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Attività Il Club

 

l'intenzione...
Siros estate 2007, Marco e Patrizia guardano affascinati le spettacolari cattedrali di Ermopouli la capitale delle Cicladi.
Quest'anno ci torniamo, riproviamo a percorrere parte di quella rotta aggiungendovi altre isole non ancora viste.
Ci riproviamo, anche se le notizie sul meteo, a due giorni dalla partenza, non sono molto incoraggianti.
Vorrà dire che, se non cambia, attueremo il piano B facendo rotta lungo la costa Est del Peloponneso verso ...Elafonissos ..
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Com'è andata...


di Carla Conti


E' la cittadina di Nea Peramos, 30 Km prima Atene la località consigliata dall'amico greco Harris per la partenza della nostra avventura in Egeo.
Facilmente raggiungibile, a due ore circa da Patrasso, il porticciolo si trova all'interno del canale fra la costa e l'isola di Salamina. Varo e alaggio presso il cantiere del simpatico Joannis che offre uno scivolo in ferro un po' così-così però adiacente ad un porticciolo e a un ottimo rimessaggio per macchine e carrelli, acqua in cantiere e benzina in paese. Non è certo il Marina di Lefkada ma la sistemazione è buona, l'ambizione di quest'anno è quella di arrivare sul Dodecanneso passando per le Cicladi e la scelta di effettuare il varo dei gommoni al di là di Corinto, è stata presa proprio per avere più tempo a disposizione sulle isole in Egeo.

27 luglio -Arriviamo nel tardo pomeriggio e guarda un po' chi è venuto ad accoglierci… Giovanni Bracco. Partito da Bari alcuni giorni prima, con il Mar-co 29, per il suo Raid in solitario verso la Romania, ci eravamo dati questo appuntamento se i giorni del suo passaggio ad Atene avessero coinciso con i nostri. Bene, eccoci qui.
Ci affrettiamo a varare i gommoni con il muletto del cantiere e allestirli per la notte, poi tutti insieme, noi 6 equipaggi (Lucio e Patrizia, Michele e Orietta, Lelio e Marinella, Emilio e Barbara, Marco e Patrizia, Virginio e Carla) e Bracco trascorriamo un'allegra serata condita con tante chiacchiere e promesse di ritrovarci chissà in quale isola dell'Egeo, con molti "se" e molti "ma" e non immaginavamo che sarebbe successo davvero e soprattutto dove.
Unico neo della serata, avevamo in mano un meteo, scaricato da internet da Harris, con una previsione bruttissima di vento e mare sulle Cicladi per tutta la settimana e non volevamo crederci. Da qualche anno l'Egeo ci aveva abituato "troppo" bene, due giorni di vento quattro o cinque di calma, non ci tradirà proprio quest'anno!!!

28 luglio, lunedì
- Buona partenza da Atene e saluti a Giovanni che a Lavrio dopo il rifornimento, ci lascia, lui deve correre per la sua strada con ogni mare, è solo e deve pensare "solo" per se stesso e per il suo mezzo. A bordo un piccolo gioiello tecnologico, il localizzatore satellitare Spot, lo seguiremo costantemente tutti i giorni.
Anche noi abbiamo attivato questo eccezionale servizio e da casa è possibile seguirci sul sito internet del Club del Gommone, visualizzando il percorso della navigazione sulla pagina dedicata al nostro viaggio.
Per la prima mezza giornata tutto bene fino a Kithnos dove arriviamo con mare frangente in rinforzo, vuoi vedere che quel maledetto meteo aveva ragione? Il programma di raggiungere Siros in giornata è stato accantonato. Ci sistemiamo in porto negli ultimi ormeggi rimasti. Notte movimentata con fortissime raffiche di vento, come quelle a seguire.
Miglia percorse a fine giornata 75.

29 luglio martedì, Lelio, Lucio e Marco sono costretti a cambiare posto sia per il troppo vento sia per la risacca provocata dai traghetti. In due praticamente ormeggiano davanti alla spiaggia ridossati dalle banchine del porto, prua al vento (ma non erano i soli) legati al cavo della catenaria dei pescherecci, doppie ancore e cime a volontà; Lucio si infila fra un peschereccio e la barca taxi. Noi con Emilio e Michele, troviamo posto in fondo al porto dei pescatori, ad una banchina completamente priva di attracchi "attrezzandola" con cime e chiodi da roccia portati direttamente da Milano. Chiodi che, dopo una mezza giornata di "duro" lavoro, resteranno a futura memoria per i gommonauti di passaggio.
Sopra le nostre teste, la strada principale di Merika con andirivieni di persone, macchine e camion da e per i traghetti. Dall'altra parte della strada, bar e ristoranti.
Uno di questi, il bar Kavos, proprio di fronte ai gommoni, diventa il punto di ritrovo del nostro gruppo e … il nostro ufficio, vi si caricano cellulari e computer, anzi alla compagnia si aggiunge l'amico Georghis nostro vicino di ormeggio, armatore di un motorsailer da 10 metri, anche lui bloccato dal vento e col quale ci scambiamo informazioni.

Visto il perdurante vento forza 7, ci siamo rassegnati ad aspettare e nei due giorni seguenti visitiamo l'isola in... pullman. Un giorno a Kanala, baia a sud est, da cui si vedeva il tratto di mare che separa Kithnos da Serifos, tutto una schiuma , e un giorno a Lutra, località rivolta a nord est, proprio con il Meltemi di fronte e lì beh!… non ci sono commenti da fare, era da vedere.
Nonostante tutto, era difficile rassegnarci completamente. Passavamo parte delle giornate in cima al promontorio per scrutare il mare e parte all'internet point sperando in qualche cambiamento improvviso del meteo.
Naturalmente avevamo anche una nostra spiaggia raggiungibile a piedi lungo un pendio con piante di fichi, fichi d'India e uva che tentavano moltissimo.
Finalmente si apre uno spiraglio per lunedì 4 agosto pomeriggio (otto giorni dopo il nostro arrivo a Kithnos). Il mare sulle Cicladi è dato in calo, forza 4/5, per poi riprendere il giorno successivo identico a prima. Il rischio è quello di proseguire e rimanere bloccati per troppi giorni su un'altra isola. Quindi, riunione degli equipaggi e si decide di ribaltare tutto: lasciamo le Cicladi e si prende la rotta delle Sporadi passando nel canale dell'isola di Eubea. Canale per modo di dire, lungo circa 140 miglia in alcuni punti è largo quanto un lago, oltre dieci miglia, mentre a metà, l'isola è separata dalla costa da uno stretto di soli quaranta metri.
Le previsioni meteo in quella zona sono nettamente migliori e per noi è una parte della Grecia non ancora vista, quale migliore occasione? Giorni a disposizione per andata e ritorno solamente 10.

4 agosto ore 17,00 - il vento cala
veramente, lasciamo Kithnos per Kea o eventualmente Lavrio se il mare lo avesse permesso. Ebbene, il canale fra le due isole è stata la parte migliore, ma dal faro a Sud-Ovest di Kea in avanti era ancora un bel forza 7. Le onde alte e frangenti di prua spazzate dal vento, insieme ad una notevole carica di buon senso, ci inducono a riparare a Porto Kavia, sulla costa Ovest dell'isola, accogliente baia circondata da mulini a vento. E' qui passeremo una delle notti più tranquille di tutte le vacanze con spaghettata sulla spiaggia e in cielo una pioggia di stelle cadenti.
Miglia percorse 15.

5 agosto - Lasciamo Kea per Lavrio
con il mare già frangente al traverso. Da Lavrio, dopo il rifornimento, proseguiamo verso nord per Rafti o Rafina, ma visto che il mare tiene decidiamo per la traversata diretta verso l'Eubea puntanto sul gruppo degli isolotti di Petali, antica residenza al mare dei reali di Grecia.
Le notizie avute da Georghios a Kithnos si sono rivelate fondate. Per la sosta bagno/pranzo approdiamo su una spiaggia di sabbia bianca ampia e deserta, siamo soli in compagnia di un veliero battente bandiera francese, un sogno se non fosse per il vento teso che da sopra le alture spazza tutta la baia. Ripreso il viaggio passiamo all'interno degli isolotti navigando in una laguna azzurra, per buona parte ridossata dal Meltemi. Ormeggiamo per la sera nel vicino porto di Marmari, la banchina in parte è ceduta causa qualche smottamento, ma va benissimo! La fontanella dell'acqua è a due passi, taverne e ristoranti di fronte agli ormeggi.
Miglia percorse 50.

6 agosto - da Marmari a Limni, costeggiando la costa Ovest di Eubea. Per un buon tratto della costa le cime delle brulle montagne sono costellate di generatori eolici, vuol dire che anche qui il vento non manca, ma fortunatamente c'è solo un po' di maretta, più che altro una seccatura. E' ormai mezzogiorno quando arriviamo a Khalkis, capoluogo dell'Eubea. La città è per metà sull'isola e metà sul continente, ed è collegata da due ponti: uno nuovo in periferia e uno antichissimo, sullo stretto di una quarantina di metri in centro città, che per non creare ingorghi stradali aprono solo da mezzanotte all'una! L'escursione della marea di oltre un metro, crea nello stretto passaggio una corrente di circa 7/8 nodi fastidiosa solo per barche a vela o a motore di una certa dimensione. Anche l'altezza del ponte, circa 3 / 4 metri, non ci crea difficoltà. A Khalkis c'è un grosso marina e la benzina è in banchina ad Ag. Nicolaos, appena prima della città per chi viene da Sud, al costo di € 1,15 (il miglior prezzo).
Lasciata Khalkis ci fermiano dopo una decina di miglia per la consueta sosta bagno/pranzo/relax, poi finalmente con mare liscio come l'olio, navigando lungo una costa boscosa e verdissima, raggiungiamo Limni.
Il porto non è grande ed è molto stretto, quasi un canale parallelo alla costa, probabilmente il fondale a strapiombo, - 26 metri subito sotto costa, non consentiva una diversa costruzione. Ne viene penalizzata la disponibilità di posti e infatti non c'è un ormeggio libero neanche a pagarlo a peso d'oro. Comunque veniamo accolti dai pescatori con un "welcome".
Ormeggiamo a fianco dei pescherecci e alle barche a vela a loro volta disposte all'inglese, perpendicolari alla banchina non avrebbero lasciato spazio per entrare o uscire (quest'ultima manovra la devono fare in … retromarcia). Di sera il paese si anima, la montagna sovrastante viene illuminata da potenti fari puntati su alcuni monasteri. E' un peccato non avere tempo per visitarla, abbiamo i giorni contati e il nostro nuovo obiettivo da raggiungere.
Miglia percorse 80.

7 agosto- da Limni a Orei. Partenza con mare calmo. Sosta a metà giornata agli isolotti Likhades e poi con una rotta nord est, imbocchiamo il canale di Orei. Lungo la rotta la nostra attenzione viene richiamata dallo sbracciare di una famigliola di locali su un gommone con il motore in avaria. Prontamente trasbordata tutta la famiglia sul gommone di Lelio, Emilio con le spine nel cuore per il suo nuovissimo Suzuki 175 effettua il suo primo traino. Fortunatamente la boa di ormeggio del greco non è molto lontana. Dopo strette di mano e ringraziamenti, proseguiamo.
E qui, nel canale, rivolto a Nord-Nord Est e per di più a pomeriggio inoltrato, troviamo bel maretto di prua. Un po' ci mancava! Tutti più o meno spruzzati e bagnati arriviamo ad Orei.
Il porto è grande e c'è spazio per ormeggiare senza problemi. La benzina non è in banchina, ma volendo, aspettando i comodi del benzinaio (le 10 di sera, tanto per intenderci) te la possono portare. Acqua da un solo rubinetto, ma docce potentissime in spiaggia.
La cittadina si affaccia sul mare con una grande spiaggia, è pulita e accogliente. Tutta la zona adiacente il porto è zona pedonale e fino a tardi c'è via vai di gente. Dopo cena facciamo quattro passi per il paese, c'è anche un museo, data l'ora è chiuso, ma nei giardini è esposta la statua marmorea di un toro a grandezza naturale finita nelle reti di un pescatore nel 1965 nelle acque antistanti il paese.
Ci sarà una "piacevole" musica tutta la notte fino alle 4 del mattino.
Miglia percorse 50.

Vai alla seconda parte del viaggio>>>

 

 
A sinistra,la superstrada che da Patrasso arriva ad Atene. A destra, Nea Peramos.
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Il varo viene effettuato con il muletto del cantiere. A destra, continuano le operazioni di varo con la ... consulenza di Bracco.

 

A sinistra l'Emotion 29 con cui Bracco sta effettuando il raid. A destra, si discute dei giorni a venire.
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A sinistra, siamo in navigazione, sullo sfondo Atene città. A destra, foto ricordo sotto Capo Sounion
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Tutto il gruppo fotografato da bordo dell'Emotion. A destra, il porto di Kithnos.
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Ormeggio in banchina. A destra, causa mancanza attracchi, usiamo chiodi da roccia portati da Milano
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A sinistra, gli altri gommoni ormeggiano davanti alla spiaggia del porto. A destra, a lavori finiti si festeggia.
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In serata veniamo raggiunti da due Scorpion greci che ...spiaggano. A destra, la "passeggiata" sopra i gommoni.
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A sinistra, ancora i gommoni all'ormeggio. A destra, colazione al bar Kavos.
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A sinistra, aperitivo all'internet point. A destra, tutti sulla rupe per valutare le condizioni meteo.
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Al quarto giorno il Motonautica Vesuviana di un italiano, spiaggia. Non senza fatica lo rimetteremo in acqua.
Quando arriva il proprietario ritrova tutto a posto. Mah, sembrava anche scocciato...A destra, sarà sul sito meteo o sul ...forum?
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A sinistra, il mare visto da Loutra. A destra, continua la ricerca culinaria per assegnare il ghiros dell'anno.
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A sinistra, la nostra spiaggia. A destra, è l'ora del fitness.
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Porto Kavia sull'isola di Kea visto da Google. A destra, porto Kavia visto dal gommone.
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Porto Kavia, solo un piccolo moletto e un campo boe. A destra, spaghettata in spiaggia.
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Bagno del mattino con tartaruga. A destra, rifornimento al Marina Olimpic di Lavrio.
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Isole Petàli vista da Google. A destra, Marco in avvicinamento alla spiaggia.
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In navigazione fra le isole. A destra, Patrizia e Lucio.
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A sinistra, Lelio e Marinella. A destra, Michele e Orietta.

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A sinistra, barca ormeggiata davanti alla "Villa del Re". A destra, io e Carla.
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Il porto di Marmari visto da Google. A destra, il porto visto dal largo.
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Una volta ormeggiati si montano i tendalini. A destra, tramonto sul porto.
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A destra, il ponte nuovo di Kalkhis.
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A destra, rifornimento in banchina ad Agios Nicolaos.
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Lo stretto di Euripos con il ponte apribile
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A sinistra, ristorante con veranda che da' sullo stretto per ammirare il "fenomeno" della marea. A destra, comitato di accoglienza.
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In navigazione lungo la costa in direzione di Limni.
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A sinistra, il porto di Limni visto dal satellite. A destra, le banchine del porto di Limni.
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A sinistra, ingresso del porto. A destra, siamo nel porto.
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Ormeggio in doppia fila e ormeggio a lisca di pesce.
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A sinistra, il porto visto dal paese. A destra, allegra cena in taverna.
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Facciamo il giro delle Likhades alla ricerca di un ormeggio per la sosta bagno/pranzo/relax.
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Emilo, si cimenta nel suo primo traino. A destra, forse ci siamo ...
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