ciò unito alla minor portanza
della prua che riduce la cabrata, consente l' utilizzo di poca potenza
per entrare in planata.
Di per contro, la velocità massima risulta leggermente inferiore
che in uno scafo a V monoedrica stretta, a causa della maggior larghezza
della figura di galleggiamento, e sul mosso consente andature inferiori,
per via dello squilibrio di portanza tra poppa e prua, che se avvenisse
allo stesso modo su barche tradizionali, porterebbe facilmente a fenomeni
quali lo spin-out. I gommoni invece hanno il vantaggio di poter sfruttare
la riserva di stabilità e portanza data dai tubolari. Questa
carena e' più sensibile al trim rispetto alla carena monoedrica;
tenendo il trim positivo e quindi facendo lavorare le sezioni poppiere,
il modesto angolo di deadrise poppiero assicura una buona velocità,
a scapito del comfort, mentre trimmando in negativo si immergono le
sezioni più affilate prodiere e aumenta proporzionalmente il
comfort sull' onda . Spesso questa carena è accompagnata da un
"pianetto" in carena, che serve appunto per aumentare la portanza,
e facilitare la bassa velocità di planata: d' altro canto una
soluzione del genere porta a una minor tenuta in virata, e una maggiore
durezza d' impatto sul mosso.
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Tubolari
Il
punto di attacco dei tubolari influenza anch'esso il comportamento del
gommone sia da fermo che in navigazione.E' noto a tutti che i tubolari
montati bassi contribuiscono non poco alla proverbiale stabilità
trasversale del mezzo, ma d' altro canto creano una maggiore resistenza
d' attrito che diminuisce le prestazioni velocistiche, e non ultimo
danno una conformazione della carena "ad ala di gabbiano"
che peggiora la morbidezza d' impatto sull' onda, specie qualora i tubolari
non siano liberi di oscillare leggermente ma siano bloccati. Generalmente
i tubolari attaccati bassi sono propri di gommoni di dimensioni medio-piccole,
in cui sia fondamentale la stabilità rispetto alle prestazioni
velocistiche.
I
tubolari montati alti , su carene con ginocchio evidente , da fermo
rimangono fuori dall' acqua, contribuiscono meno alla stabilizzazione
da fermo , quindi rendono il gommone più soggetto al rollio,
e d' altro canto consentono velocità maggiori visto che la superficie
bagnata in planata si riduce. Concorrono alla stabilità trasversale
solo quindi sul mosso, e comunque dopo una certa inclinazione. Inoltre
fanno sì che sia la V di carena ad attutire l' impatto con l'
onda, quindi ciò che si perde in stabilità trasversale
lo si recupera in comfort di navigazione.
Ci sono naturalmente molte vie intermedie, mentre gli eccessi dall'
una e dall' altra parte portano ad avere una carena trimarana (tubolari
bassissimi) oppure una barca tradizionale (tubolari a mò di parabordo).
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Tubolari
con funzione di parabordo ..
................
. . .....
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Tubolari
alti a poppa, e a prua ...ancora di più
..
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I pattini
La funzione
dei pattini è molteplice.
Innanzitutto servono ad aggiungere portanza alla carena, quindi aumentano
la velocità per via della minor superficie bagnata; in più
si crea una zona asciutta subito a ridosso della superficie verticale
del pattino, che contribuisce ulteriormente a diminuire l' attrito.
Altra funzione è quella di dare direzionalità al gommone,
specie in carene che presentano chiglie piatte o pianetti di accelerazione.
I pattini fungono altresì da smorzatori, e prevengono eventuali
"rimbalzi" della carena da un' onda all' altra.
Ultima funzione, ma non meno importante, è quella di deflettore
di spruzzi: una ragione importante che fa si che i pattini molto spesso
arrivino fino a prua, o comunque in una zona della carena molto al di
sopra della linea di galleggiamento.
A questo proposito ci sono da segnalare gli efficacissimi "reverse
chine" , ovvero pattini non composti da una superficie orizzontale
e una verticale (sezione a "L" ) ma da una sezione a "V";
hanno la prerogativa di deflettere verso il basso gli spruzzi, quindi
rendono più asciutta la navigazione mentre di per contro creano
un' aumento della resistenza d' attrito quindi peggiorano leggermente
le doti di scorrevolezza.
Quanti pattini ? Mettere 1, 2 o 3 ordini di pattini per lato dipende
dai requisiti di progetto del gommone.
Gli scafi con 3 ordini di pattini sono generalmente quelli con caratteristiche
più corsaiole, la carena ad alte velocità si stacca di
più dall' acqua, sollevata dal pattino inferiore e con gli altri
2 che fungono da paraspruzzi.
Un pattino solo, è generalmente sinonimo di carena più
"tranquilla", in cui si privilegia la morbidezza d' impatto
a causa dell' opera viva più immersa.
Carena
con 2 ordini di pattini e ginocchio alto: ottime prestazioni anche sul
mosso
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Ruota
di prua
La ruota
di prua, detta anche Tagliamare, può essere di diverse forme;
ciò che la identifica è il suo raggio di curvatura, che
ne determina il comportamento in navigazione.
Un raggio ridotto, che implica una ruota avanzata, fa sì che
il rapporto tra lunghezza della carena e lunghezza del gommone sia alto,
quindi se ne avvantaggia la direzionalità di rotta e il comfort
sulle onde corte e ripide tipiche del Mediterraneo. Le controindicazioni
sono principalmente 2: la prima sta nel fatto che a una maggior lunghezza
di opera viva corrisponde un incremento proporzionale della resistenza
al moto, e quindi della potenza del motore necessaria , e la seconda
è il fatto che una prua avanzata e ripida apre gli spruzzi molto
avanti rispetto ai passeggeri e quindi le "lavate" sono dietro
l' angolo, specie con vento al traverso: occorre quindi una condotta
di guida che tenga conto di questo, ovvero lavorare parecchio di trim
e tenere la prora possibilmente alta in queste andature e col mare in
poppa per evitare "ingavonate" ,e abbassarla con il mare in
prua.
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Ruota
di prua a raggio ridotto con redan avanzato, reverse chines a prua,
redan avanzato, e molta fantasia del progettista.
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Le ruota
di prua ad ampio raggio invece è più adatta a risalire
l' onda più che ad aprirla, quindi è preferibile per condizioni
di onda lunga e ampia, o comunque per ottenere buone prestazioni velocistiche.
E' una carena più "asciutta" e parecchio più
scorrevole nelle andature di poppa e al giardinetto.
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Carena
monoedrica, ruota di prua ad ampio raggio, l'utilizzo velocistico si
intuisce anche da ... i sedili!
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La stragrande
maggioranza dei Rib di produzione nostrana opta per un efficace via
di mezzo.
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Ruota
di prua a raggio medio, ginocchio pronunciato a poppa.
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Il Ginocchio
Il ginocchio
su tutte le barche plananti è a spigolo, ed è la parte
che separa la carena dai tubolari.
Ci sono varie possibilità , riguardo all' ampiezza dello stesso
e alla sua forma, o inclinazione.
Un ginocchio inesistente, o stretto, dà poco contributo alla
stabilità trasversale dell' imbarcazione, sia statica che dinamica,
e infatti tutti i Rib della vecchia scuola ne erano sprovvisti in quanto
quest' ultimo era sostituito a tutti gli effetti nella sua funzione
dai tubolari.
Di per contro non avere grosse superfici piatte consente un miglior
comfort di navigazione sul mosso. Quindi occorre un compromesso che
vada bene sia dal punto di vista della stabilità che per quanto
riguarda l' impatto sull' onda: generalmente su gommoni di 5-6 metri
è largo pochi cm, e può arrivare a una decina di cm su
quelli più grossi. Altra funzione del ginocchio: fa da paraspruzzi
aggiuntivo, non tanto per la zona di poppa quanto per quella di prua.
In particolare nei casi in cui non sia orizzontale ma rivolto verso
il basso. (Reverse chine)
I costruttori di gommoni poi hanno capito che far lavorare il ginocchio
di carena al posto dei tubolari in velocità avrebbe consentito
meno attriti e migliori prestazioni, e infatti su molti gommoni "prestazionali"
si può vedere la carena non unita direttamente ai tubolari ma
che termina a ginocchio e con l' attaccatura dei tubolari abbastanza
alta.
Si ha così una maggiore tenuta in virata (il ginocchio fa anche
da "artiglio" in virata) a fronte di una stabilità
leggermente inferiore, visto che i tubolari non sono sempre chiamati
in causa.
La zona in cui il ginocchio ha la massima larghezza è quella
di poppa, nella quale è necessario avere la massima portanza.
Andando verso prua invece sale seguendo il cavallino quindi servendo
solo da paraspruzzi si può assottigliare.
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Carena con pattini e ginocchio leggermente negativi
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I
"Redans"
Sono delle
discontinuità trasversali nella carena, gli scafi vengono così
chiamati "stepped hull" dal fatto che il redan forma una specie
di "gradino" la cui altezza è generalmente di pochi
centimetri , e sono utilizzati in gommoni ad alte prestazioni, che abbiano
velocità di crociera superiori a 40/45 nodi.
L' uso di queste geometrie consente di ridurre la superficie bagnata
di carena, un po' come i pattini , e quindi gli attriti; a questa funzione
si aggiuge il fatto che i redan creano una zona di depressione: così
facendo tramite l' apertura sul ginocchio viene aspirata aria e l' opera
viva usufruisce di una specie di "cuscino d' aria", in grado
di aumentare parecchio le prestazioni di velocità.
La condizione necessaria per il funzionamento di questi step consiste
quindi nel far sì che la zona del ginocchio sia al di sopra della
linea di galleggiamento in condizioni di planata, per cui il peso a
bordo deve essere opportunamente calcolato per non provocare drastiche
riduzioni delle prestazioni, stessa cosa vale per l' angolo di incidenza
della carena rispetto alla superficie dell' acqua.
La zona di carena interessata è generalmente a poppavia della
mezzeria, anche se esistono esempi di carene con redan avanzati (Gommonautica)
e solitamente i redan sono 2 o 3.
Le controindicazioni consistono nel fatto che si ha un' alta sensibilità
al carico, e una minore lunghezza di carena bagnata per cui la tenuta
di mare complessivamente peggiora.
La progettazione di carene a step quindi deve essere sempre accompagnata
da parecchie prove.
Carena con quattro ordini di pattini e doppio redan
... non da gita turistica !!
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Specchio di poppa
Su tutti
i gommoni lo specchio è inclinato di almeno 10-15 gradi rispetto
a un piano trasversale verticale, sia per poter sfruttare appieno l'
escursione di trim dei fuoribordo, sia per evitare l' ingresso di acqua
in retromarcia. Le normative CE di recente applicazione , che assegnano
le categorie di progettazione in base a criteri di stabilità
e al bordo libero, hanno fatto sì che la maggior parte dei gommoni
in commercio abbia specchi di poppa dimensionati per motori a gambo
L o XL, o anche XXL in carene con deadrise considerevole.
E' necessario infatti che la piastra anticavitazione del fuoribordo
sia a filo del calcagnolo , questo vale sia per motori a gambo corto
che extralungo, e che la calandra del motore non sia troppo vicina all'
acqua.
Per migliorare il rendimento della propulsione si può adottare
il Bracket, ovvero una struttura che allontana il motore dallo specchio
in modo da far lavorare l' elica in condizioni di acqua meno perturbata,
o anche il power lift, che è un dispositivo di sollevamento idraulico
, il quale consente di regolare l' altezza del motore in base alle condizioni
di carico, meteo , velocità etc, per ottenere il miglior rendimento
propulsivo.
Specchio di poppa basso con motore montato su bracket
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